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Semionov presenta “Sonata № 3 Reminiscence of the Future” – 2° parte

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Viatcheslav SemionovIl processo creativo è un momento molto complesso e sfaccettato, soprattutto nella fase embrionale. Tu paragoni questo percorso con la malattia. Perché? Da dove si inizia? Come si imposta un piano di lavoro? Quali sono i preliminari per strutturare una nuova composizione?

Tutti le fasi della mia vita procedono sempre con difficoltà, perché non mi piace fare nulla formalmente scontato – suonare, insegnare, e soprattutto comporre… Il modo più semplice è quello di lavorare secondo regole prefissate – avere un’idea e impostarla, ecco tutto ciò che serve. Ma, ovviamente, non è possibile utilizzare le stesse risorse per tutte le opere.

Quello iniziale è un momento molto difficile! A volte capita che il compositore accumuli materiali, e poi cominci ad amalgamarli, un po’ come un alchimista. Ma in questo caso ho dovuto creare, praticamente, tutto da zero. Solo per il secondo movimento mi sono ispirato a delle melodie che avevo ideato durante l’estate trascorsa a Kursk, quando eravamo tutti insieme (ndt insieme a Yulia Amerikova e Aleksander Selivanov) per la masterclass. Per il resto è stata davvero una bella sfida…

Perché la malattia? Beh, mai nulla di nuovo può essere indolore. Solo Mozart poteva creare facilmente, ma un altro Mozart non c’è e forse non potrà più esistere. Che dire altro… Facciamo un esempio scontato, ma al tempo stesso molto pratico…Il parto è qualcosa di unico, straordinario, nasce una nuova vita, ma le donne dicono sia davvero molto doloroso. Per me, qualsiasi tipo di lavoro come questo – è un processo doloroso, mi sento anche male fisicamente. Probabilmente diventa un po’ più facile quando quasi tutto è fatto e rimane da cambiare solo alcuni piccoli particolari. Il percorso iniziale è un disastro, basta provare a ideare un tema, almeno sette note, senza ripetere motivi già esistenti! Inoltre, per questo tipo di composizioni, non è impossibile attingere dal repertorio folkloristico, ciò significa che ho dovuto trovare del materiale che potesse esprimere i miei sentimenti per poi riflettersi negli animi degli ascoltatori, e deve essere qualcosa che si può sviluppare, ecco perché ho dovuto lavorare per così tanto tempo.

L’intera stesura dell’opera mi ha tenuto occupato per molto tempo, più o meno un anno… Per il primo e il secondo movimento ho impiegato un paio di mesi poi, dopo una pausa di riflessione, ho preparato il finale sempre in un paio di mesi. In pratica ho impiegato l’ultimo trimestre del 2012 e gran parte del 2013, infatti, non ho potuto finire nel 2012 perché non sapevo come concludere l’opera.

Come in un romanzo, ricordo… “L’amore dura tre anni”, l’amore non può vivere solo tre anni, quindi non so cosa sarà alla fine. L’autore potrebbe non sapere come finirà il suo romanzo e il finale potrebbe non essere il modo in cui è stato presentato. Ho regalato una grande parte della mia anima a questa Sonata e probabilmente non solo la mia, anche il mio mondo si è trasformato attraverso la mia anima, attraverso la mia percezione di esso.

Sonata ha un titolo molto interessante “Reminiscence of the Future”. È solo una bella immagine, o questo appellativo comprende qualcosa di più profondo?

Ho sentito dire da qualcuno che c’è anche un film con lo stesso nome. Ma, se non ricordo male il film s’intitola “Veniamo dal futuro”. “Reminiscence of the Future…” – Non mi ricordo qualcosa di simile, forse, non lo so…

L’idea alla base del nome è la multidimensionalità del mondo. Oggi sulla Terra viaggiano milioni di informazioni, su ogni tipo di argomento. L’umanità è sempre in movimento, ci sono civiltà che scompaiono per poi riapparire e scomparire di nuovo, così come le idee dell’uomo sempre in cerca di qualcosa di rivoluzionario, a volte si impara qualcosa di nuovo e si scopre che, in qualche modo, si sapeva molto prima.

Forse tutti noi abbiamo vissuto in una vita precedente, potrebbe anche essere…

Ti piace l’idea che tutto ciò che nel mondo c’è, è risucchiato in un movimento a spirale?

Sai, non sono nemmeno sicuro che si tratti di una spirale, piuttosto, alcuni tremori tettonici che hanno cambiato il mondo in generale. Spiral – è troppo facile, penso che non è il miglior pensiero dei filosofi. È solo più facile come riferimento per esprimere quel momento in cui si arriva alla stessa domanda, ma ad un livello successivo.

A volte, però, le cose assolutamente diverse accadono inaspettatamente, quindi posso confrontare tutta la storia dell’evoluzione con alcuni spostamenti tettonici, non solo la storia umana, ma anche quella della Terra. Noi non sappiamo nulla di quello che sta succedendo nell’Universo, ma possiamo accettarlo con positività.

Sonata è dedicata al tuo ex studente che ora è uno dei leader mondiali della fisarmonica, Yuri Shishkin. Come mai questa dedica e perché hai scelto proprio Yuri Shishkin?

Mi ricordo benissimo come è successo e posso raccontarvelo (si perde nei suoi pensieri…). Io di solito non penso a fare delle dediche, ma questa era l’occasione giusta. Un giorno mi sono reso conto che uno dei miei migliori allievi (diciamo, tra quelli della seconda generazione), Yuri Shishkin, stava per festeggiare il mezzo secolo. Wow! Ho iniziato a pensare a che tipo di regalo avrei potuto fargli. Ci sono pochi artisti in tutto il mondo della fisarmonica confrontabili con Yuri e grande è il contributo che apporta quotidianamente allo strumento. Non sto esagerando e ribadisco, lui ha dedicato la sua intera vita alla “Accordion Performing art”.

Ho deciso di presentare queste cinquanta pagine il giorno del suo 50° compleanno. Inoltre, Sonata è un brano così complicato che solo lui poteva essere il primo ad eseguirla. Gliel’ho chiesto, ho sperato che accettasse e lui non mi ha deluso. C’era, però, un’altra complicazione: non sapevo come la Sonata “avrebbe suonato” solo con la fisarmonica. Io l’avevo sempre pensata come una sinfonia. E suona ancora come una sinfonia nelle mie orecchie! Yuri, cercando sempre di fare qualcosa di più con la fisarmonica, prova ad eseguirla come un “one man band”.

Sì, penso, questa Sonata è proprio adatta a lui, soprattutto per la prima esecuzione. Adesso sono convinto di avergli fatto un regalo degno del suo talento.

Se però rifletto a fondo, forse dovrei dedicare Sonata a tutti gli amici più stretti, a tutte le persone che mi sono accanto e che sono sempre nei miei pensieri. Questa è una domanda complessa…

Se parliamo dell’idea di Sonata, nell’introduzione dell’edizione in cui scrive Yuri Shishkin si trova una riflessione che può riassumere tutto il tuo pensiero di fondo: “La nascita della Sonata N° 3 – una sorta di sinfonia – è stato un nuovo passo del Maestro, dove continua a cercare le risposte alle domande poste con realismo e precisione nella Prima Sonata. Nella sua nuova composizione l’autore si riferisce a tutta l’umanità? È una persona in grado di proteggere il suo amore, egli è in grado di sopravvivere per ascoltare la voce della ragione. Il compositore denuncia coloro che incitano al male, lancia appelli per non perdere la fede e ci ricorda il fondamento… ( Se) l’amore è dentro di noi, noi siamo eterni” (citazione di Heinrich Heine, che Yulia Amerikova ha trovato per il suo insegnante…) – ma lo fa cifrando queste parole con il codice Morse. Questa frase del poeta tedesco, che conclude il 3° movimento della Sonata, è il messaggio infinito per i nostri discendenti, perché solo le cose fatte con amore possono rimanere immortali”. Hai qualcosa da dire?

Le cose fatte con amore vivranno per sempre. L’amore può essere anzi, è la migliore e più sublime cosa di cui l’Homo sapiens dispone nella propria vita. La splendida citazione di Heine che hai trovato per me raccoglie in sé molteplici valori. In generale, niente di eccezionale e significativo può essere creato senza l’amore. Dopo tutto, la vita stessa non può esistere senza amore, è la continuazione della vita e sarà anche lo stesso nelle future civiltà, credo… E anche se esistono universi paralleli, perché non dovrebbero avere anche loro l’amore? In questo senso, questa citazione è impagabile. In qualche modo ci dà un infinito… non solo sviluppo… un volo infinito di un uomo, dell’umanità, dell’anima. Non sappiamo esattamente quello che era prima di noi, quello che verrà dopo di noi, ma siamo liberi di correre in questa grandezza, io l’ho fatto con questa Sonata. Non ho detto tutto, ma probabilmente non è necessario. Lasciate che ognuno trovi le proprie aspirazioni, i pensieri, il proprio volo dell’anima. Sono sicuro che questo Sonata vi farà pensare. E questo sta già accadendo a ognuno nel modo in cui la percepisce…

continua…

Autore: Gianluca Bibiani

Gianluca Bibiani ha scritto 965 articoli.

Questo post è disponibile anche in: Inglese



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