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Un viaggio a Londra insieme al fisarmonicista Romano Viazzani

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romano viazzaniRomano Viazzani è un fisarmonicista, compositore e insegnante che vive a Londra. Come performer si è esibito in contesti molto diversi tra loro: da solista e nelle orchestre, negli studi di registrazione e nei teatri. Tra le sue composizioni c’è un concerto per fisarmonica e orchestra sinfonica interpretato dalla BBC Concert Orchestra al Festival della Fisarmonica di Londra nel 2011. Scrive anche brani e colonne sonore per programmi tv.

1. Lei ha origini italiane, ma si è formato in Inghilterra dove ancora oggi vive e lavora. Cosa le piace di più dell’ambiente musicale Londinese?

Sì, ho origini italiane. Mia madre è nata in Italia, ma, da parte di mio padre, io faccio parte della quarta generazione della famiglia nata nel Regno Unito. I miei antenati emigrarono intorno al 1880 dall’area di Parma. La Rivoluzione Industriale si stava sviluppando nel Regno Unito già da oltre cento anni mentre nelle altri parti d’Europa stava giusto iniziando. Il Regno Unito divenne una calamita per i migranti europei. Il mio bisnonno Angelo, costruttore di pianoforti, fu uno di questi e mentre lavorava a Clerkenwell, il più antico quartiere italiano di Londra, incontrò sua moglie Santina Cattini che era un’italiana nata in Inghilterra. I genitori di lei possedevano un pub con una pensione annessa e molti lavoratori italiani soggiornarono lì. Questo è quello che poi ancora oggi accade a Londra sebbene con condizioni probabilmente più favorevoli. Oggi i migranti provengono dall’est Europa, il medio e lontano est, ma sono anche ricchissimi Russi. Questo garantisce ai musicisti un’offerta variegata e interessante. Bisogna essere molto versatili, ma c’è molto lavoro e per i fisarmonicisti la qualità è di gran lunga migliore che 15/20 anni fa.

2. La fisarmonica oggi ha sensibilmente ampliato i suoi orizzonti e, con essi, il suo pubblico. Come viene percepita in Inghilterra?

Bene, il pubblico sembra molto preso dalla fisarmonica al momento attuale mentre negli anni ‘60 e ‘70 non c’era nulla di più fuori-moda nel Regno Unito. Avevamo una scena pop molto florida da esportare, fatta di chitarre e più tardi, negli anni ’80, di tastiere. Poi, gradualmente, le cose sono iniziate a cambiare. Negli anni ’90 la musica pop si è iniziata a muovere verso concerti acustici o unplugged e negli ultimi anni si è lasciata influenzare molto dal folk e dunque da band come Bellowhead. I Mumford & Sons, per esempio, usavano strumenti ripresi dalla stessa famiglia della fisarmonica.

Il salto in avanti più lungo che la fisarmonica ha compiuto è stato nella musica classica e nel jazz. Nel jazz abbiamo avuto per molti anni degli straordinari musicisti, come Jack Emblow, ma recentemente altri artisti internazionali sono arrivati nel Regno Unito registrando concerti con migliaia di persone. Richard Galliano è senza dubbio uno di questi. Quando venne a Londra con il suo New York Trio, insieme  all’ospite d’eccezione Gary Burton al vibrafono, suonò Piazzolla, con una orchestra da camera, nella seconda metà dello stesso concerto. Questo mix tra due generi riempì la Barbican Hall con più di 2000 persone. Qualcosa di inimmaginabile venti anni fa. L’insistente battaglia, portata avanti con intelligenza per 26 anni dal Professor Owen Murray alla Royal Academy of Music contro l’istituzione della musica classica nel Regno Unito, aveva definitivamente cambiato i costumi. Se all’inizio il “sistema fisarmonicistico” fu contro di lui, poi egli provò di aver ragione. Gli studenti che escono dalla Royal Academy, oggi, posso realmente scegliere una carriera concertistica in Inghilterra o fuori. Di recente Ksenija Sidorova e Martynas Levickis l’hanno dimostrato.

Questo è cominciato a succedere quando, in concorsuale, la fisarmonica si è confrontata non con altri fisarmonicisti, ma con musicisti diversi e più spesso di quanto si possa pensare i fisarmonicisti hanno vinto o sono arrivati secondi per poco. Le giurie in questi concorsi sono spesso formate da affermati concertisti o direttori d’orchestra che generalmente reagiscono positivamente di fronte al repertorio originale della moderna fisarmonica e all’espressività dello strumento. Lavorare con stimati compositori moderni, così come incoraggiare giovani compositori in erba a scrivere per la fisarmonica, ha regalato a questo strumento un repertorio più vicino al reale mondo della musica che non a quello esclusivo dei fisarmonicisti, per quanto positivo esso possa essere.

3. Parallelamente alla carriera da concertista e a quella di insegnante ha portato avanti quella da compositore. Quale sono le sue fonti maggiori di ispirazione?

Si, sembra che io tenga in piedi tante cose! Cerco di fare tutto al meglio delle mie possibilità e francamente non so quale sia il risultato, ma cerco sempre di trarre insegnamento da tutto ciò che faccio. Ho composto molto e arrangiato molto. Semplici pezzi popolari per fisarmonica fino al “Concerto per fisarmonica e orchestra”. Quest’ultimo lavoro è stato un grande impegno e sono contento di averlo fatto, ormai 13 anni fa… Non è stato suonato molto, visti i costi elevati di messa in scena. D’altronde io non sono un compositore universalmente riconosciuto. Ho scritto qualcosa che pensavo sarebbe stato divertente suonare, che avrebbe portato avanti la tradizione della fisarmonica, ma con un occhio al futuro. Spero che un giorno possa essere suonata di più, ma i lavori delle grandi orchestre sono difficili da finanziare in periodi di recessione!

Adoro scrivere canzoni originali e arrangiare brani di altri cantanti con cui collaboro. Alcuni di questi pezzi sono stati tradotti in musical per il teatro. Ho anche scritto delle musiche di sottofondo per la TV molti anni fa, ma ora è da un po’ che non lo faccio più.

4. Quale è stata la più grande soddisfazione professionale fino ad ora provata?

Scrivere Valceno – Concerto for Accordion and Orchestra è stata una grande soddisfazione. Probabilmente oggi l’avrei scritta diversamente perché le esperienze musicali condizionano in modo diverso. Anche il mondo è cambiato molto dalla fine del 20esimo secolo. Ci sarebbe molto da dire del mondo di oggi. La musica è un mezzo molto potente ed è capace di comunicare in modi differenti dalle parole.

Un’altra grande soddisfazione è quella di aver lavorato con alcuni musicisti che mi hanno regalato le esperienze artistiche più belle. Ci sono state star singolari come Grace Jones e Phil Manzanera, ma è stato altrettanto incredibile lavorare con Gilad Atzmon e tutti i musicisti jazz del suo Orient House Ensemble. Loro sono degli artisti dall’incredibile talento e dalla tecnica brillante che suonano musica di gran qualità in modo davvero creativo. Lavorare con Orchestre come la BBC Concert Orchestra, la Royal Liverpool Philharmonic e la 10-10 Chamber Orchestra è un’esperienza fantastica, ma lo è anche collaborare con le band di giovani qui a Londra.

Recentemente ho lavorato molto in teatro (anche recitando un po’…) in produzioni come Songs From A Hotel Bedroom a Covent Garden, un musical con musiche tratte dal periodo americano di Kurt Weill, in The Accordionist, di cui ho scritto le musiche con Bethany Jameson che è uno dei cantanti con cui lavoro nel circuito del cabaret, in Piaf nell’incredibile Curve Theatre di Leicester. Lavorare a Londra e New York con Joanna Strand in cabaret così diversamente strutturati tra loro, mi ha dato grandi soddisfazioni. D’altro canto i concerti da solista sono una sfida, ma spesso la soddisfazione è tutta in sé stessa, sono esperienze solitarie… perciò ultimamente sento di preferire il lavoro condiviso con altri musicisti.

5. The Romano Viazzani Ensemble è un progetto recente che la vede protagonista. Ce ne parla?

Questo lavoro ha avuto pochi appuntamenti con il pubblico ed è stata colpa di grandi impegni che ho io preso nei confronti dei progetti di altre persone, tanto da trascurare il mio!

Qualche anno fa io e la bravissima cantante italiana Melody Castellari, il favoloso pianista Mulligan e il grande contrabbassista Yaron Stavi ci esibimmo in alcuni concerti suonando Tango. Lo scopo è ancora quello di fare Tango, ma scrivere anche qualche composizione originale per questa commistione di musicisti. L’intenzione c’è, ma ci sono così tante cose che mi tengono occupato al momento che mi rimane difficile persino trascorrere del tempo con la mia famiglia.

6. A che cosa sta lavorando attualmente e quali sono i sogni nel cassetto per il futuro?

Al momento lavoro stabilmente con quattro cantanti di cabaret: Joanna Strand, Bethany Jameson, Gabrielle Ducomble e David Vaughan, registrerò anche con tre di loro nei prossimi cinque mesi. Recentemente abbiamo creato un’associazione di insegnanti di fisarmonica nel Regno Unito chiamata UKAAT per innalzare gli standard di insegnamento. Ho uno spettacolo in teatro fissato per il prossimo inverno con Joanna Strand e il cantante americano Gregory Moore per celebrare la canzone italiana, dall’opera agli anni ’60, e ho due libri da scrivere. E poi c’è Romano Viazzani Ensemble lì ad aspettare! Anche i miei cinque figli sono molto portati per la musica e vorrei essere certo che raggiungano degli standard tali per cui potranno decidere se far si che la musica faccia parte delle loro vite un giorno…

Autore: Chiara-Magna

Chiara Magna ha scritto 94 articoli.

Questo post è disponibile anche in: Inglese



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