
| 18/02/2010 | di Chiara Fabrizi
Petru Birladeanu fisarmonicista di strada di origine rom. Un nome e un cognome che detti così non ricordano niente, anche se dovrebbero.
Era il maggio del 2009 quando Petru fu “sparato”, come dicono a Napoli, per sbaglio. Una morte, la sua, che entrò direttamente nelle case degli italiani perché ripresa delle telecamere interne della stazione napoletana di Cumana. Quelle immagine sconvolsero il Paese perché nessuno si avvicinò o soccorse il cadavere di Petru tramortito da una sventagliata di mitra. Aveva solo 33 anni. Oggi l'assessore regionale della Campania alle politiche sociali e all'immigrazione Alfonsina De Felice ha deciso di rendere omaggio alla memoria di Petru, esponendo alla Cumana una teca contente la fisarmonica del musicista rumeno ucciso per errore da un commando di camorristi.