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Quando il vento appena soffiava – Il Fado, Lisbona, la letteratura (3° parte)

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“QUANDO IL VENTO APPENA SOFFIAVA”

Il Fado, Lisbona, la letteratura

(terza parte)

 

02 Quando il vento appena soffiava (terza parte - David Mourão Ferreira)Il percorso di Amália Rodrigues incrocia quello dei poeti contemporanei anche sotto il profilo politico. Nonostante le simpatie che il regime esprime nei suoi confronti, soprattutto in quanto artista capace di far conoscere il Portogallo sulla scena internazionale, canta, con coraggio, Abandono, di David Mourão–Ferreira, scritta a sostegno di un prigioniero politico:

“Per il tuo libero pensiero

Lontano ti hanno rinchiuso,

Così lontano che il pensiero

Non riesce a raggiungerti.

E soltanto senti il vento,

E soltanto senti il mare.

Ti hanno portato via, era già notte:

L’oscurità tutto copriva.

È stato di notte, in una notte

Di tutte la più fosca.

È stato di notte, è stato di notte,

E mai più si è fatto giorno.

Ahi, di quella notte il veleno

Persiste nell’avvelenarmi,

Sento soltanto il silenzio

Che è rimasto al posto tuo.

Almeno senti il vento!

Almeno senti il mare.

L’unico atto di coraggio che Amália non osa compiere è quello di far trasporre in musica i versi di Fernando Pessoa perché secondo lei non è cantabile: “quello che mi fa diventare matta è che non sono capace di mettere Fernando Pessoa nel fado. Mi piace molto Fernando Pessoa, ma non si può cantare”. Eppure, c’è da credere che a lui, se fosse stato vivo, non sarebbe affatto dispiaciuto visto quel che scrive del fado nel 1929: “Il fado non è né allegro né triste, è la stanchezza dell’anima forte, l’occhiata di disprezzo del Portogallo a quel Dio cui ha creduto e che poi l’ha abbandonato”, […] una musica che nacque “in un intervallo nel quale l’anima non esisteva e desiderava tutto senza aver la forza di desiderarlo”.

I venti del rinnovamento fadista non si limitano all’azione intrapresa da Amália Rodrigues. A cavallo tra gli anni ’60 e ’70 del Novecento, un altro importante interprete, Carlos do Carmo, adotta i versi di poeti eruditi come José Carlos Ary dos Santos e impiega grandi orchestre o combo i cui arrangiamenti avvicinano il fado al music-hall dell’epoca o al jazz.03 Quando il vento appena soffiava (terza parte - Carlos do Carmo) In quella stagione, che, nonostante l’isolamento del Portogallo fascista, risente fortemente dei moti di protesta che animano il resto d’Europa, l’impegno di personaggi come Carlos do Carmo non è sufficiente, però, ad evitare che la gioventù e l’intellighenzia radicali prendano le distanze dal fado, additandolo, ancora una volta, come responsabile di un fatalismo scoraggiante[1]: “Miseria, prostituzione, malattia, disonore, degradazione, tutto ciò è «fado». Spiega e, di riflesso, assolve tutti i mali. […] il fado si consegna alla rassegnazione, compiacendosi per il proprio dolore, si esibisce nella sua passionalità lugubre. […] conformismo portato all’estremo, apatia e rinuncia totali, ecco i tratti dominanti […] nel fado. […] Il fatalismo fadista […] si basa sulla «distruzione della ragione», sull’irrilevanza delle volontà, sull’inutilità dell’azione. Il suo conformismo è il risultato di questo atteggiamento di rinuncia, che si è generalizzato in tutte le classi”[2]. Siamo all’alba della Rivoluzione dei Garofani del 25 aprile 1974, che riporta la democrazia in Portogallo, dopo quasi cinquant’anni di dittatura.04 Quando il vento appena soffiava (terza parte - Rivoluzione dei Garofani)

Carlos do Carmo continua, imperterrito, la propria battaglia. Il suo impegno antifascista è inattaccabile e gli permette di continuare a sperimentare nuove vie del fado senza rischiare – come capita (ingiustamente) ad Amália Rodrigues – di essere accusato di connivenza col vecchio regime. Alla trasposizione in musica di poesie di Ary dos Santos, segue quella dei versi di Joaquim Pessoa e di Manuel Alegre, tutti noti come progressisti. Gli esiti positivi del lavoro di do Carmo si manifesteranno qualche anno dopo, quando sarà possibile riscattare il fado, affrancato, finalmente, da tratti politici di qualsiasi segno.

Nel 1986, il cantante osa quel che Amália Rodrigues non aveva mai osato: nell’album Mais do que Amor È Amar, tra gli autori portoghesi dell’800 e del ’900, i cui versi adatta a dieci brani musicali tradizionali, spicca Fernando Pessoa.05 Quando il vento appena soffiava (terza parte - Album Mais do que Amor È Amar) In seguito, altri interpreti si cimenteranno con il maggior poeta lusofono, il cui Mare portoghese diventerà un classico del fado:

O mare salato, quanto del tuo sale

Lacrime sono della nostra gente!

Solcammo le tue onde. Quante madri,

Da allora in pianti si sciolsero e quanti

Figli invano pregarono il Cielo!

Quante donne non ebbero marito

Perché tu fossi nostro, o mar ignoto!

Valse la pena? Se l’anima è grande

Tutto quel che si fa vale la pena.

Chi vuole Bojador oltrepassare

Oltre la sofferenza deve andare.

Dio ha dato al mare l’abisso e la minaccia

Ma è lì, nel mare, che ha rispecchiato il cielo.

Nello stesso Mais do que Amor È Amar, Carlos do Carmo canta altri poeti trasposti in musica: Bocage (Á Memória De Anarda), Teixeira-de Pascoaes (Elegia Do Amor), Homem de Melo (Aquela Praia Ignorada), Carlos de Oliveira (Carta A Ângela) e, infine, José Saramago (Aprendamos O Rito).06 Quando il vento appena soffiava (terza parte - José Saramago) Premio Nobel nel 1998, Saramago (1922-2010) rappresenta, assieme a Fernando Pessoa, la personificazione stessa della letteratura portoghese dell’età contemporanea. Nelle sua poesie e nei suoi romanzi – che, molto spesso, ruotano attorno ai temi del pacifismo e della coscienza civile – realtà e finzione, storia e allegoria si avviluppano come in un turbine, in un linguaggio che evoca i modi della narrazione orale[3]. Il fado, per lui, è una “organizzazione ostinata dello spazio della solitudine” e la nostra intera esistenza è assenza della pienezza del vivere in un tempo immobile, è fugacità. È nella saudade, protagonista assoluta del fado, ed attraverso di essa che sentiamo, allo stesso tempo, la nostra fugacità e la nostra eternità[4]. E fugace è, sempre, l’amore nei testi poetici del fado. L’amore non lo si è mai raggiunto:

“Non voglio cantare amori,

Gli amori sono passi perduti.

Sono freddi raggi solari,

Verdi artigli dei sensi”[5].

o lo si è perduto per sempre:

“Memoria del mio bene, reciso in fiore

Per ordine dei miei tristi e avversi Fati,

Lasciatemi riposare con i miei pensieri

Nell’inquietudine dei miei amori”[6].

Il percorso di rinnovamento poetico-musicale del fado da parte di do Carmo non si ferma. Dieci anni dopo Mais do que Amor È Amar, incide Margens, con poesie di António Lobo Antunes, un autore contemporaneo (nato nel 1942), che mette «al servizio» della letteratura la propria formazione da psichiatra.07 Quando il vento appena soffiava (terza parte - Album Margens) Un’esperienza che lo induce a trattare la materia narrativa e poetica al centro delle proprie attenzioni (l’analisi della contemporaneità e, in particolar modo, del potere), come fosse «materia» umana, vivente.

La ricerca di Amália Rodrigues e di Carlos do Carmo conferma quanto asserito all’inizio di questo breve viaggio tra fado e letteratura, a proposito della poesia e della canzone che si fondono e si confondono. “Dalla letteratura al canto, dalla musica alla parola il cammino è sempre breve, prossimo come un passo sul punto di compiersi. Fado e letteratura, nello spazio del secolo appena concluso, si ritrovano, quasi specularmente, a ricercare o rendere contemporanea l’antica comune esperienza di poesia come canto e del canto come ritmo e cadenza, variazione ed esperienza della parola; il canto-poesia dell’accadere, del narrare la vita e il suo segreto secondo una ragione musicale, della musica che è, come scrive Borges, «misteriosa forma del tempo»”[7]. E se per Shakespeare “Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni”[8], il fado, per Pessoa, “è fatto della stoffa del tempo”.08 Quando il vento appena soffiava (terza parte - Fernando Pessoa) Perché nel fado la memoria reinventa il tempo, lo sogna. La saudade (il «disio», come l’ha tradotta magistralmente Antonio Tabucchi) “prima di essere pensata è stata cantata”09 Quando il vento appena soffiava (terza parte - Fado Unesco) scrive Eduardo Lourenço e “[…] sembra modulata dal ritmo universale del mare” [9]; è il soffio che lega quest’ultimo alla letteratura ed è destino, è amore, è vita, è morte, è luoghi, è memoria, è, quindi, ancora una volta, tempo.

 

NOTE

[1] Rui Vieira Nery, Il fado. Storia e cultura della canzone portoghese, Roma, Donzelli Editore, 2006.
[2] António Osório, A mitologia fadista, Lisboa, Livros Horizonte, 1974, pp. 103-105.
[3] http://www.treccani.it/enciclopedia/jose-saramago/
[4] Eduardo Lourenço, Il labirinto della saudade. Portogallo come destino, Parma, Diabasis, 2006, p. 92.
[5] Augustina Bessa-Luis, Artigli dei sensi, Poesia trasposta in fado dalla cantante Mísia
[6] Luís de Camões, Memoria del mio bene. Poesia trasposta in fado dalla cantante Cristina Branco.
[7] Vincenzo Arsillo, L’intima distanza: una nota su fado e letteratura, in Rui Vieira Nery, op. cit., p. 281.
[8] William Shakespeare, La Tempesta, Atto IV.
[9] E. Lourenço, op. cit.

 

PER APPROFONDIRE

BIBLIOGRAFIA

BECHELLONI, Barbara, Fascino lusitano. Identità e cultura nella società della comunicazione portoghese, Roma, Zines, 2009.

GIANNOTTI, P., PIVATO, S., Il Portogallo dalla prima alla seconda Repubblica, Urbino, Argalia, 1979.

MIRANDA, Miranda, Il Portogallo è un’isola. Taccuino d’appunti per una guida sentimentale tra Lisbona e Coimbra, Monghidoro (BO), Con-Fine Edizioni, 2011.

PESSOA, Fernando, Lisbona, Torino, Einaudi, 2016.

PESSOA, Fernando, Pagine esoteriche, Milano, Adelphi, 1997.

PESSOA, Fernando, Una sola moltitudine, 2 voll., Milano, Adelphi, 1997.

SACCO, Marcello, Salazar. Ascesa e caduta di un dittatore «tecnico», Lecce, Besa, 2014.

SARAMAGO, José, Cecità, Milano, Feltrinelli, 2013.

SARAMAGO, José, Le piccole memorie, Milano, Feltrinelli, 2015.

SERAPIGLIA, Daniele, La via portoghese al corporativismo, Roma, Carocci, 2011.

TAVARES PIMENTA, Fernando, Storia politica del Portogallo contemporaneo (1800-2000), Milano, Mondadori Education, 2011.

 

LINK AUDIOVISIVI

https://www.youtube.com/watch?v=oiMC6DLMzzw

 

http://www.raistoria.rai.it/articoli/salazar-e-la-rivoluzione-dei-garofani/33116/default.aspx

Autore: Sergio Macedone

Sergio Macedone ha scritto 59 articoli.



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