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Saria Convertino… fra cioccolato e successi! (2° parte)

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Saria Convertino - Conservatorio Santa CeciliaIn che terra è nata lei? Che nutrienti l’hanno impastata, che valori ha inalato per vincere così tanti Primi Premi Assoluti nazionali ed internazionali. Ne vorrei rammentare qualcuno: il “Premio Nazionale delle arti 2011”, indetto dal MIUR e per il quale hai rappresentato il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma e la classe di fisarmonica del M° Pitocco al Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari; il Concorso “Rec&Play”, indetto dal CIDIM per il quale le fu assegnato un concerto premio nella rassegna “Nuove Carriere” presso l’Accademia di Danimarca in Roma presentato dal critico musicale Piero  Rattalino; il Concorso Nazionale Soroptimist International d’ltalia “Talenti per la musica 2009”, svoltosi nella Sala Accademica del Conservatorio “Santa Cecilia” dove si è classificata 1° Talento d’Italia dopo una lunga selezione regionale; il “Premio Via Vittoria” istituito per i 5 migliori allievi diplomati del Conservatorio “Santa Cecilia”. Delle collaborazioni vorrei me ne parlasse lei! Prende un cubetto di cioccolata, vorrebbe non dover parlare di sé, accarezza il bayan, tenta di distrarmi… corre un silenzio di secondi che pesano poi si scioglie e come rammentasse a se stessa…

Sai, ho avuto l’onore di collaborare con Nicola Piovani e Angela Pagano nello spettacolo Teatrale “La Guardiana del Faro”, presentato presso il Teatro dell’Angelo nel 2009 con la regia di Norma Martelli ed ho collaborato con la poetessa Antonella Pagano nello spettacolo “Soffian… Do”, in cui ha messo in scena la piece “Brigantessa dalle Lunghe trecce” e il Poema d’amore “Cantus cordis” al Teatro del Complesso Monumentale dei Dioscuri al Quirinale. Ho fatto parte della compagnia Lombardi-Tiezzi per lo spettacolo “Pasolini: Roma-Spagna (verso Calderòn)”, spettacolo per 5 voci col violinista Francesco D’Orazio, la cantante Raffaella Misiti, a cura di Federico Tiezzi su testi di Pasolini scelti e adattati da Sandro Lombardi; e ancora con Sandro Cappelletto alla voce recitante per lo spettacolo “Mi chiamo forse Alì”, rappresentato al Teatro di Solomeo con la violoncellista Alessandra Montani, i fratelli Mancuso e l’attore Marouanne Zotti, una produzione di Brunello e Federica Cucinelli. Dal 2008 collaboro con Cosimo Cinieri e con lui ho debuttato all’Auditorium Parco della Musica e a Radio Rai3 con lo spettacolo “Pessoa in Rapsodia”, regia di Irma Palazzo; ospite dei Fratelli Mancuso ho suonato al Teatro Argentina di Roma dove ho eseguito, in prima assoluta, “Simmu Acqua” di Marco Betta, commissionata dall’Accademia Filarmonica Romana. Ho eseguito “Hymnem” di Stockhausen, per elettronica, musica concreta e solisti, presso i Giardini dell’Accademia Filarmonica in collaborazione col Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma e il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano; ho collaborato con l’attore Ennio Coltorti nello spettacolo “Italy”, presentato a Villa Brancaccio di Roma, in duo con la pianista Sabrina Trojse, con la regia di Imma Battista. Esperienze tutte, che mi hanno fortificata come donna e musicista.

Le chiedo nuovamente, ma dove è nata e dove si rifugia dopo le innumerevoli collaborazioni, dove va a ricaricarsi?

Come le dicevo prima, la mia è una passione travolgente. Sembra non abbia necessità di ricaricarmi. Spesso mi rifugio nella mia Puglia, nei miei campi, tra gli alberi di mele e le distese di ulivi. Là ritrovo me bambina, gli affetti più cari, mio padre che mi ha sempre spinta a fare del mio sogno la cosa bellissima che è oggi, i miei fratelli, la mamma, i sapori della terra dove sono nata e che colmano le narici, il cuore, tutte magie che rigenerano finanche l’aria che passa nelle mie fisarmoniche… aria che riguadagna la pienezza delle note, il calore della musica, il colore e il timbro migliori. Sì, mi rifugio là di tanto in tanto, ma non è un fuggire. Io sto bene dappertutto. L’aria di casa è nei miei mantici e quando i miei polmoni, il mio cuore vanno un po’ in riserva… in loro ne ritrovo in abbondanza. Sono nata a Mottola, in Puglia, nella terra della provincia di Taranto.

Saria ConvertinoHa suonato anche a Palazzo Montecitorio, nel Salone della Regina, presso l’Ambasciata d’Egitto, nei Giardini di Villa Rufolo per ”Ravello Festival 2011”, al Convegno “Almalaurea” nell’Aula Magna della Sapienza di Roma, all’Accademia di Danimarca di Roma, per la Rassegna “Notti d’Estate a Castel Sant’Angelo 2011”, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna per “La notte dei Musei”, per la “Festa Europea della Musica 2011” presso il Macro Museo d’arte contemporanea a Roma, a San Giorgio del Sannio (BV) nell’Auditorium Comunale “Il cilindro nero”, per il Circolo Ufficiali Marina “Caio Duilio” a Roma, a Parma nella Sede di “Parma Lirica”, per l’Accademia Filarmonica Romana nella “Sala Casella”, all’isola Tiberina di Roma per “L’isola del cinema e le cinergie”, a Roma per il “Soroptimist International d’Italia” nella Chiesa Santa Maria in Cosmedin, per il “Soroptimist International d’Italia – Club di Napoli” nella Sala Convegni dell’Hotel Excelsior di Napoli, per la Fondazione “Arts Academy” di Roma, per la “Galleria Italarte” a Trastevere, al Campidoglio nella “Sala Esedra dei Musei Capitolini”, a Roma all’Istituto Portoghese di S. Antonio “IPSAR”, per “Telethon 2008 Sail for life” nella Sala Accademica del Conservatorio Santa Cecilia. Quanta cioccolata ha dovuto mangiare?

Sì, ho suonato in tutti quei posti. Quanta cioccolata ho mangiato? Beh, non l’ho misurata… ma un bel po’ e dovrò mangiarne ancora tanta visto che ho solo 29 anni e credo di aver solo cominciato. Non vorrei essere fraintesa, trattasi di passione. La mia terra mi parla di uomini e donne coraggiose e determinate, la Puglia, ma anche l’Italia mi parla di uomini e donne colmi di passione di vivere e di creare. So che la creatività è un po’ in declino e che le cause sono tante, ma so anche che tanti giovani come me fanno musica, nutrono e coltivano mille passioni belle, che sono veri monstrum, geniacci insomma. So anche che molti son via, ma molti sono ancora qui, i Conservatorii sono colmi di genii musicali, le Accademie di genii della pittura e della scultura, abbiamo grafici straordinari, disegnatori di fumetti incredibili, poeti e scrittori, insomma se solo si cambiasse il lessico e si parlasse di risorsa giovani, invece che di problema giovani, già molto cambierebbe, non crede?

“L’astro nascente della fisarmonica” come ha detto di lei Alfredo Gasponi, de Il  Messaggero adesso, insegna dove?

Lo scorso 19 Dicembre ricevo una telefonata dal Conservatorio di Darfo che mi annunciava la nomina a Docente dopo esser risultata prima nella graduatoria di Istituto indetta dal Conservatorio stesso. Un’emozione indescrivibile che mi ha mandato in fibrillazione il cuore. Sono sempre stata dell’avviso che “l’importante è crederci”, ed io non ho mai smesso, il sogno si è concretizzato. Seppur lontano da Roma, un giorno intero di viaggio in andata, un giorno al rientro, insegno al Conservatorio “Luca Marenzio” di Brescia, nella sede staccata di Darfo Boario. La ma classe è composta da ragazzi stupendi ed entusiasti della mia presenza con i quali abbiamo già impostato il metodo di lavoro. Inoltre, insegno a Roma, all’Accademia Internazionale AIMART fondata da Edda Silvestri, già direttore del Conservatorio “Santa Cecilia” e dal regista Francesco Antonio Castaldo. Una realtà che sorge nel cuore della città, a pochi passi dal Largo di Piazza Argentina, con lo scopo di far vivere un’Istituzione di Eccellenza nelle Arti, di largo respiro e riconosciuta internazionalmente, a Roma, capitale del Paese con il più vasto e importante Patrimonio Culturale esistente.

E la donna Saria Convertino? E l’amore?

Sono stata innamorata… desidero esserlo di nuovo, travolgentemente! Ma questa è un’altra storia.

Saria Convertino - Conservatorio Santa CeciliaSo anche che sta collaborando con l’Orchestra di Piazza Vittorio, come pensa a questa esperienza?

Sì, ho conosciuto Mario Tronco in un caffè a Piazza Vittorio, in compagnia della mia ex collega al Liceo Musicale “Domenico Cotugno” dell’Aquila Maria Laura Martorano, una soprano di notevole spessore che ringrazio ufficialmente. Lei interpreta il ruolo della “Regina della notte” ne “Il Flauto Magico” di Mozart. Siamo diventate grandi amiche ed è iniziata anche una collaborazione artistica che a breve ci vedrà in un progetto in Trio insieme ad una mezzosoprano… Ma non sveliamo ancora nulla! Sicché, dopo sei mesi, mi contattano dall’Accademia Filarmonica Romana dicendomi che cercavano una fisarmonicista per la Carmen di Bizet che sarebbe andata in scena al Teatro Olimpico di Roma, ed era uscito un solo nome… il mio. Gran bella soddisfazione devo dire! Ho avuto modo di conoscere artisti straordinari dal punto di vista musicale e umano con i quali è nata anche una bellissima amicizia. La musica si colora di etnie diverse, infrangendo qualunque confine… che sconfina, oltre l’anima, oltre il tempo, oltre lo spazio, oltre tutte le frontiere, le barriere, le muraglie e irrompe nel cuore per dargli il respiro più profondo e ampio.

Forse non vi sono aggettivi che possano davvero esprimere la magia o il miracolo della musica, ancor più se multietnica. Forse miracolo è la parola più verosimile. L’imponderabile che passa attraverso il suo mantice va verso i cuori in platea e torna a lei moltiplicato? Possiamo dire così, potrebbe dire così…

Sì, potrei dire così, poi aggiungerei: il sapore della mia terra, l’affetto dei miei cari, il sacrificio, lo studio e…la cioccolata, fondente ovviamente!

Autore: Antonella Pagano

Antonella Pagano ha scritto 4 articoli.

Questo post è disponibile anche in: Inglese



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