Le pillole del PIF: Simone Zanchini “No Cage”

Sabato 12 settembre, ore 16:15 – Salone degli Stemmi Castelfidardo

Dopo la strepitosa performance della passata edizione in Piazza della Repubblica con la Big Band Italian Jazz Orchestra diretta dal M° Fabio Petretti, Simone Zanchini torna a esibirsi al PIF e lo fa presentando il suo ultimo disco in solo No Cage.

Un disco dove, per stessa ammissione dell’artista romagnolo, si vuole enfatizzare il concetto di “libertà” intesa come apertura a qualsiasi forma di espressione e genere musicale con la fisarmonica. Un disco che racchiude forme, linguaggi, antropologie, filologie musicali e radici completamente differenti dagli standard abituali. No Cage, no gabbie e steccati, no convenzioni e compromessi, ma libertà di esprimersi liberamente e di suonare quello che si vuole. Un disco dove si evince una diversità di stili il cui comune denominatore, il collante, è il concetto di improvvisazione e, soprattutto, l’utilizzo di un linguaggio moderno. Un linguaggio moderno, appunto, accentuato anche dall’utilizzo, in studio come nel live, delle “macchine” per processare il suono dello strumento acustico e, in questo, Zanchini, si distingue, alla stregua di pochissimi altri in Europa, che però, ne fanno uso per un genere più di avanguardia e sperimentale, uno su tutti il finlandese Kimmo Pohjonen. Fisarmonicisti che uniscono un “linguaggio” fisarmonicistico, a volte anche tradizionale, all’effettistica, all’utilizzo di distorsori, loop e sovraincisioni, per ottenere un suono “diverso”, sono veramente rari.

No Cage è un album con cinque inediti dove ogni brano ha una storia a se e un’impronta del tutto personale. Lina 99 è un pezzo romantico dedicato alla nonna Lina scomparsa il giorno di Pasqua all’età di 99 anni. Armando’s waltz è un valzer dal sapore francese, dedicato al padre ballerino, che inizia in modalità balera vecchio stile, per poi, progressivamente, virare in una dimensione più jazzistica. Camilo (Cienfuegos) è ispirato dalle gesta di uno dei tre rivoluzionari cubani, forse meno conosciuto alle masse di Fidel Castro e Che Guevara, ma il più amato in patria. Il brano, dal sapore latino, non vuole essere l’espressione di una chiara ideologia politica, bensì l’omaggio a una figura sovversiva, anarchica che ha contribuito esponenzialmente a cambiare la storia dell’isola. Biker H.D. è un brano completamente diverso dagli altri, quasi in stile rock, dedicato all’altra sua grande passione… la motocicletta (Harley Davidson). Morte accidentale di un anarchico nasce dal suo dissenso per la politica e, nota dopo nota, sembra quasi fotografare un’istantanea del groviglio di voci incontrollate che aleggiano nelle stanze dei bottoni.

Il concerto di Simone Zanchini si terrà, sabato 12 settembre alle ore 16:15, presso il Salone degli Stemmi e saranno eseguiti i seguenti brani: Choro romagnolo, Camilo (Cienfuegos), Lina 99 e Biker H.D.

 

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