È in questo spazio che nasce la Bottega del Bandoneón.
CHE COS’È LA BOTTEGA DEL BANDONEÓN
La Bottega del Bandoneón è, oggi, la prima realtà in Italia che offre un servizio a 360 gradi attorno a questo strumento: didattica, informazione e cultura, valutazioni, restauro e manutenzione, noleggio. Non è un negozio nel senso tradizionale, né soltanto una scuola: è un progetto che tiene insieme il mestiere artigianale — la conoscenza tecnica dello strumento, la sua meccanica, la sua storia costruttiva — e la pratica musicale viva.
Si rivolge a tre tipi di persone, spesso con esigenze molto diverse tra loro: musicisti, professionisti e amatoriali, che cercano un maestro, uno strumento affidabile o un intervento di manutenzione; collezionisti, che hanno bisogno di una valutazione competente o di un restauro rispettoso dello strumento; curiosi, che vogliono avvicinarsi al bandoneón per la prima volta, magari senza ancora sapere se acquistarlo o soltanto provarlo.
La Bottega del Bandoneón nasce da bandoneonisti per aspiranti bandoneonisti, curiosi e simpatizzanti. A fondarla sono Francesco Bruno e Omar Caccia, uniti da un percorso per certi versi speculare: entrambi bandoneonisti, entrambi laureati in Fisica, entrambi arrivati allo strumento in un secondo momento della propria vita e formatisi all’estero, a contatto con maestri riconosciuti a livello internazionale.
Francesco Bruno, nato a Trieste nel 1972, studia pianoforte al Conservatorio “Giuseppe Tartini” e si laurea in Fisica all’Università di Trieste nel 1996, proseguendo la carriera come ricercatore presso il laboratorio Elettra di Trieste. È l’amore per il tango argentino a riportarlo alla musica: nel 2007 riprende gli studi al Conservatorio “Codarts” di Rotterdam, dove si diploma in bandoneón nel 2011 sotto la guida di Victor Villena, Leo Vervelde e Gustavo Beytelman. Dallo stesso anno è il bandoneonista della Tango Spleen Orquesta, con cui si esibisce in concerti, festival e spettacoli teatrali in tutto il mondo. Nella sua attività di liutaio e restauratore unisce una lunga esperienza artigianale a un approccio scientifico e a una sensibilità musicale maturata sul campo.
Omar Caccia, nato a Erba (CO) nel 1984, si laurea a sua volta in Fisica, nel 2008. Si avvicina al bandoneón nel 2013, iniziando a studiare proprio con Francesco Bruno. Dal 2017 al 2025, studia al Conservatorio “Manuel de Falla di Buenos Aires” con i maestri Rodolfo Daluisio e Julio Coviello, partecipando parallelamente all’ensemble di bandoneón diretto da Néstor Marconi presso la SADAIC.
È da questa doppia formazione — scientifica e musicale, italiana e internazionale — che nasce il modo in cui la Bottega affronta il lato tecnico dello strumento: non per approssimazione o per sentito dire, ma con un approccio analitico alla meccanica delle ance, alla pressione dell’aria, al comportamento acustico del mantice.
Chi vuole studiare bandoneón in Italia scopre presto che l’offerta formativa si concentra quasi interamente al Centro-Sud: al momento, in Nord Italia, non esistono conservatori, scuole o corsi attivi dedicati allo strumento. La Bottega del Bandoneón, oltre agli approfondimenti didattici a disposizione sul proprio sito , offre l’opportunità di incontri didattici a Parma e in provincia di Como.
La lezione privata resta, per molti, la via più flessibile per avvicinarsi a uno strumento che richiede una tecnica particolare e un percorso costruito su misura: frequenza, repertorio e obiettivi si definiscono insieme all’insegnante, con un punto di riferimento costante per correggere la postura, chiarire i dubbi tecnici, costruire nel tempo un repertorio personale.
NOLEGGIO
Il secondo ostacolo, spesso ancora prima della didattica, è materiale: in Italia — e più in generale in Europa — il bandoneón è difficile da reperire e costoso. Pochi sono disposti a investire una cifra importante in uno strumento che non hanno mai provato, senza sapere se sarà davvero quello giusto per loro. Per questo la Bottega del Bandoneón mette a disposizione diversi strumenti a noleggio, pensati per studenti, principianti e musicisti che vogliono capire, prima di decidere, se il bandoneón sia davvero lo strumento che cercano.
IL LAVORO SUL CAMPO: RESTAURO E RICERCA TECNICA
Sul fronte del restauro, l’approccio della Bottega è dichiaratamente conservativo: l’obiettivo non è restituire allo strumento un aspetto esteticamente perfetto, ma la sua piena funzionalità, rispettando per quanto possibile la materia originale. È una distinzione che chi lavora sugli strumenti a fiato o a mantice conosce bene, e che diventa centrale quando lo strumento in questione ha già ottant’anni o più.
A questo lavoro manuale si affianca una ricerca tecnica più sistematica. Parallelamente, la Bottega si muove alla ricerca di strumenti “ibernati” — bandoneón fermi da decenni in una soffitta o in un armadio, spesso sconosciuti agli stessi proprietari nel loro reale valore — e sta costruendo materiali didattici online per chi vuole avvicinarsi allo strumento anche a distanza.
LA DIMENSIONE DELLA RICERCA STORICA
Il progetto più ambizioso che la Bottega sta avviando, in questo senso, è “Il Bandoneón in Italia”: una mappatura sistematica degli strumenti presenti nel Paese. Ogni bandoneón censito diventerà una scheda con marca e costruttore, anno e luogo di costruzione quando noti, e — quando sia nota e il proprietario desideri raccontarla — la storia dello strumento: come è arrivato in Italia, attraverso quali mani è passato. I dati anagrafici restano riservati per scelta di chi compila il questionario: nome, città e regione possono restare anonimi, l’indirizzo email non viene mai pubblicato.
È un lavoro che vale più della somma delle sue schede: censire provenienze, proprietari, sistemi costruttivi significa costruire, un caso alla volta, la mappa di un patrimonio musicale, che, altrimenti, resterebbe disperso e invisibile — noto solo a chi lo possiede, e destinato a perdersi con lui.
Non si può parlare di bandoneón senza il tango, il contesto in cui lo strumento ha trovato la sua voce più riconoscibile e da cui è passato, nel tempo, a un repertorio più ampio — jazz, musica colta, canzoni d’autore. È un legame che la Bottega non tratta come un vincolo, ma come un punto di partenza: la pratica musicale, qui, si intreccia naturalmente con una dimensione associativa e comunitaria, quella di chi condivide lo stesso strumento raro e, spesso, la stessa fatica nel trovarlo.
CHIUSURA
C’è un parallelo che attraversa tutto il lavoro della Bottega del Bandoneón, ed è forse la cosa più semplice da dire e più difficile da praticare davvero: il restauratore lavora sulla materia dello strumento, il musicista sulla materia sonora, ma entrambi hanno bisogno delle stesse qualità — ascolto, precisione, tecnica, esperienza, sensibilità.
Cercare uno strumento significa dargli la possibilità di vivere. Restaurarlo significa restituirgli la possibilità di parlare. Suonarlo significa imparare ad ascoltare ciò che può (farci) dire.
MEDIA
1. Logo della Bottega del Bandoneon
2. foto laboratorio
3. Omar Caccia e Francesco Bruno alla Presentazione della Bottega del Bandoneon a Eufonica 2026 – Fiere di Bologna
4. Stand della Bottega del Bandoneon a Eufonica 2026 – Fiere di Bologna