Alcuni artigiani hanno avuto un ruolo fondamentale non solo in Italia, ma anche in altri Paesi come la Germania, contribuendo a rinsaldare e cementare un proficuo rapporto, sicuramente commerciale, ma anche, e soprattutto, di collaborazione tecnico-artistica…
Dopo il pensionamento di Morino, la Hohner chiamò da Stradella un altro geniale costruttore, tecnico e accordatore sopraffino, cresciuto in fabbrica e prezioso collaboratore di Giuseppe Dallapè: Giovanni Gola (1912-1976), il quale, nella città lombarda, aveva già progettato, nel 1941, la celebre fisarmonica “liturgica” (Organfisa) della Dallapè, suonata da Felice Fugazza nel 1942 davanti all’allora pontefice Pio XII, che la ricevette in dono.
L’eccellente suono della fisarmonica Gola era garantito e costituito, tra l’altro, da piastre che montavano delle ance selezionate a mano e rielaborate. Hohner aveva ottenuto queste ance, ovvero le “voci”, dai migliori produttori di Castelfidardo (Italia), ad esempio dalla Borsini. Per garantire poi che ogni ancia rispondesse alla stessa pressione dell’aria, furono tutte livellate, cioè rilavorate. Uno dei maggiori tecnici, collaboratori di Gola, è stato un altro italiano: Pietro Fillipazzi, che inizialmente lavorava come accordatore per Dallapé; fu portato a Trossingen nel 1956 per questo specifico lavoro. Durante l’accordatura del modello “Gola”, non era consentito lavorare con una lima, ma solo con carta vetrata, in modo che non si verificassero graffi sulle linguette; questo puramente per motivi estetici. Ogni strumento fu controllato personalmente da Gola, riaccordato se necessario, ricevendo il noto timbro peculiare. Gola sovrintendeva l’intero ciclo di fabbricazione, provvedendo poi personalmente alla revisione finale, conferendo così “l’anima” a ogni esemplare.
Venanzio Morino e Giovanni Gola furono definiti giustamente gli “Stradivari della fisarmonica”. Nel 2002, presso il “Museo tedesco dell’Armonica” di Trossingen, fu organizzata una significativa mostra retrospettiva, che ricordò e celebrò questi grandi artigiani del suono e i loro prestigiosi prodotti.
Tali strumenti, sinonimo di precisione, robustezza, equilibrio fonico ed eccezionale sonorità, sono stati fondamentali per la diffusione della fisarmonica, non solo nei generi musicali folk, pop e jazz, ma anche e soprattutto nella musica colta. E questo grazie anche alle numerose collaborazioni con artisti, compositori e interpreti di fama internazionale.
Occorre poi ricordare che questi strumenti, Morino e Gola, furono per vari decenni in diretta concorrenza con altri mitici strumenti italiani, come ad esempio il “Super VI” della Scandalli, prodotto in Italia e progettato dal nostro Gervasio Marcosignori. In particolare, il Gola e il Super VI erano i due strumenti emblematici, le due punte di diamante della scuole fisarmonicistiche tedesca e italiana; e la loro rivalità era un po’ simile a quella (interna) tra Bartali e Coppi nel ciclismo, più o meno dello stesso periodo storico, o ancor più nel calcio.
Una forte analogia tra Germania e Italia, nell’ambito della cultura della fisarmonica, riguarda la letteratura musicale e specifiche edizioni musicali: le due principali aziende dei rispettivi Paesi, ovvero la “Hohner” in Germania e la “Farfisa” di Camerano/Ancona in Italia, oltre a produrre strumenti di qualità, svilupparono al loro interno una propria casa editrice – e una relativa organizzazione didattica – che, proprio per lanciare e divulgare gli strumenti, favorì una letteratura musicale, quindi un repertorio originale (ma anche trascritto) per la fisarmonica, che all’epoca era ancora alquanto risicato. Tali edizioni divennero le più importanti dell’epoca nel proprio settore. Iniziò prima la Germania, negli anni Venti e Trenta (che seguiva, a livello internazionale, l’avvio pionieristico della scuola cosiddetta “americana”, con i vari Deiro, Frosini, Galla-Rini, Magnante, ecc.). Subito dopo, dagli anni Quaranta, operò la casa editrice Farfisa, che poi divenne Bèrben, acquisita dalla Curci di Milano nel 2019.
I maggiori esponenti (impossibile citarli tutti) da ricordare in questo ambito, negli anni Cinquanta/Sessanta – l’età dell’oro della fisarmonica –, sono stati: in Germania, Hugo Herrmann, Fritz Dobler, Hans Brehme e Wolfgang Jacobi; in Italia, Luigi Oreste Anzaghi, Bio Boccosi, Luigi Ferrari Trecate e Felice Fugazza.
Entrambi i Paesi inoltre hanno dato vita a festival, concorsi, congressi e masterclass che hanno promosso la letteratura musicale per fisarmonica, favorendo la collaborazione tra esecutori e autori, ulteriori scambi tra i due Paesi, arricchendo così il patrimonio espressivo dello strumento.
Tra i vari esempi ricordiamo il famoso Concorso Internazionale di Klingenthal in Germania, giunto nel 2023 alla 60a edizione; e, naturalmente, il nostro PIF, Premio Internazionale della Fisarmonica di Castelfidardo, arrivato nel 2025 alla sua 50a edizione.
CONCLUSIONE
La storia della fisarmonica è una storia di eccellenze, di ricerca e di continua evoluzione, una narrazione polifonica – o meglio “armonica” – che si rinnova a ogni generazione. Il dialogo fra aziende, scuole, compositori e interpreti ha reso lo strumento un simbolo vivo dell’incontro/confronto tra Italia e Germania, dimostrando come la passione e la creatività possano superare ogni confine e ogni barriera.
In un mondo come quello attuale, così caratterizzato da guerre, invasioni e minacce epocali internazionali, la fisarmonica, la musica e l’arte in generale, rimangono dei baluardi a difesa della fratellanza, della pace e della cooperazione tra le genti e le nazioni.