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A tu per tu con Marco Tiranti titolare dell’azienda Euphonia

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Fisarmonica EuphoniaL’azienda Euphonia nasce nel 2008 dalla collaborazione di due imprenditori esperti nel settore, Marco Tiranti (accordatore dal 1986) e Guerrini Arianna (collaboratrice dal 1989 nella ditta di famiglia O.R.A. costruzione fisarmoniche). Il risultato di questa “fusione” è un prodotto di ottima fattura, dal suono potente e armonioso, scaturito da una lavorazione totalmente artigianale, valorizzata anche da un rivoluzionario brevetto che rende le fisarmoniche Euphonia del tutto particolari… ma parliamone con uno degli artefici di questo progetto:

 

Marco, oramai sei diventato una figura di riferimento per la fisarmonica a Castelfidardo, sia come costruttore che come accordatore. Da dove nasce questa passione?

La passione per la fisarmonica mi è stata trasmessa da mio padre, anche lui dipendente in una delle tante ditte presenti qui a Castelfidardo, ma la scelta di imparare il mestiere di accordatore è stata piuttosto casuale. A fine anni ’70, per l’esattezza nel 1978, conobbi un accordatore che come molti altri aveva il suo laboratorio e quando seppe che cercavo lavoro proprio sul settore delle fisarmoniche mi fece la proposta di andare da lui per imparare questo mestiere. La prima volta che misi piede nel suo laboratorio scoprii  un mondo assolutamente sconosciuto… Lavorare su dei minuscoli pezzi di ferro che vibrando emettevano dei suoni, suoni che a me inizialmente sembravano tutti uguali, difficili da distinguere l’uno dall’altro, per un ragazzo di diciassette anni, privo di esperienza, era veramente dura! Lui fu un bravissimo insegnante, riuscì a “forgiarmi” e ad accendere la passione per questo lavoro

Dopo tanta gavetta e, soprattutto, dopo anni e e anni al servizio delle “storiche” aziende di Castelfidardo, nel 2008 hai fondato la ditta Euphonia. Quali sono i tipi di fisarmoniche maggiormente richiesti? Qual è il punto di forza di questo marchio?

La nostra produzione è concentrata, prevalentemente, sulle fisarmoniche a bassi standard e, in modo particolare, su quelle in cassotto. La caratteristica di questi strumenti sta proprio nella timbrica e nel loro suono, un suono efficace ed incisivo che arriva sia nel piano che nel forte, nell’uniformità che mantiene passando dalle note gravi a quelle acute e soprattutto nel fatto che la voce non perde potenza quando l’esecutore spinge il mantice per avere più volume.

Come sappiamo il mercato di fisarmoniche è in calo rispetto agli anni passati. Da cosa deriva questa crisi? Da dove si dovrebbe ripartire?

Tutti dicono che le vendite delle fisarmoniche sono in calo perché è uno strumento troppo costoso… Per me non è soltanto questo il motivo. Secondo il mio punto di vista c’è un fattore sul quale è opportuno concentrare l’attenzione e, a mio parere, alla base c’è un problema culturale! Facciamo conoscere ai giovanissimi le vere potenzialità di questo strumento. L’immagine delle fisarmonica nella mente di un ventenne è legata al ballo liscio o alle feste di piazza o alla musica classica; tra questi due mondi esistono grandi potenzialità che le scuole debbono saper sfruttare meglio per rilanciare alla grande questo strumento.

Quali sono le varie fasi che caratterizzano l’accordatura di una fisarmonica?

Le fasi principali che necessitano per accordare una fisarmonica sono 3:

1) La prima accordatura, che può esse anche chiamata con il nome di intonatura; in questo frangente le ance vengono preparate con la frequenza che il fisarmonicista chiede, in base alla musica che egli predilige (musica da ballo, classica…).

2) Impostazione delle ance; queste debbono avere un’apertura tale da poter suonare sia sul forte che sul piano. Le ance più grandi devono avere più apertura e le piccole debbono essere più chiuse. Questo passaggio può essere anche personalizzato in seguito con un lavoro di squadra tra musicista e accordatore.

3) Ritengo che un lavoro importante sia il montaggio delle voci sui castelli; la struttura della voce deve essere bene a contatto con il legno della soniera, permettendo alla vibrazione prodotta dall’ancia di diffondersi su tutta la cassa armonica dello strumento.

Fatto questo si passa all’accordatura finale, in cui l’accordatore verifica e toglie i problemi rimasti dai vari passaggi precedenti e tara la vibrazione dell’ancia fatta precedentemente nella fase 1.

Tra l’attività di costruttore e quella di accordatore, qual è la più redditizia?

In questo caso non ci sono dubbi! Fino a 7/10 anni fa l’attività che dava delle soddisfazioni economiche maggiori era costruire lo strumento. Oggi sono stati fatti errori clamorosi da parte di molti costruttori, i quali pensano che per fronteggiare la crisi del settore, anziché ristrutturare la propria azienda o meglio ancora collaborare con reti d’impresa, abbassano i prezzi con conseguenze disastrose a livello economico: fallimenti, debiti con i fornitori e perdita di credibilità dell’imprenditore stesso, perdita di capitale umano, dipendenti che passano ad altri settori lavorativi… Tutto questo non permette un ricambio generazionale adeguato ad un settore che necessiterebbe dell’apporto e della messa in campo di “forze fresche”, quelle dei giovani appunto…

Perché investire sulla fisarmonica rispetto ad un altro strumento?

Perché è uno strumento che da solo, come si dice nelle Marche, “fa festa”! Può essere usato per qualsiasi tipo di musica, fa parte della nostra cultura ed è BELLO.

Autore: Andrea Pennacchi

Andrea Pennacchi ha scritto 35 articoli.

Questo post è disponibile anche in: Inglese



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