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Dal tango alla musica da camera. Intervista a Cesare Chiacchiaretta

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Strumenti&Musica Festival 2011, Cesare ChiacchiarettaCesare Chiacchiaretta ha studiato con il M° Claudio Calista all’Accademia Musicale Pescarese, diplomandosi con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari nel 1995. Ha tenuto concerti per le più prestigiose società concertistiche in Italia e all’estero, sia come solista che in varie formazioni cameristiche. Il suo grande interesse per la musica da camera lo porta a collaborare regolarmente con musicisti dello spessore di Corrado Giuffredi, Lorna Windsor, Danilo Rossi, Giuseppe Ettorre, Nando Gazzolo, Arnoldo Foà, Elio, Rino Vernizzi, Massimo Mercelli e in varie formazioni (Cuarteto del Angel, Trio sin Palabras, Quartetto Mahagonny, ecc), esplorando i più svariati repertori. Si dedica da sempre con particolare dedizione alla musica di Astor Piazzolla della quale è un profondo conoscitore. Nel 2006 ha suonato sotto la direzione del Maestro Riccardo Muti presso il Teatro dell’Opera di Roma con l’Orchestra Sinfonica “L.Cherubini” eseguendo musiche di Nino Rota.

È docente di fisarmonica presso il Conservatorio di Musica “T. Schipa” di Lecce.

Quando hai iniziato a suonare e perché?

Ho iniziato a otto anni grazie a mio padre, grande appassionato di musica, presso una scuola privata del mio paese. Ricordo che si faceva lezione in dieci contemporaneamente! E si suonava ad orecchio, musica popolare ovviamente. A tredici anni decisi di intraprendere studi seri e mi iscrissi all’accademia musicale pescarese, nella classe di organo. Scoprii che da quell’anno era stata aperta anche fisarmonica e non ho avuto dubbi. La fisarmonica era il mio strumento. Iniziai quindi a frequentare le lezioni del severissimo e bravissimo maestro Claudio Calista. Si aprì un mondo nuovo intorno a me! Mi appassionai davvero allo strumento e di lì a poco decisi che avrei fatto il musicista da grande.

Come è cambiata negli anni la percezione del tuo strumento nell’immaginario collettivo?

Da adolescente mi vergognavo a suonare la fisarmonica. Nessuno dei miei compagni di classe si accorse di ciò fino a quando videro una mia certa manualità durante le lezioni di dattilografia a scuola. E lì ammisi la mia passione. Non ti dico che prese in giro!!! Ora quei compagni di classe sono diventati miei fans. Ormai la fisarmonica è uno strumento molto apprezzato da tutti grazie anche al riflesso della musica di Piazzolla e di alcune canzoni nelle quali spesso è utilizzata. Il suono della fisarmonica non è più legato al liscio, ma è un suono che fa parte della quotidianità degli ascolti. Ormai è famigliare a tutti!

In che modo viene percepito all’estero, dove tu hai avuto e hai tante occasioni di confrontarti?

In molti Paesi è ancora molto legato alla musica popolare. Ma in seguito alla diffusione della World Music questo non è limitante, anzi. Per quanto riguarda la fisarmonica “classica” c’è ancora da lavorare. In Italia non siamo messi così male grazie anche alla diffusione di alcuni fisarmonicisti nell’ambito della musica colta. Basti pensare che Brunello suona con Battiston e che Scurti ha suonato con l’orchestra di Santa Cecilia e ci rendiamo conto che non è così bistrattato. Invece negli Stati Uniti, ad esempio, è ancora a livello troppo dilettantistico, così come in Corea o in Giappone. Molto bene invece in Europa o in Cina. Nel conservatorio centrale di Pechino è una delle classi più apprezzate, così come in Russia, anche se qui fa ancora parte del dipartimento di musica popolare, come la balalaika e la domra. Quindi colto sì ma non completamente emancipato.

In che modo il confronto tra tanti generi musicali arricchisce le capacità e la cultura di un musicista?

Fondamentale conoscere e studiare altri generi. Io cerco di suonare di tutto e cerco di avere un approccio molto “rock” con lo strumento. Credo che bisogna suonare di tutto, poiché il mercato dei concerti ormai chiedo questo. Anche le grandi organizzazioni concertistiche si sono aperte a situazioni più commerciali ed è giunto il momento per noi fisarmonicisti di proporci. Pensiamo a quali strumenti alternativi al pianoforte possono tenere un concerto solistico e pensiamo all’ecletticità dei vari strumenti. Abbiamo un grande vantaggio da sfruttare ora!

Il tango è spesso considerato un genere popolare. Il bandoneon è uno strumento popolare o colto? Quali sono le musiche a cui meglio si adatta, o che riesce meglio a interpretare?

Personalmente non amo suonare tango tradizionale. Preferisco Astor Piazzolla. E la musica di Piazzolla ormai è da considerare colta, nella maggior parte dei brani. Meno magari in “Libertango”, più nelle “5 tango sensations” e in “Aconcagua”.

Puoi parlarci della tua esperienza nella didattica?

Ho iniziato nel 1994 ad insegnare. Ho avuto allievi molto bravi e talentuosi. Su tutti uno dei più bravi fisarmonicisti e attualmente anche più affermati è Mario Stefano Pietrodarchi. Con lui abbiamo passato pomeriggi insieme a fare lezione. Ricordo che in preparazione del Trofeo Mondiale decise di andare un periodo a studiare da Jacques Mornet proprio quindici giorni prima del concorso. Arrivato in Francia, tornò dopo 3 giorni e venne a prepararsi da me. Qualche settimana dopo vinse il Trofeo. Fu una grande soddisfazione.

Quando ti ho contattato mi hai risposto da Seul. Puoi parlarci di quell’esperienza?

I coreani sono molto calorosi e apprezzano molto la musica “passionale”. Amano molto cantare e ci sono Karaoke dappertutto in città. Poi adorano l’Italia così come tanti paesi esteri. La cultura italiana è un patrimonio e dobbiamo salvaguardarla. Quando vado all’estero mi sento ambasciatore culturale del mio Paese e sono molto contento di ciò.

Puoi parlarci del progetto a cui stai lavorando in questo periodo?

Oltre al solito duo con Giampaolo Bandini sto lavorando ad un progetto con le “8 stagioni Vivaldi-Piazzolla” dove suono sia bandoneon che fisarmonica con violino e violoncello. Uscirà a breve un disco e una presentazione è anche su youtube. Inoltre uscirà presto per la Naxos un cd che ho registrato con la Filarmonica di Zagabria e Miran Vaupotic nelle vesti di direttore. Sto invece lavorando sulla fisarmonica solista con diversi programmi tra cui uno esclusivamente dedicato alla musica italiana. E poi un altro importantissimo progetto…. a maggio mi sposo!!!

Autore: Daniele Cestellini

Daniele Cestellini ha scritto 752 articoli.

Questo post è disponibile anche in: Inglese



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