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Come si costruisce una fisarmonica: la soniera

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SoniereFare una descrizione tecnica ed illustrativa di una parte completa della fisarmonica come la soniera non è semplice, visionandola indubbiamente si renderebbe qualsiasi spiegazione più facile e di maggior comprensione.

Questa importantissima parte racchiude il cuore della fisarmonica (la voce), contribuisce notevolmente all’esito acustico e sonoro dello strumento, rappresenta una componente primaria tanto che in sua assenza l’ancia non potrebbe generare il suono.

La soniera-somiere-suoneria-portavoci o castelli è un parallelepipedo rettangolo in legno avente tante nicchie, normalmente predisposte su due lati e con pendenze che aumentano gradualmente con la pro- gressione della scala armonica, mentre una inclinazione uniforme alla base sta a suddividere le giuste distanze tra le altre soniere.

Nella parte superiore, racchiusa da un listello denominato “sopramanico”, la decrescente pendenza consente la graduale diminuzione del tipo delle voci.

Nella parte sinistra della fisarmonica le soniere sono normalmente classificate in basso, in terzetto, in prima armonia (o armonia bassa), in seconda armonia (o armonia media) e in terza armonia (erro- neamente da molti denominata sedicesima); nella parte destra della fisarmonica, detta del canto o cantabile, la soniera viene classificata in bassa, in giusta (o tremoli) e in piccolo (o acuta).

La produzione di questa parte della fisarmonica può avvenire in differenti modi: stampata, fresata normale o con greca; mentre le realizzazioni in plastica non hanno avuto un seguito.

SoniereLa soniera ieri – Anticamente tutte le soniere delle armoniche venivano costruite a mano, ricavate da un unico blocco in legno massello.

La fase iniziale di costruzione prevedeva di portare il parallelepipedo in altezza e inclinazione come richiesto dalla scala delle voci, la pendenza alla base se dovuta e rettificata in spessore non oltre la larghezza dei due fori ravvicinati della valvola. In seguito, con l’utilizzo della sega per cornice a mano, l’addetto a questa costruzione contrassegnava su tutto il blocco ligneo le distanze delle caselle in larghez- za e profondità, che però non dovevano essere superate nel taglio, per evitare di rendere inutilizzabile la soniera. A volte, per non incorrere nell’inconveniente, nel retro della sega (a squadro o per cornici), era posto un ragazzino il cui compito era quello di verificare il raggiungimento della lama della sega del punto contrassegnato e segnalarlo all’operatore. Allorché non esistevano a Castelfidardo macchine elettriche o con taglio circolare, le seghe per le cornici si prestavano ottimamente all’uso, avendo inserite sulle lame delle guide di orientamento per consentire un taglio perfettamente in verticale. Effettuati i tagli, tanti quanti richiesti per la scala delle voci, si toglieva con un affilato coltello l’interno ligneo della nicchia, che diminuiva gradualmente in profondità con il decrescere delle voci.

Seguiva la limatura e la pulitura delle caselle con carta abrasiva, quindi la spalmatura a pennello di colla d’ossa calda liquida su tutte le caselle, in modo da rendere la soniera impermeabile. La lavorazione si concludeva con l’unione del sopramanico con la tavoletta (listello in legno normalmente di faggio) fornita di tanti fori quanti le caselle, tutti combacianti con la soniera e con i fori della tavola armonica, per essere perfettamente allineati nell’aggiustamento all’interno della cassa armonica.

La soniera oggi – L’attuale produzione delle soniere è orientata nei modelli detti “stampati”, che consentono, oltre ad una pressoché meccanizzazione, tempi di lavorazione più veloci e costi inferiori rispetto ai modelli monolitici fresati. Tagliati i listelli per formare la soniera ed inseriti su due identici stampi aventi tante fresature quante le nicchie richieste, questi vengono uniti ed incollati su un’anima di placcaggio di circa un millimetro, precedentemente spalmata di colla, e tenuti pressati sino ad essiccamento. Rimosso lo stampo, lo scheletro ligneo viene immerso per alcuni secondi in una apposita vasca contenente colla d’ossa calda diluita con acqua. Dopo una successiva perfetta essiccazione, si iniziano ad effettuare i tagli con le dovute pendenze, profondità ed altezze, infine si procede all’incollaggio del sopramanico, della tavoletta e quindi all’aggiustamento all’interno della cassa, che conclude il ciclo della produzione della soniera.

SoniereDescrizione – Il passo di ciascuna soniera, corrispondente e combaciante la tavola armonica, necessita di essere almeno di un millimetro superiore alla larghezza del piastrino della voce; questa distanza è necessaria per consentire l’appoggio e il posizionamento della cera alla voce, per cui se questa risulta essere larga 18 mm., il passo del fondo, tavoletta e soniera dovrà essere di 19 mm.

Con il variare delle dimensioni delle voci, le caselle mutano di profondità, per consentire alle ance interne di non toccare il fondo delle nicchie nelle oscillazioni, tenendo comunque presente che una eccessiva profondità renderebbe negativo l’esito del suono. Mediamente la profondità della casella di un basso può variare tra i 15/17 mm., di un terzetto tra 12/14 mm., di una prima armonia tra 8/9 mm., di una seconda tra 7/8 mm. e di una terza tra 4/5 mm. Le prime note profonde dell’ottava bassa possono iniziare con una profondità di 10/12 mm. e terminare con 5/6 mm. La fila giusta misura 8/9 mm., un finale 4/5 mm., l’acuta 7/8 mm. concludendosi con 1/2 mm. degli acutini.

I grandi bassi delle bajan richiedono profondità raggiungibili ai 2 cm.

Conclusione – Ciascuna parte della fisarmonica rappresenta e contribuisce all’ottimizzazione del prodotto finale, rilevante è pertanto che ciascun elemento costituisca una propria peculiarità.

In Italia, tranne in un’azienda leader che disponeva di un reparto sperimentazioni, non risultano essere stati effettuati studi sull’acustica delle fisarmoniche, per cui le misure o quant’altro sono stati pressoché basati esclusivamente su prove ed esperienze tramandate nelle generazioni.
Una buona soniera può essere realizzata su legno massello anche con essenze non pregiate purché risultanti sonore e idonee all’uso, come l’abete e l’acero. La scelta, il taglio e la stagionatura sono significativi, mentre l’equilibrature e la graduale profondità delle caselle rappresentano il giusto dosaggio dell’aria per avere migliori risultati acustici.

Si otterrà una superiore sonorità con la perfetta impermeabilizzazione all’interno delle nicchie oltre ad una ottimale aderenza tra il basamento delle voci e le combacianti traversine su cui appoggiano le voci. Nell’aggiustamento finale non è molto rilevante la livellatura della tavoletta, che potrebbe risultare concava o convessa, quanto piuttosto che questa aderisca perfettamente al piano della tavola armonica, e, affinché lo sia nel tempo anche in presenza di modificazioni o mutamenti del legno, il sistema a pressione costante su entrambi i punti di fissaggio (lato a smorletta e placchetta) renderà tutto l’insieme una perfetta ed eccellente soniera.

 

(tratto da Fisarmoniae Novembre-Dicembre 2009)

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Autore: Sandro Strologo

Sandro Strologo ha scritto 4 articoli.



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