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Didattica e musica elettronica. Intervista ad Alexander Selivanov

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Alexander Selivanov - Yulia AmerikovaIl fisarmonicista russo Alexander Selivanov è un musicista apprezzato in tutto il mondo; ha raggiunto importanti traguardi come solista e in duo con Yulia Americova. Oggi è un insegnante attento alle emozioni oltre che alla tecnica, un concertista apprezzato che in questa intervista ci rivela impressioni importanti sul suo lavoro e i suoi progetti. Dalla dedizione all’insegnamento ai lavori musicali ed editoriali, dalla ricerca e sperimentazione alle collaborazioni con importanti soggetti del mondo della musica e dello scenario istituzionale russo.

Quando hai iniziato a suonare la fisarmonica e in quali circostanze?

Ho iniziato a suonare la fisarmonica (fisarmonica a bottoni – bayan) all’età di sette anni. Non era proprio un mio desiderio, ma alcune circostanze mi hanno portato verso questo strumento. Una nuova scuola di musica aveva aperto vicino alla nostra casa e mia madre decise che avrei dovuto intraprendere lo studio della musica. La fisarmonica a bottoni era molto popolare ed era uno degli strumenti più favoriti nella vecchia cultura sovietica e, inoltre, i bambini potevano avere un’istruzione extra.

Mio nonno, che era un grande fan della fisarmonica russa e dell’armonica armonica, aveva suonato l’armonica in passato. Mi spinse a scegliere la fisarmonica e quando sono entrato a scuola, mi ha presentato il mio primo strumento.

Ci puoi parlare di come viene percepito il tuo strumento nel tuo paese?

In generale, nell’immaginario collettivo russo ci sono due strumenti. Il Bayan – fisarmonica a bottoni della tradizione musicale russa. Durante il periodo sovietico è stato molto popolare, così come durante e dopo la seconda guerra mondiale, ed è entrato nell’immaginario collettivo come strumento dell’anima russa e sovietica e di danze e canti popolari. La fisarmonica a bottoni russa non ha mai avuto il “tremolo” o il tono “musette”, ma soltanto un suono chiaro e potente, deciso.

Poi c’è la fisarmonica a tastiera, che è il solo strumento chiamato fisarmonica in Russia, e che molte persone collegano alla cultura musicale occidentale. Ad esempio i fisarmonicisti – non i suonatori di bayan – generalmente suonano musica francese, musette, polke. In termini generali la fisarmonica è ancora al di fuori della famiglia degli strumenti classici. I compositori contemporanei scrivono musiche con parti per fisarmonica, gli ensemble di musica contemporanea invita i fisarmonicisti a suonare, ma la maggior parte dei musicisti classici ancora pensa che la fisarmonica sia relegata alla musica folk (per il bayan si pensa invece agli stili “leggeri”).

Pensi che lo sviluppo delle applicazioni elettroniche per fisarmonica apra nuove prospettive o è da considerare un fenomeno che colpisce solo alcune delle musiche per fisarmonica?

Grazie a Roland, la fisarmonica elettronica ha fatto importanti passi in avanti, soprattutto in termini di popolarità. Credo che ci siano molte soluzioni per applicare queste innovazioni allo strumento. Credo anche che siano molto spesso utilizzate nella scena pop, insieme cioè ad altri strumenti elettronici. L’elettronica può aiutare molto i fisarmonicisti. Sarei contento se i fisarmonicisti studiassero la versione elettronica del loro strumento nelle scuole di musica, renderebbe i musicisti molto più professionali e accrescerebbe soprattutto la loro attività concertistica. Io ho classi di fisarmonica elettronica sia alle scuole di primo livello, che a quelle superiori, e gli studenti ne imparano la tecnica come parte della loro professione. Lo strumento elettronico è un “giocattolo” interessante. Credo che i non professionisti dovrebbero usarlo, soprattutto perché è meno costoso. E spero che il suo inserimento nell’insegnamento della fisarmonica possa attrarre più studenti verso le nostre scuole.

In che modo il lavoro nell’insegnamento arricchisce l’esperienza di un musicista?

L’insegnamento mi aiuta a crescere come musicista. Grazie ai miei studenti posso sommare tante esperienze che non avrei mai potuto vivere attraverso la sola attività di musicista. Innanzitutto ora sono in grado di ottenere esattamente quello che voglio da un pezzo musicale. Può sembrare uno scherzo ma in parte è la verità: “ho provato a insegnarti così a fondo che ho finalmente capito anch’io”. La maggior parte dei musicisti possono facilmente capire quando un musicista si esprime meglio di un altro. Un’altra cosa è comprendere cosa significa suonare meglio. Se sono in grado di individuare cosa c’è che non va nell’esecuzione musicale di uno studente, se sono in grado di spiegargli cos’è esattamente sbagliato e se sono in grado di suggerirgli qualche intervento tecnico o musicale per risolvere il problema e portare la sua performance ad un livello più alto, sono in grado di applicare quel procedimento anche alla mia performance e alla mia pratica, al mio processo di studio. I miei studenti generalmente apprezzano la mia assistenza nell’ambito della sperimentazione applicata alla performance. Gli elementi basilari in musica sono sempre gli stessi, ma una buona parte del procedimento di insegnamento è sempre un’esperimento. E se non ho il tempo sufficiente per sperimentare sulla mia pratica, posso e devo farlo con i miei studenti.

Quali sono i progetti a cui stai lavorando?

Sono coinvolto, come direttore artistico, nell’organizzazione della competizione internazionale per fisarmonica che si è tenuta a Mosca dal 19 al 21 marzo.. È un nuovo progetto, non esclusivo per fisarmonicisti classici, ma include stili “leggeri”, elettronici ed è aperto a tutti i tipi di fisarmonica, per partecipanti di tutte le età. Per il lavoro di giuria ho invitato i migliori fisarmonicisti e insegnanti della nuova generazione, sia dalla Russia che da altri paesi. Allo stesso tempo sto lavorando a un nuovo metodo per il Roland V- Accordion. Siamo un gruppo di suonatori che si è prefisso l’obbiettivo di organizzare una sorta di libro di esercizi che possa facilitare l’approccio alla fisarmonica elettronica.

Terza cosa. Un progetto molto interessante a cui sto lavorando è un saggio sull’industria fisarmonicistica russa e di altri paesi, che è stato appositamente richiesto dalla società professionale appena organizzato di strumenti nazionali russi. Questa nuova organizzazione è supportata dal governo russo e ha l’obbiettivo di descrivere e analizzare la cultura degli strumenti musicali popolari della Russia, inclusa la fisarmonica, descrivendone problematiche, possibili modi per salvaguardarli, valorizzarli e sviluppare, così, questa parte della cultura musicale che si configura come un tesoro nazionale unico. Noi tutti confidiamo nel fatto che la collaborazione ufficiale che si è stabilita attraverso professionisti possa attrarre l’attenzione in questo settore di soggetti importanti e dell’etile economica della Russia.

Autore: Daniele Cestellini

Daniele Cestellini ha scritto 752 articoli.

Questo post è disponibile anche in: Inglese



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