È in corso la nuova edizione di “Folkest. International Folk Festival”

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Crescendo“Folkest. International Folk Festival”, una delle rassegne più longeve dello scenario delle musiche popolari in Italia, ha riaperto i battenti il 2 luglio con un programma che, come sempre, punta alla qualità. Non solo, con un programma che, seguendo la formula itinerante e la selezione “tematica” della proposta, apre una grande visuale sulle musiche popolari, italiane e internazionali. Come sottolineano i curatori, sebbene la rassegna sia dedicata alle musiche popolari, Folkest ha assunto negli anni il profilo (sempre più netto) di un grande contenitore. All’interno del quale trovano spazio tanti concerti e tanti artisti, ma anche vari momenti di intrattenimento, grazie alla presenza di personaggi che operano e provengono da mondi culturali differenti. “Ci siamo trovati a fare i conti con i capelli che imbiancano e a renderci conto che, dopo essere stati i primi a re-interpretare la musica di tradizione popolare in situazioni non di funzione (quindi non legate ai vecchi riti della civiltà contadina, all’interno della quale buona parte di questa musica era nata e sopravviveva fino agli anni Settanta del Novecento) abbiamo visto modificarsi anche l’atteggiamento del pubblico ai concerti, con ricambi generazionali e, in un certo senso, fisiologici”. E questo – forse non è inutile sottolinearlo – è un grande passo avanti. Per tutti: per chi gestisce gli eventi e, in certo senso, orienta le prospettive della rappresentazione dei repertori nati nella tradizione orale. E per chi segue questi eventi e fa i conti, in modo sempre più consapevole, del nuovo corso che le musiche popolari hanno prese e, soprattutto, possono prendere. Fino ad essere considerate (come avviene in molti paesi) non una sorta di ritorsione del mercato discografico, ma piuttosto un avamposto creativo, nel quadro del quale si studiano le forme e i processi, si sperimenta e si crea. Tra gli artisti di questa edizione 2015 (che, avviata il 2 luglio, si protrarrà fino al 27), ricordiamo: Il Duo Bottaso (ne abbiamo scritto in questa rubrica: la loro musica è straordinaria, ricca, imperniata su un dialogo stretto tra violino e organetto. Si esibiscono il 24 a Spilimbergo), Rudy Bučar (si esibirà il 18 a Capodistria), Mandolin Brothers (sempre il 18 ad Aurava, San Giorgio della Richinvelda).

Qui si può scaricare il programma completo.