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La passione e il dinamismo di una bravissima concertista: Saria Convertino

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Saria Convertino - Conservatorio Santa CeciliaInizia gli studi sulla fisarmonica a piano all’età di 8 anni per poi passare al bayan, sistema cromatico, nel 2005 con il M° Massimiliano Pitocco conseguendo, nel 2008, il diploma in Fisarmonica con il m

assimo dei voti e la Lode presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma. Nel medesimo istituto consegue, nel 2011, il diploma Accademico di II livello in Fisarmonica col M° Pitocco (110 e lode) e nel 2014 il diploma accademico di II livello in Musica da Camera con il M° De Mattei (110 e Lode e Menzione d’Onore). Si perfeziona nel corso della sua carriera fisarmonicistica con i Maestri V. Semionov (Russia), O. Murray (Regno Unito), S. Hussong (Germania), Y. Shishkin (Russia), F. Angelis (Francia), M.Rantanen (Finlandia), Gianluca Pica (Italia), Raimondas Sviackevicius (Lituania), Alfred Melichar (Austria) e Jacques Mornet (Francia). Vincitrice di primi premi Assoluti in numerosi concorsi nazionali e internazionali, tra cui il “Premio delle Arti 2011″, indetto a livello Nazionale dal MIUR, in rappresentanza del Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma e della classe di fisarmonica del M° Pitocco al Conservatorio “N. Piccinni” di Bari; il Concorso Internazionale “Luigi Denza”, svoltosi alla Reggia Quisisana di Castellamare di Stabia, con l’assegnazione di un concerto premio all’interno del Festival Internazionale di Karditsa (Grecia); il Bando di Concorso “Rec&Play” indetto dal Cidim, con l’assegnazione di un concerto premio svoltosi nell’ambito della rassegna “Nuove Carriere” all’Accademia di Danimarca, sita in Roma, presentato dal critico musicale Piero Rattalino; il Concorso Nazionale Soroptimist International d’ltalia “Talenti per la musica 2009″, svoltosi nella Sala Accademica del Conservatorio “Santa Cecilia”, classificandosi come primo Talento d’Italia dopo una selezione regionale e il “Premio Via Vittoria”, istituito per i 5 migliori allievi diplomati del Conservatorio “Santa Cecilia”. È stata ospite dei Fratelli Mancuso al Teatro Argentina di Roma dove ha suonato, in prima esecuzione assoluta, “Simmu Acqua” di Marco Betta, commissionata dall’Accademia Filarmonica Romana. Ha eseguito “Hymnen” di Stockhausen per elettronica, musica concreta e solisti, presso i Giardini dell’Accademia Filarmonica romana, in collaborazione col Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma e il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano. Ha collaborato con l’attore Ennio Coltorti per lo spettacolo “Italy” presentato a Villa Brancaccio, Roma, in duo con la pianista Sabrina Trojse, per la regia di Imma Battista. Svolge un’intensa attivtà concertistica in Italia e all’estero, tra cui: Palazzo Montecitorio (Salone della Regina), Ambasciata d’Egitto, Giardini di Villa Rufolo per “Ravello Festival 2011″, al Convegno “Almalaurea” organizzato dal Miur Aula Magna della Sapienza di Roma, all’Accademia di Danimarca di Roma, per la Rassegna “Notti d’Estate a Castel Sant’Angelo 2011”, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna per “La notte dei Musei”, per la “Festa Europea della Musica 2011” presso il “Macro” Museo d’arte contemporanea a Roma, a San Giorgio del Sannio (BV) nell’Auditorium Comunale “Il cilindro nero”, per il Circolo Ufficiali Marina “Caio Duilio” a Roma, a Terzi nella Chiesa S.Eugenio, a San Vito al Tagliamento (PN) al Teatro “G. Arrigoni” per la II Rassegna Internazionale di Fisarmonica Concertistica, a Parma nella sede di “Parma Lirica”, per la rassegna Romana “Musei in Musica”, per la rassegna “Concert by Candlelight” nella “Chiesa Anglicana di San Paolo entro le mura” di Roma, per l’Accademia Filarmonica Romana nella “Sala Casella”, all’isola Tiberina di Roma per la rassegna dell’estate romana 2010 “L’isola del cinema e le cinergie”, a Roma per il “Soroptimist International d’Italia” nella Chiesa Santa Maria in Cosmedin, per il “Soroptimist International d’Italia – Club di Napoli” nella Sala Convegni dell’Hotel Excelsior di Napoli, per la Fondazione “Arts Academy” di Roma, per la “Galleria Italarte” a Trastevere, per il “Ministero della Gioventù” alla presenza dell ‘On. Meloni al Palazzo dell’Esposizione di Roma, per il MIUR al Campidoglio nella “Sala Esedra dei Musei Capitolini”, per la “Festa Europea della Musica2009″ all’Oratorio Caravita, a Roma all’Istituto Portoghese di S. Antonio “IPSAR”, per “Telethon 2008 Sail for life” nella Sala Accademica del Conservatorio Santa Cecilia. Tra i concorsi internazionali nel 2003 è stata scelta per rappresentare l’Italia al Trofeo Mondiale C.M.A. (junior) per poi partecipare in Ungheria alla selezione finale aggiudicandosi il primo posto alla “Coupe Mondiale Junior”. È docente al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma ai Corsi Pre-Accademici, al Liceo Musicale “Santa Rosa” di Viterbo, all’Accademia Sherazade di Roma e all’Accademia Praeneste di Roma.

 

Sicuramente una tra le più promettenti ed emergenti fisarmoniciste del momento. Come ti sei avvicinata allo strumento e come ci si sente ad essere una delle poche donne che decidono di dedicarsi alla fisarmonica?

Per il pubblico risulta affascinante vedere una donna suonare la fisarmonica, perché solitamente la si associa sempre ad una figura maschile. Io, a 8 anni, ho avuto un colpo di fulmine… me ne sono innamorata non appena l’ho vista suonare da una mia cuginetta. Da allora mi sono avvicinata allo studio di questo strumento per gioco fino a farne, giorno dopo giorno, una irrefrenabile passione. Passione che si è poi tramutata in professione e questa è la mia più grande soddisfazione.

Cosa ti ha più affascinato all’inizio e come hai proseguito i tuoi studi?

Sin da subito mi ha affascinato una particolarità della fisarmonica, il mantice e crescendo mi sono resa conto che saperlo gestire è la vera difficoltà associata a questo strumento. A livello fisico, suonare una fisarmonica (da concerto) richiede parecchia energia in quanto, pesando14 kg, è come avere un bimbo in braccio, ma è meravigliosa la sensazione che si prova abbracciandola e la fatica tutto d’un tratto scompare.

Inizialmente ho preso lezioni a Mottola (TA) nel mio paese natio dopodiché, nel 2000, ho iniziato a studiare con Gianluca Pica ad Anagni, il quale mi ha introdotto nel circuito dei concorsi internazionali, portandomi a vincere, nel 2003, il Campionato del Mondo cat. Junior in Slovacchia.

Dopo questa bellissima esperienza la mia voglia di crescere avanzava a dismisura e sentivo che la nuova via da intraprendere era il Conservatorio. Mi venne consigliato il Maestro Pitocco, Docente al Conservatorio Santa Cecilia di Roma… Temevo di trovare un insegnante austero, dalla barba folta e la chioma bianca e invece sono stata accolta da un Docente giovane e solare che ha creduto in me e si è instaurato sin da subito un rapporto di stima reciproca. Grazie al nostro lavoro sono riuscita a sintetizzare il percorso di studi del vecchio Ordinamento, da dieci a tre anni, con ottimi risultati… 10 e lode!

Oggi sei divisa tra molti progetti, anche molto diversi tra loro. Quali sono le diverse sensazioni e le emozioni che ti danno? Cosa ti trasmette lo strumento?

Dopo il diploma e il biennio specialistico in fisarmonica, sentivo l’esigenza di suonare con gli altri, cosi ho deciso di iscrivermi al biennio di Musica da Camera con il M° De Matteis. Condividere un percorso musicale, sin dalle prove, la scelta del repertorio sono delle occasioni per crescere e confrontarsi.

Mi ritengo una musicista molto versatile, tanto da aver realizzato diversi progetti tra cui il duo di fisarmoniche con Massimiliano Pitocco, il duo di “Musiche del sud” con il percussionista Umbi Vitiello, il “Tango Project, El Aliento de l’Alma” Fisarmonica & String Quartet con i Maestri dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma. Con ognuno di loro vivo sempre delle sensazioni diverse, la musica ha il potere di evocare un’atmosfera, di far rivivere un ricordo, in noi che siamo gli artefici in quel momento e in chi ci ascolta.

Nel tuo percorso ci sono anche molti concorsi vinti. Come li hai affrontati e come credi possano essi migliorare un giovane esecutore? In cosa ti hanno aiutato?

Sin da piccola ho sempre affrontato ogni concorso con sacrificio e dedizione. Infatti, contemporaneamente allo studio della fisarmonica, frequentavo il Liceo scientifico che, come sappiamo, richiede grande impegno. Sono stata sempre severa con me stessa nello studio cercando di perfezionarmi al massimo e questo mi ha permesso di salire sul palco con determinazione, cercando di dare sempre il meglio di me.

Le soddisfazioni sono state tante dai concorsi di Musica Varieté, a cui accennavo prima, alle competizioni di Musica Classica, così come il “Premio Talenti per la Musica 2009” a livello Nazionale che ha coinvolto tutte le 21 regioni d’Italia. Vincere quest’ultimo è stata una grande gioia, perché rappresentavo nel contempo due regioni: il Lazio, (in base al Conservatorio di appartenenza, il “Santa Cecilia” di Roma) e la Puglia, la mia regione d’origine, che porto nel cuore.

Ogni concorso ti permette di confrontarti con te stessa in primis e poi con gli altri. Dimostrazione ne è stato il “Premio delle Arti 2011, vinto al Conservatorio “Piccinni” di Bari, affrontato con un carico di stress notevole perché di lì a poco mi sarei laureata al Biennio Specialistico in Fisarmonica. Quando ci si siede su quella sedia “bollente” la tensione sale e l’adrenalina con essa, ma ho sempre affrontato una competizione come un concerto, chiudendo gli occhi e cercando di esprimermi al meglio attraverso la musica. Devo ammettere che il livello era davvero alto e quando sono stata nominata vincitrice del concorso ero incredula, perché l’obiettivo che mi ero posta era quello di dare il meglio di me stessa investendo tutte le mie energie, senza crearmi delle aspettative. Questa vittoria mi ha dato un pizzico di autostima, componente importante a livello personale oltre che musicale, premiandomi doppiamente.

I concorsi sono abbastanza importanti in un percorso formativo e ti consentono di allacciare importanti rapporti lavorativi come ad esempio quelli instaurati con Enti quali L’Accademia Filarmonica e il Teatro Argentina di Roma e di collaborare con artisti del calibro di Piovani, Cinieri, Coltorti, Pagano…

Quest’anno hai collaborato con alcune orchestre quali “l’Orchestra da Camera Benedetto Marcello”, eseguendo il Concerto per Violino e Orchestra BWV 1041 di Johann Sebastian Bach e l’Orchestra Filarmonica di Benevento con Opale Concerto Richard Galliano. Quali sono le tue sensazioni? Credi che la fisarmonica, un giorno, potrà avere un ricco repertorio anche in questa veste?

Sicuramente è una bella emozione sentirsi sostenuta dal tappeto armonico degli archi. Ci tenevo da troppo tempo a realizzare questo progetto e come tutti i sogni “se ci credi si realizzano”. Mi auguro che il nostro strumento possa avere una nuova letteratura anche in questi termini. A giudicar dal successo che sta riscontrando sempre di più nelle rassegne concertistiche, direi proprio che si prospetta un bel futuro.

Saria Convertino - Conservatorio Santa CeciliaDa diversi anni, accanto al percorso concertistico, hai intrapreso anche quello da docente. Com’è stato passare dai “banchi” da studente alla “cattedra”? Ti arricchisce stare a contatto con i giovani fisarmonicisti di domani?

Quando ho firmato il mio primo contratto al Liceo Musicale de l’’Aquila e al Conservatorio Santa Cecilia avevo soli 23 anni. Ricordo ancora che il giorno del ritiro del registro, con scritto il mio nome, ho avuto la febbre a 39 per l’emozione! Mi rendo sempre più conto che essere docente è una grande responsabilità. Trasmettere ai ragazzi le potenzialità e il modo di approcciarsi al mondo musicale, provare ad ampliare i loro orizzonti offrendogli i mezzi tecnici e interpretavi, è il mio obiettivo, al fine di permetter loro di confrontarsi per scoprire la forza del linguaggio universale della musica.

Hai ormai acquisito una notevole esperienza concertistica. Qual è il segreto per affrontare senza ansie e paure il pubblico?

Ogni concerto è sempre una nuova emozione… Un vero e proprio segreto non ce l’ho, se non quello di visualizzare il posto in cui andrò a suonare già mentre provo il repertorio a casa, immaginandomi di essere sul palco. Così mi concentro, lasciandomi “andare alla musica”. Il fine che mi pongo ad ogni concerto è la comunicazione, arrivare oltre lo strumento, oltre il palco, creando un ponte tra me e l’ascoltatore in modo tale che possa portarsi quell’emozione nel cuore per sempre.

Un compositore a te particolarmente caro e perché…

Johan Sebastian Bach e la geniale leggerezza della sua musica, che sembra così immediata che si crederebbe composta senza la minima premeditazione… Essa entra nelle nostre orecchie e pervade l’animo. Come l’aria, il cielo, il respiro… sono cose a cui non pensiamo nemmeno, ma che sono la nostra energia vitale. È questo senza dubbio il sommo della perfezione.

Cosa rappresenta la musica in termini di emotività per te? Cosa provi quando abbracci lo strumento?

L’emotività è veramente tutto per me. Quando suono in pubblico sono convinta che si crei qualcosa di veramente speciale tra me e chi mi ascolta. Sicuramente non sto dicendo nulla di nuovo, ma penso che il significato dell’arte stia nella massima comunicazione con il prossimo. Io mi sento immersa in questa grandissima energia, la percepisco proprio e mi sento privilegiata nel trasmetterla agli altri. Sento che ho molto da dire in quel momento, anche su me stessa e preferisco esprimermi suonando anziché parlando.

Le persone che sono state fondamentali per la tua carriera.

Sicuramente la mia famiglia che mi ha sempre supportato e “sopportato”. Gli anni del Conservatorio sono stati meravigliosi, condivisi con mia sorella, figura sempre presente nella mia vita… Ogni sera che rientravo dalla lezione di fisarmonica con 14 kg sulla schiena lei era pronta a lenire la fatica spalmandomici l’olio caldo. Attimi di vita e di riconoscenza che non si possono dimenticare! Credo sia fondamentale per la riuscita di una carriera artistica, avere una famiglia in primis che creda in te e insieme a loro anche il tuo Docente, nel mio caso specifico Massimiliano Pitocco. Con lui ho sempre modo di crescere e di imparare a partire dal momento delle prove per la preparazione di un concerto, nel vedere la sua scrupolosa organizzazione delle parti che lo rendono un musicista professionale. Sapere di potersi confrontare con lui, per ogni aspetto della vita, sia musicale che non, è una grande forza per me. La sua scuola, che sono orgogliosa di rappresentare, è una delle più importanti in Italia e credo anche nel mondo. Il suo bagaglio culturale e la sua umiltà sono doti incomparabili, rare da trovare in un Docente.

Il più bel ricordo di un concerto?

Ero agli albori della mia carriera concertistica solistica e fui invitata dall’A.Gi.Mus. di Grottaferrata. Arrivò una scuola di ballerini di liscio dell’età dei miei genitori, pronti a danzare, credendo che io mi sarei esibita in un repertorio di musica folkloristica. Io ero ancora molto timida e, come dicevo prima, preferivo esprimermi suonando. In quel contesto mi sentii “costretta” a fare un’introduzione sulla fisarmonica e sul repertorio classico che stavano per ascoltare: Bach, Boellmann ecc… Notai una sorta di stupore nei loro visi. Cominciai a suonare temendo che di lí a poco la platea si sarebbe dimezzata. Con mia sorpresa, a fine concerto erano tutti lí ed una coppia in particolare mi si avvicinò dicendomi “Signorina, noi eravamo davvero venuti con l’intento di ballare, ma la sua musica ci ha sorpresi facendoci conoscere le potenzialità del suo strumento e conducendoci in un’altra dimensione… Grazie!”

Credo sia il complimento più bello che io abbia ricevuto, soprattutto quando ti rendi conto che è giunto dall’anima delle persone.

Autore: Samuele Telari

Samuele Telari ha scritto 30 articoli.

Questo post è disponibile anche in: Inglese



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