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Letteratura per fisa – Gorni Kramer (1913 – 1995) 4° parte

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Gorni KRAMER (1913 – 1995)

CAROVANA NEGRA (Londra, M.A.P., 1948 / Milano, edizioni Kramer, 1949)

 

Introduzione

Dopo i “Tre sincopati” Kramer pubblicò vari altri brani per fisarmonica, originali e trascritti, piuttosto interessanti, fra i quali ricordiamo Tarantella Boogie (1948), scritto con Wolmer Beltrami, una sorta di fusione tra le caratteristiche movenze ritmiche della danza partenopea e le tipiche armonie del “nuovo” boogie-woogie, stile molto influente negli anni quaranta; Divertimento per fisarmonica (1949), una composizione piuttosto rapsodica, quasi una fantasia caratteristica, che sarà anche pezzo d’obbligo in concorsi nazionali e internazionali; Correndo sui prati (1956), un ritmo allegro che rivela aspetti interessanti sia nella condotta armonica che nell’approccio melodico-ritmico. Ma il brano fisarmonicistico più noto di Kramer è sicuramente Carovana negra, portato subito al successo – a partire dagli ultimi anni Quaranta – dallo stesso autore in duo con un altro grande della fisarmonica: il conterraneo Wolmer Beltrami.

Carovana negra - Gorni Kramer - coverIl pezzo, dal carattere esotico-orientale è influenzato dallo stile “jungle”, tipico di certo jazz degli anni ’20/’30 – così chiamato perché i temi e il timbro orchestrale cercavano di evocare un’immaginaria atmosfera di giungla africana – e, in particolare, da alcune opere di Ellington, musicista che, ricordiamo, Kramer aveva tra i suoi riferimenti. Fra le composizioni del “duca” Caravan – scritto nel 1936 con Juan Tizol, trombonista e abile arrangiatore – brano divenuto poi un famoso standard jazz, potrebbe certamente essere considerato una possibile fonte ispiratrice.

Carovana negra ebbe subito una considerevole diffusione internazionale, anche grazie al fatto che il pezzo fu pubblicato, in breve tempo, oltre che in Italia – edizioni Kramer 1949 – precedentemente a Londra, dalla MAP (Modern Accordion Publications, 1948), e successiva-mente a Parigi, in un arrangiamento orchestrale, in stile Afro-Guaracha/Montuno, per le edizioni Léon Agel.

Oltre a ciò il brano fu inciso, da subito e nei decenni successivi, da diversi fisarmonicisti e da varie orchestre (vedi discografia). A cominciare dal già citato duo Kramer-Wolmer, dalla famosa orchestra Angelini e, negli anni Cinquanta, dal celebre fisarmonicista Gervasio Marcosignori.

In precedenza, a partire dalla seconda metà degli anni Trenta, Kramer aveva già arrangiato e inciso altri brani vicini allo stile “jungle” con suoi gruppi come “The Three Niggers of Broadway”, divenuto poi “Tre italiani in America” (vedi i CD Riviera Records: Jazz in Italy in the 30’s and 40’s e Anna Harwell Celenza, Jazz Italian Style. From its Origins in New Orleans to Fascist Italy).

 

Breve analisi

Il pezzo, impostato nella tonalità di do minore, è diviso in due sezioni – Andante e Allegro – da una breve cadenza, la quale rallentando e scendendo dall’acuto al grave per tre ottave, si porta sulla tonica, al manuale sinistro, per un momentaneo riposo.

  • I Andante – 1° sezione

Carovana negra - Gorni Kramer - estratto 1La prima parte del brano è basata su un caratteristico ostinato ritmico-armonico (pattern di due battute) che poggia su due soli accordi: l’accordo tonale e l’accordo di settima sul II grado abbassato (Reb 7). La sinuosa melodia, di tipico stampo medio-orientale, si adatta bene alle sonorità e all’espressività dello strumento: qui l’interprete, attraverso un sapiente controllo del mantice, può giocare su tutta una serie di effetti (vibrati, accenti, ecc.) e sfumature per rendere al meglio il sapore esotico del pezzo.

 

  • II Allegro – 2° sezione

Carovana negra - Gorni Kramer - estratto 2La seconda sezione, sempre in do minore, è anch’essa basata inizialmente su un semplice ostinato ritmico-armonico (questa volta di una sola battuta), che poi confluisce sul tema principale basato, a sua volta, su un tipico accompagnamento a bassi alternati e accordi, imperniati sull’accordo tonale e sulla tredicesima del II abbassato. Questa parte, molto dinamica e a tratti “aggressiva”, dopo un diminuendo che raggiunge il pp, porta poi senza soluzione di continuità alla ripresa del tema iniziale – esposta con valori ritmici doppi, ma sempre con identico andamento allegro/mosso, ritmicamente piuttosto serrato – che ora poggia, a mo’ di variante, sul secondo pattern ostinato.

Un suggerimento di tecnica esecutiva, utile per eseguire con scioltezza l’accompagnamento della mano sinistra (prima parte): consiglio, per l’accordo di Reb 7 e relativo basso – alternato a quello di Do minore – di impiegare la diteggiatura 2 – 5 rispettivamente sui bottoni: do# (controbasso) e l’accordo di Lab dim., in sostituzione del Reb 7 (mentre per il basso e accordo di Do min.: 4 – 3).

 

Conclusioni

Il brano fu definito piuttosto presto “un classico del jazz per fisarmonica”. Esso sfrutta molto bene alcune caratteristiche tecnico-foniche dello strumento, che possono essere messe in rilievo senza richiedere in fondo grandissime capacità virtuosistiche da parte dell’esecutore. Credo però sia richiesto un prerequisito fondamentale: buon temperamento musicale orientato ovviamente verso certi stilemi jazzistici.

Il pezzo è stato arrangiato/trascritto, interpretato e inciso, da vari autori e gruppi negli ultimi decenni. Ricordiamo, in ordine sparso:

– Werner Heetfeld, arrangiamento per due fisarmoniche (DoHe-Verlag, Bad Krozingen, 2012);

– Alessandro Mugnoz, trascrizione per clarinetto in sib e fisarmonica (ms., eseguito in vari concerti dall’autore in duo col clarinettista Roberto Marchionni);

– Ivano Battiston, arrangiamento per tre fisarmoniche (eseguito in varie occasioni dall’ensemble “le fisarmoniche del Conservatorio di Firenze”);

– Il “Gorni Kramer Quartet” (fisarmonica, chitarra, basso, drums), con il fisarmonicista Sebastiano Zorza, che ha inserito il brano nel CD “Notes Vagabondes” del 2005, interpretandolo poi in maniera molto coinvolgente in vari concerti;

– Giordano Bruno Tedeschi, arrangiatore della Big Band Ritmo-Sinfonica “Città di Verona”, diretta da Marco Pasetto, con la fisarmonica di Thomas Sinigaglia (che il 20 dicembre 2008 presentarono il brano in un memorabile concerto al Teatro Camploy di Verona);

– Grimoaldo Macchia, pianista e arrangiatore dell’ensemble “Millenote Band”, con il fisarmonicista Denis Negroponte, (che il 18 marzo 2012, in un riuscitissimo concerto al Teatro Comunale di Mola di Bari, proposero il brano che, mandando in visibilio il pubblico, fu poi anche riproposto concludendo il concerto);

– Stefano Caniato, arrangiatore, pianista e fisarmonicista della Big Band “Mantua Band Studio”, diretta da Franco Capiluppi, che recentemente (2014) ha proposto una originale versione del brano.

– Infine l’originalissimo arrangiamento del trio “Bube Sapravie” (clarino fisarmonica e percussioni), con il fisarmonicista Nereo Fiori, contenuto nel CD Petrus B. Spaghetti Sauce del 2010, che dona al brano una appropriata connotazione etnica, arricchita da esotiche improvvisazioni.

 

In conclusione occorre anche ricordare che Carovana negra, nell’ambito della letteratura fisarmonicistica, ha dato “il la” a tutto un filone di pezzi esotico-orientali, pubblicati poi dagli anni Cinquanta in poi. Ricordiamo Soraja (danza orientale) di Bio Boccosi, Danza nella Jungla di Vittorio Melocchi, Danza Orientale (da “Atlante musicale”) di Felice Fugazza, Vecchio cammelliere di Luigi Lanaro, Carovana rossa di Giuseppe Caringi, il corposo Squadrone bianco di Wolmer Beltrami, fino agli epigoni: la Danza orientale di Sandro Garbatini e quella di Italo Salizzato. E questo per rimanere solo in Italia, perché poi il genere incontrò un certo favore anche in vari altri Paesi.

 

Bibliografia essenziale

AA. VV., Dizionario Jazz, Paris, Robert Laffont, 1988 / Roma, Armando Curcio Editore, 1989;

Boccosi Bio – Pancioni Attilio, La fisarmonica italiana, Ancona, Farfisa, 1963-64;

Gianni Borgna, Storia della canzone italiana, Oscar Saggi Mondadori, 1985-1992;

Luca Cerchiari, Jazz e fascismo. Dalla nascita della radio a Gorni Kramer, L’Epos, 2003;

Franchini Vittorio, Gorni Kramer: Una vita per la musica, Rivarolo Mantovano, Fondazione Sanguanini, 1995;

Mazzoletti Adriano, Booklet del CD Jazz in Italy in the 30’s and 40’s. Gorni Kramer, I suoi solisti & I tre negri, vol. 3°, Roma, Riviera Jazz Records, 2003;

Anna Harwell Celenza, Jazz Italian Style. From its Origins in New Orleans to Fascist Italy and Sinatra, Cambridge University Press, Sheridan Books, 2017;

Mugnoz Alessandro, La musica di Gorni Kramer. Serata finale della Rassegna Nazionale “Gorni Kramer 2013”, booklet del relativo CD, Ellera Umbra (PG), Prendinota, 2014;

Jercog Aleksi, La fisarmonica. Organologia e Letteratura, Caselle di Altivole (Treviso), Physa, 1997.

 

Discografia essenziale

Gorni Kramer/Wolmer Beltrami, Londra, 78 giri Decca, 1948; poi LP Joker e CD I grandi della fisarmonica, Milano, s.d.;

Solisti dell’Orchestra Angelini, 78 giri, ?, s.d.; (v. YouTube);

Gervasio Marcosignori, Marcosignori, Londra, LP Decca, 1957;

Gorni Kramer Quartet, Notes vagabondes, CD Sinfonica, 2005;

Bube Sapravie Trio, Petrus B. Spaghetti Sauce, CD Most Records, 2010;

Salvatore Pili, Fisarmonica e orchestra, Cagliari, CD autoprodotto, 2012;

Michele Toppo, nel CD La musica di Gorni Kramer. Serata finale della Rassegna Nazionale “Gorni Kramer 2013”, Ellera Umbra (PG), Prendinota, 2014.

Autore: Alessandro Mugnoz

Alessandro Mugnoz ha scritto 29 articoli.



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