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L’Orchestra del Corso di Direzione del “Santa Cecilia” in concerto

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Tragedie di Shakespeare e fiabe di Gozzi, 
danze rumene e canzoni popolari ungheresi,
nelle note di grandi musicisti dell’800 e del ‘900.
E un omaggio a Hindemith nel cinquantenario della morte.
Con l’orchestra del Conservatorio “S. Cecilia” diretta da Dario Lucantoni

 

Dario LucantoniRoma, 3 giugno 2014 – L’Orchestra del Corso di Direzione del Conservatorio “Santa Cecilia”, il complesso orchestrale di livello più elevato tra quelli in forza al conservatorio romano, si esibirà in un concerto gratuito venerdì 6 giugno alle 20.30 nell’Aula Magna dell’Università “La Sapienza” (piazzale Aldo Moro 5). Sotto la direzione del M. Dario Lucantoni saranno eseguite musiche di Piotr Ilic Ciajkovskij, Zoltán Kodály, Béla Bartók e Paul Hindemith.

Quest’orchestra è una compagine strumentale di ampie dimensioni, formata sia da docenti che dai migliori allievi del Conservatorio, con l’apporto anche di musicisti esterni già in carriera: un’orchestra di alto livello artistico-professionale, in grado di esibirsi nelle più prestigiose sale da concerto, come appunto l’Aula Magna dell’ateneo romano.

Il suo direttore Dario Lucantoni, romano, docente di direzione d’orchestra al “Santa Cecilia”, ha all’attivo una brillante carriera presso alcuni dei principali teatri d’opera in Italia (tra cui Opera di Roma, Fenice di Venezia, Regio di Torino, Carlo Felice di Genova, Massimo di Palermo, Arena di Verona, Regio di Parma) e all’estero (tra l’altro in Ungheria, Bulgaria, Grecia, Turchia, Corea del Sud).

Il programma, molto impegnativo, inizia con “Romeo e Giulietta”, di Piotr Il’ic Ciajkovskij, che giudicava giustamente questa sua composizione giovanile (ispirata alla tragedia di Shakespeare più amata dai romantici) la migliore da lui scritta fino ad allora: un giudizio ribadito dalla storia, che ha confermato questa ouverture-fantasia come uno dei capolavori del musicista russo.

Il concerto prosegue con tre dei principali autori della prima metà del Novecento.

Le “Variazioni del Pavone”, composte su una canzone popolare ungherese, sono il lavoro più conosciuto di Zoltán Kodály: una musica di alto virtuosismo orchestrale, che rivela una sviluppatissima sensibilità per i colori brillanti dell’orchestra.

Le “Danze popolari rumene” di Béla Bartók sono il frutto dei suoi studi etnologico-musicali, condotti con metodo perfettamente scientifico, che gli permisero di raccogliere un numero altissimo di melodie popolari dell’Ungheria e dei paesi vicini. Queste danze, che attingono all’autentica musica della Transilvania, sono caratterizzate da una grande varietà ritmica e da contrasti espressivi che vanno dall’accorata malinconia alla sfrenata allegria.

Le “Metamorfosi sinfoniche” di Paul Hindemith sono un vero pezzo di bravura, per la viruosistica scrittura orchestrale e per l’abilità nel trasformare il materiale musicale di partenza, ovvero le musiche composte un secolo prima da Carl Maria von Weber per la Turandot di Carlo Gozzi. Si vuole così rendere un tributo al grande compositore tedesco, un protagonsita della muuica del secolo scorso, di cui è appena trascorso il cinquantenario della morte, che è stato ricordato ovunque… tranne che in Italia.

 

Informazioni: Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma – via dei Greci 18 – Tel. 06 3609671
 
UFFICIO STAMPA del Conservatorio “Santa Cecilia”: Mauro Mariani – tel. 335 5725816
mauromariani.roma@tiscali.it

Autore: Gianluca Bibiani

Gianluca Bibiani ha scritto 1177 articoli.



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