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Massimo Fabiani e il suo ultimo CD: dedicato a mio figlio

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Copertina CD - A mio figlioNasce dal suo grande estro musicale e, soprattutto, dall’immenso amore per suo figlio Daniele, il nuovo CD di Massimo Fabiani, uno degli artisti più preparati ed apprezzati negli ambienti della musica da ballo italiana. La produzione, che raccoglie alcuni classici ed inediti eseguiti dal bravissimo musicista toscano, non vuole evidenziare solamente il suo grande e riconosciuto talento, ma soprattutto si pone il fine di contribuire, con i proventi delle vendite, alla ricerca che vede coinvolti i volontari dell’associazione onlus AIMPS. Va precisato, appunto, che Massimo Fabiani, fu costretto alcuni anni fa a sospendere la sua carriera musicale proprio per accudire il piccolo Daniele afflitto da una rara patologia (“Mucopolisaccaridosi di tipo sesto”). Il CD, edito dalle etichette discografiche Unione e Novalis (che hanno contribuito alla raccolta fondi mettendo a disposizione 1000 copie gratuite) si avvale della collaborazione dei seguenti musicisti: Gianni Valmori, Luciano Fiorentini, Loris Peverani, Marco Lazzarini ed Enrico Milli.

All’interno del CD, oltre alle sedici tracce audio, sono presenti gli spartiti, le basi audio mp3 e i midifiles dei nuovi brani inediti. Evidenziamo, infine, i recapiti dell’associazione per chi volesse contribuire alla ricerca e a regalare un sorriso ai pazienti vittime di questa grave malattia: AIMPS Onlus – Via Volta, 291 – 20030 Senago (Milano) – Tel. 02 99010188 – Fax 02 99486016 – Numero Verde Nazionale 800 091 001 – Sito web: www.aimps.it – Email: staff@aimps.it

È possibile fare donazioni sul Conto Corrente Postale dell’AIMPS, n° 17527433; oppure firmando il 5×1000 per il volontariato, ogni anno sulla dichiarazione dei redditi, annotando il codice fiscale dell’AIMPS: 93045600231

 

Grazie di cuore!

Massimo Fabiani, i suoi colleghi musicisti, le edizioni Unione e Novalis.
 

 

L’ADOLESCENZA

Massimo Fabiani è nato l’ 8 dicembre 1974 a Castiglion Fiorentino (AR) e fin da bambino ha respirato l’amore per la musica e per la fisarmonica.

Il padre Vasco era un fisarmonicista dilettante, ma con grande musicalità e il cugino Rossano suonava già benissimo la fisarmonica: furono loro ad insegnargli la musica, quando aveva appena sette anni.Dario Fabiani e Carlo Venturi

Ma in famiglia il più appassionato di tutti era lo zio Dario, detto “Il Baffone”, che negli anni ’80 fu amico del grande Carlo Venturi, spesso ospite a casa sua con tutta l’orchestra.

Massimo ha conosciuto personalmente Carlo Venturi nel lontano 1985, all’età di dieci anni, in occasione di una cena a casa dello zio Dario. Ricorda che, dopo la cena, Carlo Venturi prese la fisarmonica di Massimo Massimo Fabianie iniziò a suonare, insieme a Lauro Molinari, con un’immediatezza da lasciare tutti senza fiato e in particolare lui, che passava le giornate a vedere le videocassette di Carlo, il suo “mito”.

La sera stessa, tutta la “famiglia Fabiani” andò ad ascoltare l’orchestra di Carlo Venturi in un locale vicino ad Arezzo e, a metà serata, il piccolo Massimo fu chiamato sul palco e suonò il valzer A FRANCESCA, lo stesso che volle suonare al Teatro Fanin nel dicembre 2011, in occasione del “Memorial Carlo Venturi”.

E l’aver conosciuto personalmente Carlo Venturi ha influenzato moltissimo la scelta di Massimo di intraprendere professionalmente il lavoro di musicista.

 

LE ESPERIENZE MUSICALI

All’età di nove anni Massimo già suona in pubblico, nel quintetto LA NUOVA DIMENSIONE, e prosegue lo studio della fisarmonica con il noto M° Rio Biagi di Torrita di Siena.

Dall’età di tredici anni fino ai diciotto, Massimo partecipa a vari Concorsi nazionali per fisarmonica (Arezzo, Perugia, Vercelli, ecc.) classificandosi sempre al 1° posto assoluto.

A diciassette anni inizia anche lo studio del clarinetto e, con il suo innato talento, già a vent’anni lo vediamo esibirsi in concerti di musica classica, con un duo “Pianoforte-Clarinetto”.

Non gli manca neppure l’esperienza come tastierista in un gruppo di genere moderno, allora molto quotato, I CAELESTIUM, ove Massimo suona per tre anni, dal 1998 al 2000; è lì che conosce Chiara Brigliadori, al tempo una delle tre cantanti del gruppo, che il 7 ottobre 2001 diventerà sua moglie.Massimo Fabiani

Per questo si trasferisce in Romagna, precisamente a Borghi (patria del dolce tipico “bustrengh”) e, alla fine dell’anno 2000, a ventisei anni, entra nella grande ORCHESTRA BORGHESI, dove resta per ben sei anni, fino al dicembre 2006, assumendo anche il ruolo di capo-orchestra. Furono sei anni molto intensi, ma pieni di soddisfazioni.

Terminata questa entusiasmante esperienza, Massimo per due anni esercita attività lavorative meno impegnative, per dedicarsi di più alla famiglia, anche perché la malattia del figlio Daniele progressivamente si aggrava.

Ma negli anni successivi la sua grande passione musicale lo riporta “in campo”, con orchestre che agiscono maggiormente a livello locale, come i BARCELONA, BAIARDI E MAKARENA e dal 2009 fa parte stabilmente dell’orchetra LA NUOVA ROMAGNA FOLK.

 

LA MALATTIA DI DANIELE

Daniele FabianiIl figlio Daniele, nato l’ 11 febbraio 2002, nei primi mesi di vita appare sano e solo a cinque mesi, proprio il giorno del battesimo, si scopre la sua incapacità a sostenere il peso della schiena. Inizia così per Massimo, Chiara e Daniele il calvario delle analisi approfondite, delle visite specialistiche, dei lunghi viaggi in ospedali di rilevanza europea (in particolare la clinica per bambini oncologici DE MARCHI a Milano, nonché l’ospedale NUOVO SAN GERARDO a Monza) dei pareri medici, delle diverse cure proposte, ma soprattutto la sofferenza nel vederlo peggiorare. Tutti i consulti sono però concordi, purtroppo, nel definire quella di Daniele una grave e rara malattia genetica del metabolismo, la “Mucopolisaccaridosi di tipo sesto”, una delle più rare, in termine medico definita “Maroteaux-Lamy”.

Dal 2004 esiste una terapia enzimatica, per “uso compassionevole”: si tratta di un’infusione attraverso la quale, una volta alla settimana, presso l’Ospedale BUFALINI di Cesena, gli iniettano l’enzima che manca a Daniele. Nei primi anni gli effetti collaterali erano molto pesanti, ma ora la situazione è migliorata con l’impianto di un “Port-a-cath” vicino al cuore, una valvola bio-tecnologica che permette di avere un rapido accesso al sistema venoso centrale, per trasfusioni, prelievi o alimentazione diretta.

Negli ultimi anni Daniele ha subito ben undici operazioni chirurgiche, fra cui due ernie inguinali e una ombelicale, le adenoidi, entrambi i tunnel carpali, ed altri interventi per problemi alla schiena e alla zona cervicale. Inoltre Daniele, che ora ha undici anni, deve sottoporsi annualmente a risonanza magnetica per monitorare il decorso della malattia.

 

L’ASSOCIAZIONE AIMPS

Nel 2003 Massimo e Chiara conoscono la onlus AIMPS (Associazione Italiana Mucopolisaccaridosi) la quale, con i fondi AIMPS Onlusche raccoglie, organizza convegni e seminari scientifici e sostiene le famiglie dei malati, sia moralmente che economicamente, mediante contributi per terapie, interventi, analisi, assistenza e informazione. Le malattie genetiche del metabolismo sono rare, hanno molte varianti, ma ciascuna colpisce un numero limitato di soggetti; per questo la ricerca su tali malattie procede più lentamente. La onlus AIMPS è nata nel 1991 dall’iniziativa di alcuni genitori, per aiutare i loro bambini, unica e assoluta ragione di vita, con l’obiettivo di soddisfare le esigenze di informazione per tutte le famiglie di questi bambini, agevolare lo scambio delle reciproche esperienze e rompere l’isolamento, onde alleviare e rendere più serena la convivenza quotidiana con queste gravi e rare malattie genetiche del metabolismo.

Negli ultimi due decenni, grazie all’associazione AIMPS e alla Fondazione TELETHON (che finanzia la ricerca nelle malattie genetiche rare) ogni giorno la ricerca progredisce verso la cura.

Anche in centri di ricerca scientifica italiani all’avanguardia è attualmente in sperimentazione la “terapia genica” allo scopo di pervenire alla modifica del “gene” che produce la malattia.

Aiutare AIMPS, giuridicamente esistente, non costa nulla; difatti, attraverso la dichiarazione annuale dei redditi (CUD o modello 730 o UNICO) si può devolvere il 5×1000 firmando per il volontariato. E precisiamo che il 5×1000 alle Onlus non è alternativo all’8×1000 destinabile alla Chiesa Cattolica o ad altre Chiese: si possono scegliere entrambi!

Pertanto ti invitiamo a firmare per destinare il tuo 5×1000 alla Onlus AIMPS, scrivendo il seguente codice fiscale: 93045600231.

Si possono effettuare anche donazioni sul Conto Corrente Postale dell’AIMPS, n° 17527433.

Autore: Gianluca Bibiani

Gianluca Bibiani ha scritto 1109 articoli.



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