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Sulla contemporaneità della fisarmonica. Intervista a Pietro Adragna

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Adragna EnsemblePietro Adragna, classe 1988, approfondisce e perfeziona i suoi studi sullo strumento all’Accademia Musicale “Roberto Fuccelli” di Perugia, ricoprendo per anni il ruolo di “prima fisarmonica” nella Fisorchestra “Libertango” diretta dallo stesso Fuccelli. Si diploma in fisarmonica classica al Conservatorio di Musica “Luigi Cherubini” di Firenze sotto la guida del M° Ivano Battiston. Contemporaneamente allo studio della fisarmonica Adragna si dedica a quello del pianoforte classico presso il Conservatorio di Musica di Stato “A. Scontrino” di Trapani, sotto la guida del Maestro Paolo De Bartoli. Nel 2009 diviene Campione del Mondo di Fisarmonica al 59 Trofeu Mundial De L’Acordeao CMA, svoltosi ad Albufeira (Portogallo), mentre nel 2011 viene nominato Campione del Mondo di Fisarmonica alla 64° Coupe Mondiale World Accordion Championships CIA, tenutasi a Shangai, dove è risultato vincitore della categoria Senior Virtuoso Entertainment Competition e della categoria Digital Accordion Competition. Svolge un’intensa attività concertistica sia da solista che con diverse formazioni e progetti da lui fondati, tra cui il “Pietro Adragna Ensemble” e l’ “F e F Duo”, attraversando il territorio nazionale e internazionale.

Iniziamo dall’inizio. Quando è cominciata la sua passione per la fisarmonica e come e dove ha svolto i suoi studi?
Tutto inizia nel non lontanissimo 1994, non avevo ancora compiuto i sei anni di età. Francesca, mia sorella, studiava il clarinetto. Ogni qual volta la sentivo suonare, io quasi per gioco, andavo a riprodurre le stesse melodie, studi o brani che fossero, su una tastiera giocattolo della Bontempi. Se ne accorse un giorno il suo maestro il quale disse subito a mio padre: – sua figlia è molto musicale, ma suo figlio non è “normale”! – Così i miei genitori, appassionati di musica, entusiasti, mi chiesero subito che strumento volessi imparare a suonare, ed io non sapendo neanche che si chiamasse fisarmonica: – quello che fa così, simulando con le braccia i “movimenti” di apertura e chiusura del mantice; si preoccuparono dunque di trovarmi subito un maestro che mi potesse insegnare a suonare questo meraviglioso strumento.

Studiai per quattro anni con un insegnante trapanese, poi da autodidatta in cerca di un maestro con il quale potessi approfondire gli studi. Contemporaneamente intrapresi anche lo studio del pianoforte classico presso il Conservatorio “A. Scontrino” di Trapani. Dal 2009 al 2011 ho perfezionato i miei studi di fisarmonica sul repertorio Variété con il grande Maestro di fama mondiale Frederich Deschamps.

Ha lavorato in Umbria specializzandosi all’accademia Roberto Fuccelli di Perugia, in seno alla quale è stato anche prima fisarmonica dell’orchestra Libertango. Può parlarci di questa esperienza?

In quegli stessi anni conobbi il M° Roberto Fuccelli, direttore dell’ omonima Accademia. Iniziarono così i lunghi viaggi in treno, dalla Sicilia in Umbria con papà che mi accompagnava. Lì ho approfondito il cosiddetto genere variété e scoperto la fisarmonica “classica” a bassi sciolti. Un’ esperienza straordinaria, indimenticabile, quella di girare l’Italia con la Fisorchestra “Libertango” diretta dalla stesso Maestro e dove appunto ricoprivo il ruolo di prima fisarmonica.

Lei rappresenta una generazione giovane influenzata spesso da musiche molto distanti dai repertori per fisarmonica. Questo è un limite oppure ci sono possibilità di far convergere lo strumento verso le musiche popolari contemporanee?

È vero, i giovani d’oggi pensano si tratti solamente di uno strumento popolare, suonato nei gruppi folcloristici o al massimo nelle balere. Sappiamo benissimo che non è proprio così. La fisarmonica è uno strumento molto versatile che sposa bene qualsiasi genere di musica. Non a caso, ultimamente la si sente anche nei brani di musica pop, commerciale.

Lei proviene da una regione ricca di tradizioni espressive e musicali, soprattutto in ambito di tradizione orale. Ha mai lavorato su questi repertori?

Certamente, da buon siciliano, credo sia giusto ed opportuno conoscere e, per chi ha la possibilità e la fortuna, di praticare ed avvicinarsi a quelle che sono le tradizioni della propria terra d’origine. Ricordo con vero piacere le mie prime esibizioni in pubblico, dapprima con un “Quartetto siciliano” composto da fisarmonica, chitarra, voce maschile e femminile e tamburello suonato da quest’ultimi e poi con l’intero gruppo folcloristico “Trapani Mia”.

Come concertista, ma anche come strumentista, ha molte occasioni di lavorare all’estero. Quali sono le differenze più evidenti tra lo scenario internazionale e quello italiano nell’ambito delle musiche per fisarmonica?

È bello girare il Mondo col proprio strumento, nonché mezzo di espressione, comunicazione. Devo dire, per quanto mi riguarda, di non aver notato sostanziali differenze: un repertorio che abbraccia i Grandi Compositori di tutti i tempi alternandoli a coloro i quali hanno scritto originalmente per fisarmonica funziona sia in Italia che all’estero.

Qual’è il repertorio con cui si trova più a suo agio? E quale la formazione?

Sicuramente quello che sento più mio, nel quale mi rispecchio molto anche, è il genere Variété, che si sostanzia di reinvenzioni continue, spesso anche estemporanee sulla base di un repertorio variegato. La formazione preferita: fisarmonica, contrabbasso e percussioni.

Lei ha ricevuto riconoscimenti prestigiosi e suonato anche in occasioni straordinarie. Che ruolo e che visibilità ha, secondo la sua esperienza, la fisarmonica nello scenario musicale contemporaneo?

Molto spesso, avendo avuto l’onore di suonare in circostanze d’eccezione (come ad esempio l’Inno Nazionale insieme al M° Ivano Battiston per Napolitano al Palazzo della Signoria, Firenze) noto che la gente rimane quasi incredula davanti alle potenzialità di questo strumento.

Può parlarci dei progetti a cui sta lavorando in questo periodo?

Diplomato in fisarmonica nel 2010 presso il Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze, ho deciso di entrare in un mondo tutto nuovo per me, curioso di iniziare a vedere la Musica da altri punti di vista e non solo da fisarmonicista, per scoprire cosa c’è di così misterioso dietro la gestualità di un Direttore d’ Orchestra intraprendendone così il corso di laurea con il M° Alessandro Pinzauti. Nel frattempo sto portando a termine gli studi di pianoforte con la Prof. ssa Yang Su Cin e lavorando a diversi progetti, tra cui il “Pietro Adragna Ensemble” occupandomi di repertorio Variété e il “Gitanìa Quartet” caratterizzato dallo stile manouche.

Autore: Daniele Cestellini

Daniele Cestellini ha scritto 752 articoli.

Questo post è disponibile anche in: Inglese



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