Esprimere i propri sentimenti attraverso la musica non solo dovrebbe essere la cosa più naturale del mondo, ma dovrebbe essere soprattutto il fine ultimo di ogni vero artista che si rispetti, ovvero donarsi e donare emozioni in purezza a coloro che ascoltano. Purtroppo, però, spesso non è così, perché tanti musicisti focalizzano l’attenzione solo ed esclusivamente sull’aspetto tecnico, talvolta sullo sfoggio delle proprie doti virtuosistiche, magari a discapito dell’essenza comunicativa più autentica. In Trio Osaki, invece, nuova opera discografica del sopraffino trombonista jazz, compositore e arrangiatore Mauro Ottolini, ciò che predomina fin dal primissimo ascolto è l’irrefrenabile desiderio di mettersi al servizio della musica come un umile “artigiano” di note e suoni, accantonando del tutto il proprio ego in favore di quella sacra verità emozionale che contraddistingue lui e i grandi musicisti come lui. Al suo fianco, in questo prezioso lavoro, due partner artistici altrettanto sensibili e comunicativi come Thomas Sinigaglia alla fisarmonica e Marco Bianchi alla chitarra. Ma ad arricchire l’album, ecco che figurano due ospiti di fulgido talento come Francesco Bearzatti al clarinetto (in Una Farfalla di nome Vanessa e Sonata for Horn, Trumpet and Trombone / Ottolini Jazz Variations) e Giulio Scaramella al pianoforte (in Una Farfalla di nome Vanessa e Sonata for Horn, Trumpet and Trombone / Ottolini Jazz Variations). Il disco consta di undici brani, di cui solo due sono originali frutto dell’estro compositivo di Ottolini (Una Farfalla di nome Vanessa e Another Surprise), mentre O Diabo e a Água Benta (Thomas Sinigaglia), Once in a Secret Garden (Karen Asatrian), Art Deco (Don Cherry), Carovana Negra (Gorni Kramer), Hommage à Anton Pann (Nicolas Simion), Sonata for Horn, Trumpet and Trombone / Ottolini Jazz Variations (Francis Poulenc-Mauro Ottolini), Flor de Lino (Hèctor Stamponi-Homero Expòsito), And The She Stopped (Dizzy Gillespie) e Tango dei Clown (Nino Rota) completano la tracklist. Mauro Ottolini è uno fra i trombonisti, compositori e arrangiatori italiani più creativi e trasversali degli ultimi trent’anni. Incline alla sperimentazione, ispirato da una morbosa curiosità stilistica attraverso cui spazia con naturalezza dal jazz al rock, dal pop all’avanguardia, il musicista veneto stringe una pletora di collaborazioni con artisti di blasone nazionale e mondiale, provenienti da generi diversi, quali Enrico Rava, Kenny Wheeler, Paolo Fresu, Trilok Gurtu, Stefano Bollani, Jan Garbarek, Franco D’Andrea, Carla Bley, Frank Lacy, Steve Swallow, Tony Scott, Petra Magoni, Grace Jones, Amii Stewart, Vinicio Capossela, Lucio Dalla, Gino Paoli, Morgan, Karima e moltissimi altri ancora. Invece, per quel che concerne la sua discografia, Trio Osaki è un album fresco di pubblicazione. Lo spassoso chorinho O Diabo e a Água Benta mette l’argento vivo addosso, oltre a essere particolarmente interessante per la finezza delle progressioni armoniche. Qui Ottolini, Sinigaglia e Bianchi si muovono armonicamente e ritmicamente con gran gusto, feeling e interplay, disegnando linee melodiche di pregevole fattura. Una Farfalla di nome Vanessa è una composizione elegantissima sia dal punto di vista melodico che armonico, dal mood struggente, carezzevole. L’eloquio di Francesco Bearzatti brilla per cantabilità, senso melodico e abbacinante intensità espressiva, dove ogni singola nota sembra scolpita nell’alabastro. Sulla stessa frequenza emozionale, il fisarmonicista Sinigaglia dà vita a un’elocuzione lirica, sobria, adornata con una musicalità aulica. Mentre Ottolini blueseggia con classe, energia e profonda conoscenza del linguaggio. La mediterraneità che emerge da Another Surprise, soprattutto nell’esposizione del tema, è altamente coinvolgente, dove Marco Bianchi scandisce il danzante andamento ternario con precisione chirurgica. Il discorso improvvisativo di Ottolini è fluido, narrativo, descrittivo, concepito con acume e raffinatezza. Thomas Sinigaglia fa “cantare” il mantice con palpabile trasporto emotivo, architettando linee melodiche improvvisate assai efficaci e di grande appeal comunicativo. Il clima di Sonata For Horn, Trumpet And Trombone / Ottolini Jazz Variations, specie all’inizio, è crepuscolare. Qui Bearzatti fraseggia con impeto ed eccellente padronanza strumentale su un arrangiamento sofisticato e molto stimolante pensato da Mauro Ottolini, ricco di intervalli e soluzioni armoniche notevoli. Trio Osaki rappresenta la quintessenza della poliedricità artistica di Ottolini e del suo trio, una formazione capace di spaziare con proverbiale disinvoltura dal jazz inteso nelle sue varie declinazioni alla world music, alla musica mediterranea, senza mai perdere di vista il vero obiettivo: mettersi artisticamente e umanamente a nudo inneggiando all’autenticità.
Mauro Ottolini, Trio Osaki
Etichetta discografica: Azzurra Music
Anno produzione: 2026
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