Castelfidardo, al Premio Internazionale di Fisarmonica brilla il talento di Naixin Zhang

La 22enne cinese si aggiudica la categoria per concertisti di una pregevole 51^ edizione del Premio Internazionale di Fisarmonica

Passione, temperamento, personalità. Per la sesta volta nella storia del PIF, il premio della prestigiosa categoria per concertisti è stato assegnato ad una concorrente cinese. Naixin Zhang, classe 2004, allieva del maestro Cao Xiao Qing presso il Conservatorio di Pechino, ha abbracciato la fisarmonica per la prima volta a quattro anni: «Era nel mio destino ed ora è parte fondamentale della mia vita: il mio sogno è approfondirne lo studio ed esprimermi attraverso la musica», ha spiegato la talentuosa artista che alla quarta partecipazione, dopo il podio del 2024, ha fatto meritatamente centro. Intensa, ricca di sonorità e di una matura espressività la sua interpretazione del bellissimo pezzo d’obbligo “Signature” composto da Michele Mangani, eseguito dal vivo con l’orchestra d’archi del Conservatorio “Rossini” di Pesaro diretta dallo stesso maestro. Un brano che ha conquistato l’orecchio e il cuore del competente pubblico del teatro Astra già al primo ascolto: tecnicamente ineccepibile anche l’esecuzione di Alessandro Pagliari, già in evidenza in tre occasioni passate in altre categorie del PIF, e del lituano Marius Kuksta, che si sono piazzati secondi e terzi a pochi decimali di distacco in un contesto d’alto livello.
Va in archivio così una 51^ edizione piena di sostanza e qualità, che ha restituito centralità assoluta alla fisarmonica e al nucleo storico del Premio&Concorso, pur proponendo trenta eventi fra concerti e presentazioni sempre partecipatissime, facendo pulsare Castelfidardo di emozioni. «Desideravo che in questi giorni si respirasse un’aria di festa in ogni angolo del centro storico: il PIF è una magia che non si può spiegare, realizzata grazie al sostegno dell’Amministrazione, degli sponsor e di uno staff che mi ha permesso di fare l’impossibile. Un grande e lungo lavoro di squadra», ha sottolineato il direttore artistico Cesare Chiacchiaretta, ringraziando la Pro Loco, i collaboratori che hanno dato un’anima al PIF e i numerosi iscritti che hanno intrapreso viaggi importanti, citando in particolare le cinque spettacolari fisorchestre giunte da Lituania, Serbia, Bosnia, Polonia e Italia.
Un’edizione che lascia in dote tanti spunti interessanti, come la continua crescita della scuola cinese (vincente in cinque categorie), l’affermazione in tre sezioni dell’ensemble lituano Lmta e il primo posto dell’aostano Gabriele Viada tra i solisti della classica. E poi autentiche chicche che riempiono d’orgoglio, come la premiere mondiale di “Tra due respiri” che ha confermato il talento di Emanuele Viti e Luca Bello, ed il feeling con l’eccellenza assoluta, Richard Galliano, che ha entusiasmato il pubblico e consolidato la  sua «storia d’amore con  la mecca della fisarmonica».
In un’armonia di suoni e culture, stona l’episodio di cui ha dato conto il sindaco Roberto Ascani sul palco dell’Astra in apertura di cerimonia finale. «Nel corso della prima e della seconda prova della Categoria Premio, due membri della commissione si sono astenuti dal votare alcuni concorrenti in ragione della loro nazionalità russa. Alcuni musicisti regolarmente ammessi al concorso si sono dunque esibiti davanti a una giuria che non li ha valutati per intero, mentre i loro colleghi venivano giudicati da tutti. Il regolamento del PIF è chiaro. L’articolo 2 ammette concorrenti di qualsiasi nazionalità. L’articolo 13 prevede l’astensione dei giurati soltanto per rapporti didattici continuativi o per vincoli di parentela. La nazionalità non figura, non è mai figurata e non figurerà mai tra i motivi di astensione. Come Sindaco di Castelfidardo, e a nome della città che ospita questo concorso, chiedo scusa pubblicamente e ufficialmente ai concorrenti russi. Siete stati ammessi secondo le regole. Avete studiato, lavorato e suonato come tutti gli altri. Avevate diritto a essere giudicati come tutti gli altri: per la vostra esecuzione, e per quella soltanto. Non è accaduto, e di questo la città che vi ha invitati si assume la responsabilità di fronte a voi.
Ma chiedo scusa a tutti i partecipanti, di ogni nazionalità, e a tutti i musicisti qui presenti. Quando una regola viene meno per uno, non regge più per nessuno: chi ha suonato in quelle prove non può sapere con certezza di essere stato valutato con lo stesso metro degli altri. È un danno fatto all’intero concorso, e quindi a ciascuno di voi. Quanto accaduto sarà esaminato formalmente nelle sedi competenti al termine del concorso. Dico fin d’ora, senza ambiguità, che adotterò ogni provvedimento nella mia disponibilità affinché chi ha disatteso il regolamento non sieda nelle giurie future del PIF. Questa è la mia ultima edizione del PIF da Sindaco. Proprio per questo non potevo tacere. Non intendo lasciare a chi verrà dopo di me un concorso in cui il passaporto di un musicista possa pesare più della sua musica. Castelfidardo ha costruito la propria storia sulla fisarmonica, e la fisarmonica è arrivata qui, e da qui è ripartita, attraversando ogni confine».
Un messaggio letto con un filo di emozione e profonda gratitudine verso «gli sponsor che hanno fatto uno sforzo per mantenere l’alto profilo di questo patrimonio artistico» e per «l’enorme e talora silenzioso lavoro svolto da tutta l’equipe e dal direttore artistico Chiacchiaretta in un momento con difficoltà sociali, economiche e criticità internazionali».
Castelfidardo – ha concluso il sindaco condividendo il merito per la strada percorsa in questi dieci anni con l’assessore Ruben Cittadini – è sempre stata e sempre sarà simbolo di accoglienza e cultura.

(Foto Lorenzo Gagliardini)

 

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