Édith il “Passerotto” di jazz (ri)vestita

Young Art Jazz Ensemble Feat. Natalino Marchetti – “Piaf”

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Piaf - Young Art Jazz Ensemble“L’ugola insanguinata”, “La mecenate di Parigi”, ma soprattutto il “Passerotto”. Era soprannominata così Édith Piaf, regina indiscussa della chanson, nonché una fra le più grandi cantanti e cantautrici francesi di sempre. A questa vera e propria icona sacra, nelle intenzioni della Young Art Jazz Ensemble diretta da Mario Corvini, fra i più importanti trombonisti, compositori, arrangiatori e direttori d’orchestra italiani in ambito jazzistico, negli anni al fianco di grandi stelle del jazz come Tony Scott, Michael Brecker, Bob Mintzer, George Garzone, Kenny Wheeler, Mike Stern, Uri Caine, Gary Bartz, Slide Hampton, Horacio “El Negro” Hernández, Roy Hargrove, Steve Grossman e non solo, è stato idealmente cucito addosso un elegantissimo abito sartoriale in note avvalendosi della collaborazione di Natalino Marchetti, eccellente fisarmonicista ospite della big band che annovera collaborazioni di livello con musicisti del calibro di Max Ionata, Javier Girotto, Danilo Rea, Luca Aquino, Gabriele Mirabassi, Peppe Servillo, Mariella Nava, Fabio Zeppetella, solo per citarne alcuni. La Young Art Jazz Ensemble ha reso omaggio alla Piaf, con questo album intitolato proprio Piaf, (ri)leggendo in chiave jazz otto capolavori, di cui alcuni da lei autografati e altri interpretati: Hymne à l’amour (Édith Piaf-Marguerite Monnot), La Vie en rose (Édith Piaf-Louis Guglielmi), Milord (Georges Moustaki-Marguerite Monnot), Non, je ne regrette rien (Michel Vaucaire-Charles Dumont), Sous le ciel de Paris (Hubert Giraud), Padam, padam… / La Foule (Henri Contet-Norbert Glanzberg, Michel Rivgauche- Ángel Cabral) e Mon manège à moi – Tu me fais tourner la tête (Jean Constantin-Norbert Glanzberg). Una fra le peculiarità più significative di questo CD è la presenza di ben sette arrangiatori diversi per gli otto brani che formano la tracklist: Emanuele Guarnieri (Hymne à l’amour), Lorenzo Mirra (La Vie en rose), Giacomo Serino (Milord), Maurizio Miotti (Non, je ne regrette rien), Luca Berardi (Sous le ciel de Paris), Riccardo Nebbiosi (Padam, padam… / La Foule) e Luca Padellaro (Mon manège à moi – Tu me fais tourner la tête). La Young Art Jazz Ensemble (Yaje), attualmente composta da  Dafne Nisi (voce), Luca Padellaro, Giulia Leonardi, Giulia Catozzi, Gianmarco Iaselli ed Emanuele Ciocca (sax), Gabriele Tamiri, Giovanni Frabotta, Alberto Mastracci, Emanuele Feliciani e Marcello Sanzò (tromba), Luca Scirocco, Dario Filippi e Alessandro Santella (trombone), Edgar Dutary (tuba), Emanuele Guarnieri (pianoforte), Lorenzo Mirra (chitarra), Nicola Ronconi (basso) e Claudio D’Arrigo (batteria), nasce nel 2017 dalla brillante idea del maestro Mario Corvini, con l’intento di creare una big band formata da giovani musicisti orientati verso il professionismo. Concepito sull’equilibrio fra tradizione e sperimentazione, l’ensemble approfondisce il repertorio classico delle orchestre jazz studiando figure iconiche del passato e straordinari arrangiatori come Count Basie, Duke Ellington, Sammy Nestico, Bob Mintzer e Bob Brookmeyer, oltre a esplorare nuove connessioni fra il jazz e altre discipline artistiche. Attiva sulla scena musicale nazionale, la YAJE ha calcato e calca i palchi italiani più prestigiosi, contribuendo a ridisegnare i confini del jazz contemporaneo con progetti originali e performance dal forte impatto musicale ed emozionale. Invece, per quanto riguarda l’attività discografica, ecco questo progetto nuovo di zecca dal titolo Piaf. L’arrangiamento di Hymne à l’amour è molto ben curato specialmente per il raffinato utilizzo della dinamica e per la propulsione swingante che lo caratterizza. L’eloquio di Natalino Marchetti spicca per cantabilità, senso melodico e agilità di fraseggio. La frizzante versione latin jazz di Le Vie en rose mette l’argento vivo addosso, interessante anche per alcune sostituzioni armoniche di ottima fattura. Marchetti si esprime con verve ed energia comunicativa, adornando il suo discorso improvvisativo attraverso alcune brillanti progressioni, puntualmente sostenuto dalla spinta della sezione ritmica. La (ri)lettura di Non, je ne regrette rien è intrisa di eleganza, espressa in particolar modo dalla sezione fiati. Qui il fisarmonicista disegna linee melodiche improvvisate nel segno della sobrietà interpretativa, con una lodevole attenzione nell’uso della dinamica. La rivisitazione scanzonata di Mon manège à moi (Tu me fais tourner la tête) suscita allegria, specie per il “marciante” andamento binario (2/4) nella prima parte del brano. Natalino Marchetti fa emergere il suo lato sentimentale, costruendo un “solo” narrativo e descrittivo, impreziosito dal comping spazzolato cesellato da Claudio D’Arrigo. Con questo lavoro della Young Art Jazz Ensemble diretta da Mario Corvini, anche grazie alla fondamentale presenza dell’ospite Natalino Marchetti, Édith Piaf “rivive” in jazz, a tutto swing, attraverso arrangiamenti profondamente ispirati proprio alla Swing Era che, in maniera particolare sul piano timbrico, armonico e ritmico, donano nuova linfa ai brani di un’icona sacra della chanson, (ri)vestita appunto di jazz, con rispetto, amore, gusto e genuinità interpretativa.

 

(Foto Young Art Jazz Ensemble di Massimo De Dominicis)

 

Young Art Jazz Ensemble Feat. Natalino Marchetti, Piaf

Etichetta discografica: Wow Records

Anno produzione: 2025

 

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