Una visionaria immaginazione imbracciando la fisarmonica

Davide Rocco Fiorenza – Permanenza

Ci sono diversi musicisti che non mostrano alcun interesse nel rispettare determinate logiche commerciali che, spesso e purtroppo, stridono fortemente con il vero significato dell’arte. Uno di questi, senza ombra di dubbio, è l’ardimentoso fisarmonicista, compositore e arrangiatore Davide Rocco Fiorenza, protagonista di una nuova creatura discografica intitolata Permanenza. Un album attraverso cui lui si esprime mettendosi completamente a nudo, affrancandosi del tutto dall’idea di riscuotere a tutti i costi il cosiddetto successo “popolare”. Al contrario, la sua è puramente un’esigenza fisiologica fondata su una costante ricerca interiore, con cui il suo strumento recita un ruolo differente rispetto a quello definito “tradizionale”. In questo disco, per impreziosirlo ulteriormente, Fiorenza si affida alla voce recitante di Daniel Rizzo in Gettata in Corso e Permanenza, un CD che consta di sette brani originali frutto della rutilante creatività compositiva del fisarmonicista. Artista completo, dalle geniali intuizioni, dedito alla sperimentazione, dallo spirito profondamente anticonformistico, Davide Rocco Fiorenza si esibisce in tutta Italia e all’estero da oltre venticinque anni. Incline all’ethno jazz e alla world music, sempre animato dal desiderio di essere riconoscibile attraverso una sua spiccata identità artistica, fonde l’arte giapponese dello shibari con la musica concedendo ampio spazio alla materia improvvisata, con performance tendenti all’avanguardia che risultano essere singolari. Comunicatore persuasivo, ama entrare in empatia con il pubblico per donare emozioni che lasciano il segno. Invece, per quello che riguarda la sua attività discografica, Permanenza è attualmente il lavoro più recente. Morning è una composizione costruita su una dinamica sopraffina, un brano che si snoda su un’architettura sonora magnetica ed evocativa, in cui la sofisticatezza della melodia, seppur per nulla cerebrale, ne rappresenta un vero e proprio tratto distintivo. Raptus, fin dalle primissime misure, dà subito la sensazione di un pezzo incalzante, movimentato segnatamente sul piano ritmico, arricchito da alcune linee melodiche assai interessanti. Il mood di Wals si caratterizza nell’immediato per l’uso di un accordo dissonante, tensivo, che apre il brano. Poi il tema si sviluppa in modo malinconico, ma sempre adornato con soluzioni armoniche di ottima fattura, mai oleografiche. Il danzante andamento ternario (3/4) di Orma, nelle misure iniziali, è particolarmente accattivante. Anche in questo caso, un po’ sulle stesse frequenze emozionali di Wals, il tema evoca un senso di mestizia, anche se la composizione si chiude con una terza piccarda che, come la sua funzione richiede, cambia l’essenza emotiva del brano. December Carillon, anche questo pensato in 3/4, si apre con stordenti ma fascinose dissonanze, oltre a dei potenti cluster che aumentano la tensione in maniera vertiginosa, dando vita a uno stato di suspense. Poi, dopo una premessa del genere, ecco che parte ancora un cullante andamento ternario su cui si poggia una melodia lineare, efficace. Permanenza è un disco difficile da collocare dal punto di vista stilistico. Lo spirito di Davide Rocco Fiorenza è quello jazzistico, inteso nel senso di un orientamento volto a rischiare, di sperimentare, di azzardare, senza mai rimanere imprigionato nella propria comfort zone. Del resto, è quello che il fisarmonicista trentino ha sempre fatto negli ultimi trent’anni della sua carriera: spingersi oltre ogni limite stilistico proprio per dar libero sfogo alla sua fervida fantasia artistica, senza freni inibitori, senza barriere mentali e musicali. Ma, al contrario, nel segno della libertà più totale, a 360 gradi, quella pura e vera, dove la fisarmonica diventa davvero un’estensione della mente, dell’anima di Davide Rocco Fiorenza, in cui questo strumento viene esplorato fino in fondo per cercare di valorizzarne al massimo l’enorme potenziale sotto tutti i punti di vista, specialmente per ciò che concerne l’aspetto timbrico. Permanenza, laddove ce ne fosse ancora bisogno, rappresenta l’ennesima e fulgida dimostrazione della visione musicale di Fiorenza. Un artista trasversale, borderline, sempre pronto a sperimentare il più possibile come un infaticabile esploratore di suoni.

 

ASCOLTA LE TRACCE DEL DISCO

 

Davide Rocco Fiorenza, Permanenza

Etichetta discografica: Ars Spoletium

Anno produzione: 2026

Ars SpoletiumDaniel RizzoDavide Rocco FiorenzafisarmonicajazzPermanenzaShibariVoceworld music