“Sull’Appennino degli incanti. Tra santi, pastori, sibille e briganti”

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Corelli“Sull’Appennino degli incanti. Tra santi, pastori, sibille e briganti” è diventato un libro e sarà presentato il 12 dicembre a Perugia, alle ore 16.30 alla biblioteca San Matteo degli Armeni. Si tratta dell’ultimo progetto scritto da Valter Corelli, attore, autore e regista teatrale scomparso prematuramente lo scorso agosto. E si trasfigura, come si può immaginare e come probabilmente è giusto che sia, in una specie di commiato, di ultimo atto di una vita dedicata allo spettacolo e alla ricerca. Il testo, scritto insieme a Massimo Liberatori, è nato come uno spettacolo, che è stato messo in scena l’anno scorso a Spello, al teatro Subasio. E si lega al Guerrin Meschino, opera letteraria ispirata alla tradizione dei romanzi cavallereschi, scritta all’inizio del Quattrocento dallo scrittore (e trovatore italiano) Andrea da Barberino. Come l’opera di riferimento, “Sull’Appennino degli incanti” ci consegna una visione non solo itinerante di un territorio incantato e “sospeso”, ma soprattutto la dimensione del viaggio come ricerca, meditazione, comprensione. Una dimensione che – come si può leggere nelle note di presentazione del libro – si inquadra tutta dentro la rappresentazione “di gesti arcaici e parole dimenticate, di figure leggendarie e di affabulazioni sognanti” e che privilegia, quindi, non uno sguardo a ritroso (semplicisticamente romantico, nostalgico), ma uno sguardo riflessivo. Uno sguardo che “si fa racconto, poema, canzone e, ancora, suono, immagine e gesto”, e che riconsidera queste forme dentro un’interazione positiva con un paesaggio e le sue storie. Attraverso questo sguardo gli autori accendono un procedimento che attualizza, in un certo senso, quegli stessi elementi, sottraendoli alla dimenticanza e, infine, all’oblio. Per rappresentare tutto questo – c’è lo spazio dell’Appennino, ci sono i personaggi e le figure leggendarie, da San Francesco ad Annibale, dal serpente Regulu al brigante Cinicchia, c’è (come abbiamo detto) la tradizione letteraria e l’interpretazione popolare di questa attraverso la tradizione dell’ottava rima, cantata dai pastori a partire proprio dal patrimonio poetico “colto” – si utilizzano tutte le forme. Appunto il teatro (con i contributi di Nicol Martini) e ora la scrittura: il libro riporta il copione dello spettacolo teatrale, che è stato integrato con i fumetti di Marco Bargagna e le musiche di Liberatori (inserite in un cd allegato, con la partecipazione di Maurizio Catarinelli e Maurizio Marrani).