La fisarmonica… passione senza confini – Intervista al M° Stefano Prestileo

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Stefano PrestileoUn giovane costruttore di fisarmoniche non può non andare a visitare la preziosa collezione di fisarmoniche del Maestro Stefano Prestileo che, a differenza di tanti altri collezionisti, possiede solo originali strumenti professionali costruiti tra il 1950 e il 1965 dalle storiche grandi aziende italiane e straniere dell’epoca. Il gentilissimo Maestro non si è risparmiato nel mostrarmi, suonare e confrontare tutti i pezzi pregiati della sua collezione. Analizzando i pregi e i rari difetti e ascoltando le sonorità, ne è nato un appassionato confronto tra musicista e costruttore, per me un’esperienza importante e unica per vedere, toccare e soprattutto sentire dove erano arrivati i nostri predecessori, dove siamo oggi e dove dobbiamo puntare per il futuro di questo affascinante strumento.
Tutti gli appassionati sanno che le fisarmoniche prodotte in quel periodo storico possedevano brevetti e tecniche costruttive all’avanguardia e soprattutto delle qualità sonore fuori dal comune e sono considerati, per queste ragioni, i migliori strumenti mai costruiti. È ragione di grande orgoglio per me trovare in questa preziosa collezione una Beltuna, ritenuta dal Maestro, l’unica nella moderna produzione degna di stare tra quelle pietre miliari.

Francesco Mengascini General manager Beltuna Accordions

 

L’INTERVISTA

Stefano PrestileoChi è il Maestro Prestileo?

Sono nato nel 1955 a Belluno, una provincia del nord Italia, e fin da bambino ho iniziato ad avvicinarmi alla musica.
Mio padre, da buon napoletano, si dilettava a suonare il mandolino e l’armonica a bocca.
Avevo all’incirca sette anni e la mia attenzione si focalizzò su quest’ultimo strumento: “l’armonica”.

Quel suono prodotto dall’ancia mi procurava una particolare emozione e così iniziai a suonarla ad orecchio, intonando le melodie popolari che mio padre mi faceva ascoltare.
Dopo qualche tempo papà portò in casa una fisarmonica, ed è così che ben presto iniziai lo studio di questo affascinante strumento.

Dopo aver frequentato la scuola media, nel 1970 intrapresi gli studi musicali presso il Conservatorio Statale di Musica “Cesare Pollini” di Padova, iscritto alla classe di flauto traverso. A quell’epoca la fisarmonica non era presa in considerazione come strumento da studio presso i conservatori di stato, per cui dovetti sceglierne un altro e decisi che doveva essere il flauto traverso.

Parallelamente però portavo avanti lo studio della fisarmonica, la mia prima grande passione.
In questo periodo ascoltavo i dischi che uno zio, appassionato di fisarmonica, residente in Francia, mi portava in occasione delle visite periodiche alla nostra famiglia e che ancora oggi conservo gelosamente, trattandosi di incisioni dei grandi artisti francesi: Marcel Azzola, Gus Viseur, Joss Baselli, Tony Murena, Andrè Astier, Jo Rossi e molti altri… tutto materiale che all’epoca non era reperibile in Italia. Devo molto a questo zio perché, oltre a suonare la fisarmonica, ne era anche un grande conoscitore. Ad ogni nostro incontro mi dava delle vere e proprie lezioni sulle particolarità costruttive dei vari modelli.
Anche i miei tre fratelli suonavano ed in breve tempo avevamo costituito, assieme a degli amici musicisti, un’orchestra che si esibiva pubblicamente in varie occasioni.
Naturalmente a tutto questo affiancavo l’attività didattica insegnando in varie scuole musicali.
Nel 1982, in collaborazione con un amico chitarrista, ho fondato un’associazione culturale denominata “Music Institute”, di cui oggi sono il presidente, con la finalità principale di divulgare la cultura musicale. Questa realtà oggi, a distanza di 36 anni, conta più di 150 iscritti ai vari corsi strumentali, tra i quali una trentina iscritti alla scuola di fisarmonica.
Di particolare rilievo sono i corsi rivolti ai bambini dai 6 anni, resi possibili dall’uso di una fisarmonica da me progettata e realizzata dalla ditta “Tiranti Fisarmoniche” di Castelfidardo, con particolari caratteristiche costruttive e misure adeguate ai più piccoli. Molta attenzione è stata rivolta anche alla qualità dei materiali e alle voci tipo a mano e, in alcuni esemplari, a mano.
Attualmente mi occupo a tempo pieno delle attività didattiche musicali presso la mia associazione culturale il “Music Institute” con sede in provincia di Belluno.

Stefano PrestileoCome nasce questa passione per le fisarmoniche di quell’epoca?

Tutto è iniziato una ventina di anni fa quando un caro amico fisarmonicista il M° Francesco Visentin mi fece provare la sua personale Scandalli Super VI costruita nei primi anni ’60.
All’epoca io suonavo una ZeroSette mod. B 30 di inizio anni ’70, uno strumento di alta qualità, con delle sonorità molto buone, tastiere e meccaniche di alto livello, ma il suono del Super VI mi aveva colpito particolarmente per la sua profondità, dinamiche e morbidezza, allo stesso tempo potente. Da quel momento ho iniziato a cercarlo… impresa alquanto difficile! Nonostante tutto prendendo vari contatti con persone del settore dopo quattro o cinque anni riuscii a procurarmi uno di questi esemplari.

Da allora la mia attenzione e curiosità fu dirottata verso le fisarmoniche costruite dai primi anni ’50 fino alla metà degli anni ’60. Entrando in possesso di fisarmoniche fabbricate dalle diverse ditte di Castelfidardo in questo fortunato periodo, ho potuto rendermi conto che sono i migliori strumenti mai costruiti.
La maggior parte delle fisarmoniche professionali che colleziono sono state recuperate negli Stati Uniti d’America ed in vari paesi dell’Europa del Nord. Dari, Titano, Victoria, Sonola, Cavagnolo, Giulietti, ZeroSette, Fratelli Crosio, Scandalli, Excelsior, Hohner, Dallapè e Guerrini.

Tutti questi straordinari strumenti sono rigorosamente originali e la loro messa a punto è stata curata da un’altrettanto straordinaria persona, artigiano di Castelfidardo, l’indimenticabile Vitaliano Morbidoni, colui che accordava lo strumento ai più famosi fisarmonicisti francesi: Andrè Astier, Joss Baselli, Louis Ferrari, Marcel Azzola e Richard Galliano (per citarne qualcuno), nonché il bandoneon del grande Astor Piazzolla. Ho avuto la fortuna di conoscere Vitaliano e il figlio, Roberto Morbidoni, il quale porta avanti con passione e tenacia il lavoro del padre.

Con loro nel tempo ho saldato una grande amicizia e loro stessi sono gli autori di alcuni modelli di fisarmonica con il marchio “Vitaliano Morbidoni” che fanno parte della mia collezione. Strumenti che, soprattutto dal punto di vista sonoro-timbrico, definirei straordinari.

Stefano PrestileoPuò illustrarci modello per modello le caratteristiche che le contraddistinguono?

Potremmo iniziare parlando della SCANDALLI SUPER VI costruita fine anni ’50. Innanzi tutto credo che la bellezza della sonorità del Super VI dipenda dall’accurata scelta dei legni e della loro stagionatura (si parla che poteva raggiungere anche ben 15 anni) e naturalmente la buona qualità dell’acciaio che veniva impiegato nella produzione delle voci (anima della fisarmonica); non meno importante la lavorazione affidata alle mani di esperti artigiani che ne curavano la finitura, l’impostazione e l’accordatura.

Altra particolarità si nota nella costruzione della tastiera destra: i tasti sono in legno di noce, che per la sua stabilità garantisce nel tempo il perfetto funzionamento della tastiera.
I somieri sono ricavati da un unico blocco, un massello in acero fresato. La cassa armonica sinistra è costituita da un pezzo unico a fascia continua.

Un’altra caratteristica è possibile notarla sul cassotto costruito in un unico blocco di alluminio, senza giunture di nessun tipo e con un lato interno ricoperto da un sottile strato di un materiale simile al velluto che influisce sulla morbidezza del suono. Queste le particolarità principali, poi naturalmente altri piccoli dettagli fanno della Scandalli Super VI uno strumento unico ed inimitabile.

Passiamo ora ad uno strumento con caratteristiche costruttive molto particolari e diverse, mi riferisco alla SONOLA SS 4 MOD. ERNIE FELICE, costruita negli anni ’60. È uno strumento con sole due voci alla mano destra, una bassa ed una naturale che suonano entrambe in cassotto. La peculiarità sta proprio nel fatto che le due voci risuonano in una seconda scatola parallela a quella del normale cassotto; ne consegue una sonorità sorprendentemente profonda e molto morbida. Uno strumento particolarmente adatto per la musica jazz.

In tema di Sonola, è sicuramente importante citare il modello SS 20. A differenza della SS 4, questo, è uno strumento con quattro voci al canto: una 2+2 ed in quinta alla meccanica. La particolarità di questa fisarmonica sta nel prolungamento del cassotto verso la tastiera. Dotata di voci Nazzareno Binci, ha un suono molto potente e particolarmente piacevole.

Altro strumento interessante, dal punto di vista costruttivo, è la FRATELLI CROSIO di fine anni ’50.
Questa fisarmonica ha un’importante caratteristica, che consiste nell’applicazione ai tasti del canto di un meccanismo per la regolazione precisa delle leve in “scatola”. Questo meccanismo, messo a punto da Ettore Crosio, consente il perfetto appoggio delle valvole sul piano armonico. Dal punto di vista sonoro, le voci sono montate sulla pelle e chiodate: ne scaturisce un suono piuttosto chiaro, incisivo e ricco di armonici.

Ci occuperemo ora della HOHNER GOLA, altro straordinario strumento prodotto dalla casa di Trossingen (Germania) nel 1962. La Gola viene annoverata fra i più alti risultati ottenuti nel settore di fabbricazione delle fisarmoniche. Lo strumento era stato progettato dal tecnico musicista e accordatore Giovanni Gola di Stradella nel 1954. Questa fisarmonica fu richiesta dai più bravi concertisti di fama internazionale ed ancora oggi è molto ricercata. Lo strumento è dotato di tastiere molto morbide e precise. Quello che personalmente ho potuto constatare è che per la sua dimensione, in posizione di suono, risulta molto comodo e facilita l’esecuzione; altro particolare che il musicista avverte immediatamente è il consumo dell’aria molto ridotto rispetto ad altre fisarmoniche. Come in tutte le altre dello stesso periodo, il suono naturalmente è di tutto rispetto.

Nella collezione ci sono poi diversi modelli della TITANO, il modello Royal cassotto bassi standard, Royal cassotto bassi sciolti, Emperor cassotto bassi sciolti, Palmer Convertor Emperor fondo piano e bassi sciolti, modello Orchestra fondo piano bassi standard e modello Virtuoso fondo piano e bassi standard.
Tutte dei primi anni ’60 e tutte dotate di voci Catraro, voci a mio avviso di altissima qualità e timbrica eccezionale.

Un altro strumento che merita di essere preso in considerazione è la GIULIETTI modello Classic 127 ed il Super Model, sempre dei primi anni ’60. Con le loro voci Nazzareno Binci, esprimono il meglio tra le fisarmoniche di quegli anni.
Infine, non per ultima, la CAVAGNOLO modello Vedette 10, tipico strumento di Vercelli, adottato dai francesi. Strumento dal suono brillante se non addirittura cristallino nei suoi acuti, allo stesso tempo profondo nella parte bassa. Una fisarmonica che da sempre mi affascina.

Stefano PrestileoCi sono nella collezione strumenti appartenuti ad artisti o personaggi famosi?

In realtà nella collezione c’è uno strumento appartenuto ad un famoso fisarmonicista: la Fratelli Crosio degli anni ’50 di Louis Ferrari. È un’originale Crosio, ancora in ottime condizioni e con caratteristiche tipiche delle fisarmoniche di Stradella.

Ci sono artisti che si rivolgono a lei per avere un buon strumento?

In questi ultimi due o tre anni degli artisti, venendo a conoscenza della mia collezione, hanno chiesto di poter provare questi strumenti degli anni ’60. Alcuni giovani, che non avevano mai avuto l’opportunità di avere tra le mani uno di questi esemplari, sono rimasti assolutamente impressionati, soprattutto dalla bellezza della sonorità e dal carattere che contraddistingue ognuno di questi strumenti costruiti dalle varie ditte di fisarmoniche di quell’epoca. Ognuna possiede la propria identità sonora.

Recentemente anche il famosissimo fisarmonicista francese Richard Galliano si è interessato ad una fisarmonica che faceva parte della mia collezione, rigorosamente anni ’60.

Tra tutta la collezione ce n’è uno che è il suo preferito?

Ad essere sincero, mi risulta un po’ difficile rispondere a questa domanda in quanto ognuno di questi strumenti ha un alto grado di qualità, ma per la verità c’è una fisarmonica che mi soddisfa particolarmente e si tratta della Titano modello Royal del 1964 con bassi sciolti sistema per quinta.
 In questa, a mio parere, si trovano un po’ riassunte tutte le caratteristiche principali che ogni fisarmonicista potrebbe desiderare. In particolare la timbrica delle voci Catraro: un suono ben definito e ricco di armonici, che definirei “magico”, poi la meccanica (mano sinistra) suona in modo splendido ed è molto equilibrata con la tastiera destra, a differenza, ad esempio, della Royal a bassi standard, sempre voci Catraro, ma con la sinistra che risulta leggermente invadente sulla mano destra. Concludendo, lo considero uno strumento molto versatile, che ben si presta nell’esecuzione di vari generi.

Stefano PrestileoPerché la Beltuna è l’unico strumento dell’attuale produzione di fisarmoniche che ha inserito nella collezione?

Mi è capitato recentemente di visitare la vostra rinomata azienda di fisarmoniche “Beltuna”.
 Come ricorderà, nel corso della mia visita lei si era reso molto disponibile e con grande cortesia mi ha condotto in visita alla sua azienda. Ne era seguita una piacevole conversazione, con scambi di opinioni rivolte agli strumenti degli anni ’60 e quelli della moderna produzione. Mi aveva subito incuriosito il fatto che in questa azienda si parlasse molto di ricerca ed innovazione.
 Ora, sappiamo benissimo che negli anni ‘50/’60 sono stati prodotti i migliori strumenti, ma a mio parere, non si dovrebbe escludere la possibilità di puntare ad una produzione di fisarmoniche che possano quanto meno avvicinarsi a questi storici esemplari.
 Per rispondere precisamente alla sua domanda, direi che ho inserito nella collezione una “Beltuna” (in questo caso il modello Leader) innanzitutto per la grande attenzione prestata alla risposta sonora e qualità delle voci. In particolare ho molto apprezzato il brevetto “Amplisound” che soprattutto in questo modello ti permette di ottenere una maggiore intensità di suono. 
Per quanto riguarda la parte estetica, trovo, senza alcun dubbio, che sia un prodotto molto raffinato. Qualità dei materiali, design e ricerca timbrica, fanno della Beltuna uno strumento unico nel panorama produttivo delle fisarmoniche moderne, ecco perché si trova inserito nella collezione.

La collezione è completa o manca ancora qualcosa?

Certamente non ho la presunzione di affermare che questa sia una collezione completa, credo semplicemente di aver accumulato una buona parte di fisarmoniche professionali storiche, delle più rinomate grandi aziende italiane e straniere di quell’epoca.

 

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The accordion… passion no limitis. Interview with M° Stefano Prestileo

 

Stefano Prestileo“A young accordion builder cannot fail to visit Maestro Stefano Prestileo’s precious collection of accordions, which unlike many other collectors of this instrument, possesses only original professional instruments built between 1950 and 1965 by the historic great Italian companies and foreigners of the time. The very kind Master did not spare himself in showing me, playing and comparing all his instruments. Analyzing the strengths and rare defects and listening to the sounds, a passionate confrontation between musician and builder was born, for me an important and unique experience to see, touch and above all to hear where our predecessors had arrived, where we are today and where we need to aim for the future of this fascinating instrument.
All the fans know that the accordions produced in that historical period had avant-garde patents and construction techniques and above all of the unusual sound qualities and are considered for these reasons the best instruments ever built. It is a great pride for me to find in this precious collection a Beltuna, held by the Master, the only one in modern production worthy of being among those milestones”.

Francesco Mengascini General manager Beltuna Accordions

 

Stefano PrestileoWho is the master Stefano Prestileo?

I was born in 1955 in Belluno, in the north of Italy, and soon I showed my passion for the music.

My father, as a good Neapolitan, used  to play the mandolin and the harmonica.

When I was 7, I concentrated my attention only on the accordion.

That sound, coming from the reed, was able to give me a special emotion and so I began to play it by ear, finding on my own the notes of some popular melodies that I used to listen to with my father.

After some time Dad brought an accordion home, and that’s how I soon began studying this fascinating instrument.

After attending middle school, in 1970 I started my musical studies at the State Conservatory of Music “Cesare Pollini” of Padua, enrolled in the class of Flute Traverso. At that time the Accordion was not considered as an instrument  for study by state conservatories, so I had to choose another instrument and decided that it was to be the transverse flute.

At the same time, however, I continued the study of the accordion, my first great passion.

In this period I listened to records that an uncle, fond of Accordion, living in France, took me on the occasion of periodic visits to our family and that I still jealously keep, being recorded by the great French accordionists: Marcel Azzola, Gus Viseur, Joss Baselli, Tony Murena, Andrè Astier, Jo Rossi and many others … all material that at the time was not available in Italy. I owe a lot to this uncle because besides playing the accordion he was also a great connoisseur of this instrument. At each of our meetings he gave me some real lessons on the constructive peculiarities of the various models of accordions.

Even my three brothers were playing and in a short time we had formed, together with some musician friends, an orchestra that performed publicly on various occasions.

Naturally, I supported the teaching activity with all this, teaching in various musical schools.

In 1982 in collaboration with a guitarist friend, I founded a cultural association called “Music Institute”, of which today I am the president, with the main purpose of divulging musical culture.

This reality today, after 36 years, has more than 150 members of various instrumental courses, including thirty enrolled in the Accordion school.

Of particular importance are the courses for children aged 6 and over, made possible by the use of an accordion designed by me and made by the firm “Tiranti Fisarmoniche” of Castelfidardo, with special construction features and appropriate measures for children. Much attention has also been paid to the quality of the materials and the hand-type reeds and in some also hand-made reeds.

Currently I work full-time musical teaching activities at my cultural association the “Music Institute” based in the province of Belluno (Italy).

Stefano PrestileoHow does this passion come for the accordions of that era?

It all started about twenty years ago, when a dear accordionist friend, Maestro Francesco Visentin, let me try his personal Scandalli Super VI, built in the early 60s.

At the time I was playing on a ZeroSette mod. B 30 of the early ’70s, a high quality instrument, with very good sound, keyboards and high-end mechanics, but the sound of the Super VI had impressed me particularly for its depth, dynamics and softness, at the same time powerful . From that moment I started looking for it, a very difficult undertaking. In spite of everything, taking various contacts with people in the sector after four or five years I managed to get hold of one of these specimens.

Since then my attention and curiosity has been diverted to the accordions built from the early 50s until the mid-60s. Coming into possession of accordions manufactured by the various Castelfidardo companies, in this fortunate period, I was able to realize that they are the best instruments ever built.

Most of the professional accordions I collected were recovered in the United States of America and in several countries of Northern Europe. Dari, Titan, Victoria, Sonola, Cavagnolo, Giulietti, Zerosette, Fratelli Crosio, Scandalli, Excelsior, Hohner, Dallapè and Guerrini.

All these extraordinary instruments are rigorously original and their fine-tuning was taken care of by an equally extraordinary person, a craftsman from Castelfidardo, the unforgettable Vitaliano Morbidoni, the one who tuned the instrument to the most famous French accordionists: Andrè Astier, Joss Baselli, Louis Ferrari, Marcel Azzola and Richard Galliano (to name a few) as well as the bandoneon of the great Astor Piazzolla. I was lucky enough to meet Vitaliano and his son, Roberto Morbidoni, who carries on his father’s work with passion and tenacity.

With them over time I have welded a great friendship and they themselves are the authors of some models of accordion with the brand “Vitaliano Morbidoni” that are part of my collection. Instruments that, above all from the sound-tonal point of view, would define as extraordinary.

Stefano PrestileoCan you show, for each model, the characteristics that contradicts all your accordions?

We could start talking about the Scandalli Super VI built in the late 50s. First of all I believe that the beauty of the sound of Super VI depends on the careful choice of woods and their seasoning (it is said that it could even reach 15 years) and of course the good quality of the steel used in the production of voices (soul of the accordion); no less important is the processing entrusted to the hands of expert craftsmen who took care of finishing, setting and tuning.

Another particularity is noted in the construction of the right keyboard: the keys are made of walnut wood, which due to its stability ensures the perfect functioning of the keyboard over time.

The reed-blocks are made from a single block, a solid milled maple. The left harmonic box consists of a single piece with a continuous band (section).

Another peculiarity can be noticed with regard to the cassotto, which is built in a single block of aluminum, without joints of any kind and an inner side is covered with a thin layer of a material similar to velvet that affects the softness of the sound. These are the main features, then of course other small details make the Scandalli Super VI a unique and inimitable instrument.

Now let’s move on to an instrument with very particular and different construction features, I refer to the Sonola SS 4 mod. Ernie Felice, built in the 60s. It is an instrument with only two voices on the right hand, one low and one natural, both playing in a cassotto. The peculiarity is in the fact that the two voices resonate in a second box parallel to that of the normal cassotto, with the result of a surprisingly deep and very soft sonority. An instrument very suitable for jazz music.

In terms of Sonola, it is certainly important to name the model SS 20, unlike the SS 4, it is an instrument with four voices in the right hand: a 2 + 2 and in the fifth to the mechanics. The particularity of this accordion lies in the prolongation of the cassotto towards the keyboard. Equipped with Nazzareno Binci voices, it has a very powerful and particularly pleasant sound.

Another interesting instrument, from the constructive point of view, is Fratelli Crosio of the late 50s.

This accordion has an important characteristic, consisting in the application to the keys  of a mechanism for the precise adjustment of  levers. This mechanism, developed by Ettore Crosio, allows the perfect support of the valves on the harmonic level. From the sound point of view, the voices are mounted on the skin and spiked: a rather clear sound comes from it, incisive and full of harmonics.

We will now take care of the Hohner Gola, another extraordinary instrument, produced by the Trossingen house (Germany) in 1962. The Gola is ranked among the highest achievements in the accordion manufacturing sector. The instrument was designed by the technical musician and tuner Giovanni Gola di Stradella in 1954. This accordion was requested by the best concert artists of international renowned and is still much sought after today. The instrument is equipped with very soft and precise keyboards. What I have personally witnessed is that due to its size, in a sound position, it is very easy to play; another detail that the players immediately feel is the very low air consumption compared to other accordions. As in all the others of the same period, the sound is naturally very respectable.

In the collection there are also several models of the Titano, the model Royal cassotto bass standard, Royal cassotto free bass, Emperor cassotto free bass, Palmer Convertor Emperor flat bottom and free bass, model Orchestra flat bottom standard bass and Virtuoso model flat bottom and standard bass .

All of the early 60s and all equipped with Catraro voices, in my opinion of the highest quality and exceptional timbre.

Another instrument that deserves to be taken into consideration is the Giulietti model Classic 127 and the Super Model, also from the early 60s. With their voices Nazzareno Binci, they express the best among the accordions of those years.

Last but not least, the Cavagnolo model Vedette 10, typical instrument of Vercelli, adopted by the French. Instrument with a bright, if not crystalline sound in its high notes, at the same time deep in the lower part. An instrument that has always fascinated me.

Stefano PrestileoIn your collection are there some instruments that belonged to famous people or artists?

Actually in the collection there is an instrument that belonged to a famous accordionist: the Fratelli Crosio of the fifties, of Louis Ferrari. It is an original Crosio, still in excellent condition and with typical characteristics of the Stradella accordions.

Are there any artists who refer to you to have a good instrument?

In the last two or three years, some artists, coming to know my collection, asked  to try these instruments of the 60s. Some young people who had never had the opportunity to have in their hands one of these specimens, were absolutely impressed, especially by the beauty of the sound and the character that distinguishes each of these instruments built by various accordion companies of that era. Each has its own sound identity.

Recently the very famous French accordionist Richard Galliano was also interested in an instrument that was part of my collection, strictly from the 60s.

In your collection, is there an instrument that is your favourite?

To be honest, I find it a bit difficult to answer this question because each of these instruments has a high degree of quality, but for the truth there is an accordion that satisfies me particularly and it is the Royal Model Titano of 1964 with convertor bass system for fifth.

In this one, in my opinion, all the main features that any accordion could wish for are summarized. In particular, the timbre of the Catraro voices: a well-defined sound and rich in harmonics, which I would call “magical”, then the mechanics (left hand) play beautifully and is very balanced with the right keyboard, unlike for example the Royal with standard bass, always with Catraro voices, but with the left that is slightly intrusive on the right hand. In conclusion, I consider it a very versatile instrument, which lends itself well to performing different genres.

Stefano PrestileoWhy is the Beltuna the only instrument of the current accordion production that you inserted in the collection?

I recently visited the renowned “Beltuna” accordion company.

As they will remember (Francesco and his father Arnaldo Mengascini, the owner of Beltuna), during  my visit, they were very helpful and courteously took me on a visit to their company. This was followed by a pleasant conversation, with exchanges of opinions regarding the instruments of the 60s and those of modern production. I was immediately intrigued by the fact that in this company there is a lot of  research and innovation.

Now, we know very well that in the 50s / 60s the best instruments were produced, but in my opinion, we should not rule out the possibility of aiming at a production of accordions that can at least approach these historical specimens.

To answer your question precisely, I would say that I have included in the collection a “Beltuna” (in this case the Leader model) first of all for the particular attention paid to the sonic response and quality of the voices. In particular, I greatly appreciated the “Amplisound” patent which, above all, in this model allows you to obtain greater intensity of sound.

As for the aesthetic part, I find, without any doubt, that it is a very refined product. Quality of materials, aesthetic refinement and timbric research make Beltuna a unique instrument in the production scene of modern accordions: this is why it is included in the collection.

Is the collection complete or missing anything?

I certainly do not have the presumption to affirm that this is a complete collection, I simply believe I have collected a good part of historical professional accordions, of the most famous big Italian and foreign companies of that era.