“Annabelle” l’ultimo singolo di TAVO – S&M intervista il giovane cantautore

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TavoReduce dall’uscita digitale del suo ultimo singolo, il giovanissimo TAVO ci presenta così la sua “Annabelle” (Noize Hills Records).

Un amore difficile, una storia “d’altri tempi”, nella quale i protagonisti prendono coscienza della loro vita ormai consumata; rimane solo l’amara consolazione di ripercorrere i bei momenti del passato. “Annabelle” rappresenta l’indecisione e le scelte sbagliate nell’amore. “Ora che non siamo qui, si può capire tutto. Quante volte ti ho detto di non avere paura”: così canta TAVO, citando quelle che sono le ultime parole scritte in una lettera del 1800 che il cantautore trova nella vecchia casa in cui abitava.
A tal proposito, il giovane cantante racconta: «Leggendo tutta la lettera sono venuto a conoscenza di una storia d’amore che poi ho romanzato. Seppure scritta quasi duecento anni fa, tra le righe ho trovato, sentimenti, paure e volontà molto attuali. Tutti vogliamo tornare indietro per cancellare un errore commesso nel passato convinti di avere sempre tempo. Ma il tempo non è mai generoso. Mi è sembrato bello poter ridare voce a due persone ormai dimenticate che come tutti noi hanno amato, sognato e sperato».

Annabelle… Una storia d’amore tanto vecchia quanto attuale, un sentimento mai sopito che ha valicato molteplici difficoltà per arrivare a noi, 200 anni dopo, per bocca di un promettentissimo cantautore che l’ha saputa contestualizzare in un brano molto piacevole da ascoltare. Che emozione si prova nel “ridare vita” ad una storia così bella?

Sono lusingato per il “promettentissimo cantautore”… ho ancora un sacco di strada da fare, ma comunque grazie di cuore!
L’emozione di poter dare voce ancora una volta a persone esistite realmente duecento anni fa, credimi, è indescrivibile.

La paura, uno stato emotivo comune a tutti gli esseri umani di ogni razza ed età. Le incertezze sul futuro, le problematiche sociali… Quali sono le paure che attanagliano un giovane come te?

È una delle domande più belle che mi sia stata posta in un’intervista, perciò ti risponderò con estrema sincerità!
Ho paura di non riuscire in questo mestiere / “atto di fede” o come lo si voglia chiamare. È un percorso duro. Molti dicono: ”io scrivo per me stesso e non mi importa essere capito o meno”. Ma a me importa eccome! Io penso che la cosa più bella per chi scrive sia essere capiti e condivisi. Bado sempre a lasciare nelle mie canzoni uno spazio nel quale l’ascoltatore possa ritrovarsi, possa capire o immaginare la SUA storia. Le canzoni o i libri belli, per me, sono quelli che seppur fitti di dettagli lasciano sempre questo spazio. Ed io, nel limite delle mie capacità, cerco di fare questo. Avrei paura di non essere capito.

Al di la del valore antropologico di questa lettera che hai ritrovato nella tua vecchia abitazione, cosa ti ha colpito in particolare e qual è stata la motivazione che ha fatto scattare l’ispirazione?

La cosa più bella di tutte è stata apprendere che l’amore in quanto tale è un sentimento immutabile ed immutato nel tempo. Ed è proprio l’amore ad essere il perno attorno al quale ho deciso di sviluppare Annabelle. La storia che racconto parla di due amanti e forse è solo il termine “amanti” ad aver preso una diversa connotazione negli anni. Vedi, nell’ottocento ci si sposava ancora per convenienza, finendo poi per cercare altrove il vero amore. Gli amanti si amavano per davvero! Oggi invece l’amante è più banalmente un “trasgressore”. Questa forse è l’unica differenza.

Una storia d’amore quella che tu hai trascritto ed adattato valorizzata da un contesto melodico e armonico che ne esalta la trama già notevolmente suggestiva. Insomma, bello il testo, ma tu ci hai messo del tuo…

Grazie, ho fatto il possibile per cercare di parlare d’amore senza essere scontato. L’amore è un sentimento molto trattato nelle canzoni che ho sempre “evitato come la peste” per non risultare banale. Nei nuovi lavori invece ho deciso di affrontarlo, ma starò bene attento, cercherò di farlo in modo un po’ alternativo. Spero di riuscirci!

Un brano, Annabelle, particolarmente orecchiabile dove, a mio modo di vedere, spiccano alcune sonorità molto attuali esaltate da un arrangiamento semplice ed efficace. In cosa si differenzia Tavo dai cantautori della sua generazione

Cerco di curare il mio progetto sia dal punto di vista musicale che grafico, grazie all’aiuto di Lorenzo Chiesa, molto in gamba come designer. Non lascio nulla al caso, sono a dir poco maniacale in questo lavoro. L’unicità di ciò che faccio credo si possa ritrovare nella mia costante volontà di creare nei brani uno spazio, una “sedia” immaginaria, su cui l’ascoltatore può accomodarsi e ascoltare una storia nella quale è lui stesso a dare i volti ai protagonisti.

 

 

Francesco Taverna, in arte TAVO, è un cantautore alessandrino classe ‘93 che figura tra gli artisti emergenti del panorama indie pop italiano. Dopo il suo primo concerto, al Circolo Ohibò di Milano, TAVO trova presto spazio su palchi come Rocket club (Linoleum), Spaghetti Unplugged, Le Mura, Tendenze Festival, Radical Sheep Festival, Arezzo Wave e molti altri ottenendo riconoscimenti come Miglior performance live e Roster artista rappresentante Soundreef. Viene definito su riviste di settore (Stormi, RUMORE, ExitWell) come “Uno dei profili più interessanti del panorama indie italiano” con il suo album d’esordio “Funambolo” (Noize Hills Records, 2018), una raccolta di melodie leggere e testi falsamente ironici che dipingono situazioni di vita dall’equilibrio instabile. Il suo ultimo singolo “Annabelle” (Noize Hills Records), già disponibile in digitale dallo scorso 6 dicembre, sarà in rotazione radiofonica a partire dal prossimo 13 dicembre.

 

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