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Concentrarsi sulla qualità. Intervista al giovane talento Ivan Šverko

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Ivan SverkoIvan Šverko si è diplomato in fisarmonica classica nel 2009 presso la University of Juraj Dobrila, Pula (Department of music, class of mag. art. Borut Zagoranski). Ha iniziato i suoi studi nella scuola Ivan Matetić Ronjgov e fin da giovanissimo ha seguito seminari e master classes con molti dei più importanti maestri di fisarmonica e concertisti. Dal 2010 è uno studente del professor Mika Väyrynen presso la prestigiosa la Sibelius Academy di Helsinki. È impegnato in un’attività concertistica sia nel suo paese che all’estero.

Quando hai iniziato a studiare fisarmonica e perché?

Ho iniziato a suonare la fisarmonica nel 1995, all’età di nove anni. È stato per caso davvero. A quel tempo mia sorella maggiore stava per cominciare le lezioni di violino e non volevo essere lasciato indietro. Per questo ho convinto i miei genitori a iscrivermi all’esame di selezione alla scuola di musica a Pola. Perché la fisarmonica? Beh, visto che i miei genitori pensavano che sarebbe stato un hobby, era l’opzione più semplice, dato che avevamo una vecchia fisarmonica di un amico a nostra disposizione. Per fortuna ho avuto un buon insegnante che mi ha mostrato tutte le incredibili possibilità di questo strumento. Nel giro di un anno o due sono diventato uno studente di fisarmonica molto determinato.

Qual’è l’immagine della fisarmonica nel tuo paese?

La tradizione della fisarmonica è molto viva in Croazia, in particolare nella penisola istriana, nella città di Pola. Si tratta di un’area in cui i termini “fisarmonica classica” o “concerto di fisarmonica” sono noti da decenni , grazie soprattutto al nostra pioniere della fisarmonica Stanko Mihovilic. Naturalmente, come in molti altri paesi, ci sono ancora molte persone che non sono consapevoli del fatto che la fisarmonica si è evoluta ed è oggi uno strumento presente sulla scena concertistica internazionale. Detto questo, quella attuale non è una situazione negativa. La fisarmonica sta finalmente ricevendo l’attenzione che merita nel nostro paese. Non è raro che i più importanti festival musicali includano nei loro programmi eventi legati alla fisarmonica. Altri strumentisti, direttori d’orchestra e compositori sono coinvolti in tali progetti. Al momento, in aggiunta alle molte scuole di alta formazione in tutto il paese, abbiamo un’università musicale dove la fisarmonica viene insegnata. Il fatto che la Croazia abbia molti insegnanti appena diplomati ed entusiasti certamente è un buon segnale per il futuro.

Com’è cambiata l’immagine del tuo strumento da quando hai iniziato a suonare ad oggi?

Come ho già detto, l’immagine della fisarmonica è cambiata molto, sia in Croazia che all’estero. La prima volta che ho assistito a un grande festival dedicato alla fisarmonica era il 1997, in occasione del Concorso internazionale di Pola. Negli anni Novanta il livello era già piuttosto elevato. Da quei tempi il livello è continuato a salire – ci sono molti giovani insegnanti che sono stati formati specificamente come fisarmonicisti, a differenza di venti anni fa. Nelle scuole, nei conservatori e nelle università sono stati presentati i nuovi metodi e materiali didattici. Lo sviluppo dei social media come Youtube ha contribuito enormemente a diffondere la conoscenza del nostro strumento. Sempre più fisarmonicisti collaborano con ottimi musicisti di ogni genere e suonano in locali famosi, come la Carnegie Hall. Sempre più compositori rinomati mostrano interesse per il nostro strumento. I produttori di fisarmoniche stanno apportando innovazioni importanti e migliorando le proprietà tecniche ed acustiche dello strumento. Dare alla fisarmonica il posto che merita richiede tempo, si tratta di un processo lungo, ma direi che, tutto sommato, siamo più vicini che mai.

All’estero incontri musicisti con cui puoi confrontarti sia musicalmente che culturalmente. Quali sono, secondo te, le musiche più apprezzate eseguite con fisarmonica?

È difficile parlare dei tanti brani musicali e di quale tra questi sia il più apprezzato nel mondo della fisarmonica classica. Ci sono così tanti diversi approcci e ideali quando si tratta di fisarmonica classica e dei vari repertori. Anche se ci potrebbero essere alcuni denominatori comuni, in molti casi alcune di queste scuole e tradizioni si contraddicono a vicenda. Alcuni negano il valore artistico delle musiche russe scritte per bayan, o le trascrizioni romantiche in generale, altri disapprovano la musica contemporanea, respingendola come brutta o inutile. A mio parere, la linea guida più semplice sarebbe quella di concentrarsi sulla qualità, indipendentemente dal sotto-genere musicale. Naturalmente spetta a ciascun individuo decidere che cosa è un repertorio di qualità. Non riesco a capire i musicisti che suonano e insegnano solo la cosiddetta musica antica o utilizzano l’approccio «note-per-secondi» per giudicare il proprio valore artistico, mentre rifuggono del tutto dagli approcci più innovativi. Detto questo, neanche io sono d’accordo sul fatto che il concerto moderno di fisarmonica debba essere qualcosa di oscuro e incomprensibile, basato esclusivamente sulla musica contemporanea che nessuno capisce. Comporre o suonare dissonanza dopo dissonanza non ti rende di default un riflessivo, criptico, un musicista che sta scoprendo il mistero dell’universo prima dei suoi ascoltatori ignari, almeno non necessariamente. Funziona anche al contrario: sarebbe un bene per studenti e insegnanti aprirsi al repertorio scritto di recente, ci sono molte gemme che si nascondono lì e proporre solo quello che hai conosciuto per anni potrebbe non essere ottimale. Credo che la verità è da qualche parte nel mezzo: i fisarmonicisti classici possono sfruttare la grande versatilità del nostro strumento a loro vantaggio. Perché non essere esperto di molti generi e stili se lo strumento lo consente? Tale approccio potrebbe dare una maggiore flessibilità e risultati superiori se la carriera artistica fa parte dei propri obiettivi personali.

Puoi parlarci della tua esperienza nella didattica?

Dopo la laurea in fisarmonica all’Università di Juraj Dobrila nell’anno 2009, ho trascorso qualche tempo a lavorare nella scuola di musica di Rijeka (Croazia), per poi continuare con i miei studi post-laurea presso l’Accademia Sibelius di Helsinki. Anche se non ho avuto abbastanza tempo per insegnare regolarmente, pur essendo in Finlandia, sono stato invitato per master-class occasionali e seminari. Ho anche svolto attività di insegnante privato e dallo scorso dicembre insegno al Conservatorio Tchaikovsky di Nocera Terinese, in Italia. Il conservatorio ha una grande classe di fisarmonica piena di studenti talentuosi e promettenti di tutte le età. È una grande responsabilità, ma è anche un piacere avere l’opportunità di lavorare con loro.

Autore: Daniele Cestellini

Daniele Cestellini ha scritto 752 articoli.

Questo post è disponibile anche in: Inglese



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