CREAZIONI tra i “segreti” di KOSMOS

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Kosmos - Creazioni ICome si è già visto nel precedente articolo, Kosmos considera le competenze dello strumentista nella loro oggettiva sostanza: quella di elementi differenti, tecnici e musicali, collegati in rete gli uni agli altri, il cui senso e la cui padronanza dipendono da questa indissolubile connessione.

Una certa tradizione didattica vuole che tutte le componenti delle abilità dello strumentista vengano scomposte in segmenti ordinati dal facile al difficile e dal semplice al complesso, conducendo spesso a separare quegli elementi che nella esperienza musicale sono assolutamente inseparabili e, qualora separati, perderebbero senso ed efficacia (si pensi ad esempio alla separazione di un crescendo, meccanicamente considerato, dal contesto linguistico e musicale da cui nasce e di cui è portatore di significato).

Anche le acquisizioni delle neuroscienze hanno dimostrato ciò che ogni musicista già sa, quindi come per il sistema nervoso umano, l’esperienza musicale sia un tutto sistemico e come in età infantile sia essenziale, anzi prioritario, orientare la metodologia didattica in tale senso. Ciò si traduce nella necessità di individuare gli elementi componenti le nostre competenze (nel nostro caso i fondamentali tecnici, specifici per ogni strumento, e musicali, comuni a tutti gli strumenti, che il lettore troverà elencati a p. 13 del libro per l’insegnante) e nel selezionare una serie di materiali musicali, di attività e di percorsi didattici che permettano di lavorare su tutti i punti della rete (anche questi suggeriti dal libro per l’insegnante).

Si lavora quindi su tutti gli elementi, o su una serie di essi, in maniera circolare e ricorsiva: attraverso attività differenti si ritorna a lavorare sugli stessi elementi, variando il livello di approfondimento e di consolidamento e in modo da influire su tutti aspetti considerati anche quando si lavora su uno soltanto.
L’impianto metodologico dell’intero Kosmos si basa su questa concezione, lasciando all’insegnante non solo la libertà, ma anche la inevitabile responsabilità di selezionare materiali e attività e di integrare i percorsi suggeriti con tutta quella serie di interventi diretti che costituiscono l’essenza della autentica relazione didattica (e umana) con l’allievo e che non possono trovare spazio in un libro, pur essendo irrinunciabili.

Patrizia Angeloni - Conservatorio di LatinaKOSMOS I – Rivolto a principianti in età infantile, è suddiviso in tre grandi sezioni (Creazioni I, Puzzle, Ritmi, Percorsi e Note). Vediamole, pur nella consapevolezza che in questa sede non tutto potrà essere motivato esaustivamente.

CREAZIONI I  Non troviamo note, né pentagrammi, ma una serie di consegne che l’insegnante userà per guidare una prima esplorazione della fisarmonica, nei suoi fondamentali tecnici, e in un primo contatto con il suono e i suoi parametri.
L’insegnante “racconta” ogni consegna all’allievo che in classe non avrà bisogno di leggerle; nel lavoro a casa potrà semplicemente ricordarle o, se in grado di leggere, rileggerle autonomamente, ritrovando i riferimenti della esperienza condotta in classe con l’insegnante ed, eventualmente, con altri allievi.

Perché consegne da ascoltare e non note da leggere?
È importante che il primo contatto con lo strumento avvenga attraverso un contatto diretto con il suono condotto sul piano sensomotorio, senza la mediazione della lettura – scrittura.

Di quali aspetti si occupano?
Le consegne guidano la scoperta dei fondamentali tecnici che via via verranno ripresi e sviluppati attraverso note, esercizi e piccoli pezzi nelle altre sezioni di questo primo libro e del secondo volume. I vari aspetti esplorati vengono proposti in ordine di priorità, ovvero incrociando sempre gli aspetti tecnici prioritari (uso del mantice, ad esempio) con gli aspetti sensoriali e musicali. Così si parte dalla ricerca sonora, esplorando durate e dinamiche e altezze del suono, sempre coinvolgendo la sfera uditiva, parallelamente all’orientamento sullo strumento, alla configurazione della geografia delle tastiere. Ecco quindi le Creazioni per il suono e per il mantice; per le dita e per l’orecchio, per le mani e per le tastiere, per le dita e per il corpo, per i caratteri.

Perché le consegne sono chiamate Creazioni?
Una formazione musicale corretta e coerente esige che ogni atto esecutivo, dal singolo esperimento con una sola nota, al repertorio concertistico più complesso, sia percepito e gestito nella sua autentica essenza: quella di espressione e comunicazione, traccia di una originale creazione personale e non come una esibizione di abilità a scopo dimostrativo e competitivo. Inoltre le neuroscienze ci mostrano che, anche quando eseguiamo un passo già studiato e consolidato, il nostro sistema nervoso gestisce questa azione come una nuova costruzione, come una nuova ricerca.
Quindi ogni esperienza deve essere vissuta come una ricerca in progress e una creazione personale. Si pongono così le basi di un sano rapporto con sé stessi, col proprio agire e con la musica, si contribuisce così a scongiurare l’ansia da prestazione che vede le sue radici in tempi e luoghi molto lontani dal palcoscenico. Nella fattispecie, le consegne chiedono spesso una piccola composizione estemporanea, per cui il termine Creazione è quanto mai adeguato.

Perché lavorare subito sull’orientamento e la geografia delle tastiere?
La padronanza tecnica delle tastiere dipende innanzi tutto da una consapevolezza sensoriale che metta in rapporto il movimento con lo spazio fisico delle tastiere e l’altezza dei suoni e allo stesso tempo ponga le basi per le articolazioni del suono e delle dita. Ogni strumentista sa che spesso gli errori dipendono da lacune di base in questo senso: ad esempio si passano ore a studiare la precisione di un salto da una nota all’altra o a tentare di “acchiappare” una certa nota posta in luogo sconosciuto per il nostro corpo, senza rendersi conto che tutto sarebbe più facile, sicuro ed immediato se si fosse sviluppata una padronanza di base dell’orientamento spaziale sulle tastiere.
Kosmos propone percorsi differenti per costruire e consolidare l’orientamento sulle tastiere: in Creazioni (voll. I e II), nel libro per l’Insegnante e nella organizzazione dei materiali musicali dei libri I, II, III.
Lavorare sul suono e sulla sua qualità non è troppo presto in età infantile?
Ormai è noto come la qualità del suono sia indispensabile alla funzionalità del sistema nervoso e come sia trainante per tutte le abilità tecniche dello strumentista. Posti questi principi, tutti gli aspetti sensoriali e sensomotori costituiscono la dimensione essenziale e prioritaria non solo per lo sviluppo delle abilità dei bambini, ma per la loro stessa vita e per tutti gli apprendimenti. Quindi il lavoro sul suono non può che essere prioritario, soprattutto quando, come nel caso di KOSMOS, viene proposto non come compito da eseguire passivamente ma come ricerca continua.

Quindi è necessario aver concluso tutta la sezione Creazioni prima di affrontare le sezioni successive?
Tutte le consegne di Creazioni sono pensate per esser utilizzati in diversi modi e momenti: sarà l’insegnante a decidere l’utilizzo ottimale. Nella concezione di Kosmos può essere utile lavorare esclusivamente alle Creazioni fino a che l’allievo non ha acquisito quella padronanza di fondo che gli permette di gestire il mantice e il suono, in un buon equilibrio con le dita sulle tastiere, seppur per pochi suoni. Kosmos (a pag. 25 del Libro per l’insegnante) consiglia poi di iniziare le due sezioni successive, anche contemporaneamente e tornare o completare Creazioni ricorsivamente, parallelamente allo studio delle altre sezioni.

Si noti come Kosmos II si apra con Creazioni II, che riprendono (le gestione della qualità del suono, tra l’altro, non si esaurisce mai nel tempo!), consolidano e approfondiscono i contenuti di Creazioni I.

Per ragioni di immediatezza comunicativa, Kosmos I e II, destinati ai giovanissimi, si esprimono in lingua italiana. La traduzione dei testi, in inglese, ad uso dei docenti che vorranno adattare il testo alle esigenze dei loro allievi, si trova nel Libro per l’insegnante. Kosmos III si esprime invece sia in inglese che in italiano.

Nel prossimo articolo conosceremo Puzzle, seconda sezione di Kosmos I.

 

Nessuna parte di questo articolo può essere riprodotta senza il preventivo assenso dell’autrice.

 

Angeloni Patrizia, 2018, KOSMOS per fisarmonica. Percorsi integrati per la prima formazione. 5 voll., Youcanprint.

KOSMOS I materiali e percorsi musicali per musicisti fino a 11 anni
KOSMOS II materiali e percorsi musicali per musicisti fino a 11 anni
KOSMOS III materiali e percorsi musicali per musicisti dagli 11 anni in poi.
KOSMOS IV repertorio dalla tradizione europea
KOSMOS Libro per l’insegnante

Su Amazon, Libreria Universitaria, Ibs, Feltrinelli, Mondadori

 

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Kosmos - Creazioni ICREAZIONI among the secrets of KOSMOS

As we have already seen in the previous article, KOSMOS considers the skills of the player in their objective substance: different elements, technical and musical, connected in network to each other, whose meaning and mastery depend on this indissoluble connection.

A certain didactic tradition wants all the components of the instrumentalist’s skills to be broken down into segments ordered from easy to difficult and from simple to complex, often separating those elements which in musical experience are absolutely inseparable and, if separated, would lose their sense and effectiveness (think for example of the separation of a crescendo, considered mechanically, from the linguistic and musical context from which it is born and of which it carries meaning).

Also the acquisitions of neuroscience have demonstrated what every musician already knows: for the human nervous system the musical experience is a systemic whole and in childhood it is a priority to orient the teaching methodology in this sense. Therefore it is necessary to identify the components of our competences (in our case the basic technical, specific for each instrument, and musical, common to all instruments, which the reader will find listed on p. 13 of the book for the teacher) and in selecting a series of musical materials, activities and educational paths that allow you to work on all the points of the network (also suggested by the book for the teacher).

It is therefore necessary to work on all the elements, or on a series of them, in a circular and recursive way: through different activities we return to work on the same elements, by varying the level of deepening and consolidation and so as to influence all aspects considered even when working on only one.

The methodological system of the whole Kosmos is based on this concept. The teacher is required to work freely, but also with the inevitable responsibility to select materials and activities and to integrate the suggested paths with all that series of direct pedagogical actions that constitute the essence of the authentic didactic (and human) relationship with the student and who cannot find space in a book, even if they are indispensable.

Patrizia Angeloni - Conservatorio di LatinaKOSMOS I – Aimed at beginners in childhood, is divided into three large sections (Creations I, Puzzles, rhythms, Paths and Notes). Let us see them, while being aware that not everything here can be fully explained.

CREAZIONI I (Creations I) – We do not find notes, nor staves, but a series of deliveries that the teacher will use to guide a first exploration of the accordion, in its technical basics, and in a first contact with the sound and its parameters.
The teacher“tells” and calls for a series of actions that guide the student’s searching to a dynamic knowledge. These actions does not need to read during the classroom activities; in the work at home the student will simply remember them or, if able to read them, read them independently, find the references of the experience conducted in class with the teacher and, possibly, with other students.

Why some calls for actions to listen to and no notes to read?
It is important that the first contact with the instrument takes place through a direct contact with the sound conducted on the sensomotor plane, without the mediation of reading –writing.

What’s Creazioni about?
The requested actions guide the discovery of the technical basics that will be gradually taken up and developed through notes, exercises and small pieces in the other sections of this first book and the second one. The various aspects explored are proposed in order of priority, always crossing the priority technical aspects (use of the bellows, for example) with the sensorial and musical aspects. So we start from the sound research, exploring durations, dynamics and pitch of sound, always involving the listening sphere, parallel to the orientation on the instrument, the configuration of the geography of keyboards. So, here are Creations for sound and for bellows; for fingers and ear, for hands and keyboards, for fingers and for body, for characters.

Why are actions called Creazioni? (Creations)?
A correct and coherent musical formation requires that every executive act, from the single experiment with a single note to the most complex concert repertoire, be perceived and managed in its authentic essence: that of expression and communication, trace of an original personal creation and not as an exhibition of skills for demonstrative and competitive purpose. Neuroscience also shows us that, even when we take a step already studied and consolidated, our nervous system manages this action as a new construction, as a new research.
So every experience must be lived as a research in progress and a personal creation. This is the basis for a healthy relationship with oneself, with one’s actions and with music, thus helping to avoid the performance anxiety that sees its roots in times and places very far from the stage. In this case, the requested actions often require a small extemporaneous composition, so the word Creation is very appropriate.

Why is it necessary to work immediately on the orientation and geography of keyboards?
The technical mastery of keyboards depends first of all on a sensory awareness that connects movement with the physical space of keyboards and the height of sounds and at the same time lays the foundations for the articulations of sound and some fingers. Every instrumentalist knows that errors often depend on basic gaps in this sense: for example, you spend hours studying the accuracy of a jump from one note to another or trying to “catch” a certain note placed in an “unknown” place for our body, without realizing that everything would be easier, safer and immediate if a basic mastery of spatial orientation had developed on keyboards.
Kosmos proposes different paths to build and consolidate the orientation on keyboards: in Creations (Books I, II), in the Teaching Book, and through theorganization of the musical materials in Books I, II, III.

Isn’t working on sound and its quality too early in childhood?
It is now known that sound quality is indispensable to the functionality of the nervous system and that it is driving for all the technical skills of the instrumentalist. Given these principles, all sensory and sensomotor aspects constitute the essential and priority dimension not only for the development of children’s abilities, but for their own lives and for all learning. Therefore sound work can only be a priority, especially when, as in the case of KOSMOS, it is proposed not as a task to be performed passively but as a continuous search.

So it is necessary to have completed the entire Creations section before facing the following sections?
All actions requested by Creazioni are designed to be used in different ways and times: the teacher will decide the optimal use. In the concept of Kosmos it can be useful to work exclusively to the Creazioni until the student has acquired the background mastery that allows him to manage the bellows and the sound, in a good balance with the fingers on the keyboards, even for a few sounds. Kosmos (at Teaching Book, p. 25) recommends to start from the next two sections, also at the same time, and to return or complete Creazioni recursively, in parallel with the study of the other sections.
Note how Kosmos II opens with Creazioni II, which take over (sound quality searching, by the way, never ends!), consolidate and deepen the contents of Creazioni I.

For reasons of communicative immediacy, Kosmos I and II, intended for young people, are expressed in Italian. The translation of the texts, in English, for the use of teachers who want to adapt the text to the needs of their students, can be found in the Teaching book. Kosmos III is expressed both in English and in Italian.

In the next article we will meet Puzzle, the second section of Kosmos I.

 

No part of this article may be reproduced without the prior consent of the author.

 

The collection:

Angeloni Patrizia, 2018, KOSMOS per fisarmonica. Percorsi integrati per la prima formazione. 5 voll., Youcanprint. (KOSMOS For accordion. Integrated instrumental training)
KOSMOS I musical material and training plan for musicians up to 11 years old
KOSMOS II musical material and training plan for musicians up to 11 years old
KOSMOS III musical material and training plan for musicians from 11 years old onwards
KOSMOS IV traditional european repertoire
KOSMOS teaching book

On-line stores: Amazon, Libreria Universitaria, Ibs, Feltrinelli, Mondadori, Youcanprint