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Festival dei 2Mondi: tavola rotonda dal titolo “Investire in cultura”

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INVESTIRE IN CULTURA. PERCHÈ?
Conservare, valorizzare e gestire il patrimonio artistico italiano

 

Investire in cultura - Festival dei 2mondi 2014Inserito nella programmazione del Festival dei 2Mondi la tavola rotonda dal titolo “Investire in cultura. Perché?” Ha rappresentato un interessante momento di scambio tra esimi esperti coinvolti, con modalità e compiti differenti, nello sviluppo e nella tutela del nostro patrimonio culturale.

Moderatore dei lavori Marco Carminati – Capo servizio Sole 24Ore Domenica – che introdotto la partecipazione del Sindaco di Spoleto Fabrizio Cardarelli e dal Direttore Artistico del Festival Giorgio Ferrara, i quali hanno sottolineato l’importanza di sostenere, sia a livello privato che pubblico, lo sviluppo della cultura nelle sue varie forme e mettendo in evidenza quale grande importanza rivesta il trasmettere questo valore alle nuove generazioni: insegnare il valore della cultura partendo dalle scuole.

<Parlare di Cultura in Italia significa tenere in considerazione un patrimonio artistico unico: il nostro Paese è un Museo diffuso che deve essere conservato, valorizzato e gestito> questo il pensiero fondante di Luciano Barsotti – Presidente Consulta regionale delle fondazioni bancarie – ha evidenziato, invece, come è inutile dire come tutto questo necessiti di cospicue risorse economiche. A questo proposito è fondamentale la pianificazione congiunta da parte delle istituzioni pubbliche e del settore privato, in modo particolare delle Fondazioni Bancarie (privato sociale). A questo proposito Barsotti porta l’esempio di “Funder35”, fondo per l’impresa culturale giovanile (età media richiesta inferiore a 35 anni) promosso da 10 Fondazioni aventi come capofila la Cariplo. Il fondo ha contribuito a sostenere lo sviluppo di decine di imprese nonprofit di natura privata ed operanti nei territori di riferimento delle Fondazioni aderenti.

Marco Martani – sceneggiatore, regista e produttore della società Wildside – ha affrontato il tema approfondendo l’aspetto cinematografico e vedendolo dal punto di vista imprenditoriale. Egli ha sottolineato come, ad oggi, siano solo 3 o 4 soggetti a produrre film e come le imprese virtuose siano quelle più lungimiranti che, dando un grosso contributo alla sopravvivenza del Cinema, reinvestono gli utili in altri progetti cinematografici i quali, pur rappresentando un rischio dal punto di vista imprenditoriale possono fruttare dei cospicui guadagni: anche fino al 300% dell’investimento. A questo proposito, Martani ha citato il caso della pellicola “Notte prima degli esami”, film con budget limitato, alla quali in pochi credevano e che ha invece riscosso un enorme successo, facendo riscontrare circa 12 mln di euro di incassi al botteghino a fronte dei 2 mln investiti per produrlo.

A destare interesse l’intervento di Michele Trimarchi – docente di Cultural Economics presso l’Università di Bologna “Alter Mater Studiorum” – il quale ha posto un argomento che dovrebbe essere il caposaldo del tema trattato: investire nella cultura è fondamentale semplicemente perché il patrimonio culturale appartiene a tutti e come tale il suo sostentamento dovrebbe essere partecipato e partecipativo. La cultura, oltre ad essere sostentata, diventa essa stessa una leva di business importante, nel momento in cui è in grado di attivare il mercato, quindi attivare dei fondi e consentire che si investa nel capitale umano ed urbano. Oggi, ha concluso Trimarchi, ci troviamo di fronte ad un nuovo Medio Evo, inteso come momento in cui dare una spinta allo sviluppo della Società e con essa delle varie forme culturali. Al contrario degli amanuensi che raccoglievano e riproducevano appunto manualmente le opere del tempo, il nuovo Medio Evo è multimediale e consente una più veloce ed ampia diffusione della cultura. <Ricordiamo> – ha concluso – <che senza il Medioevo non ci sarebbero stati né Rinascimento né Umanesimo>.

 

Foto di AGF/Kim Mariani

Autore: Gianluca Bibiani

Gianluca Bibiani ha scritto 1108 articoli.



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