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iWorld: le musiche attuali incantano il pubblico dell’Auditorium

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iWorldLo abbiamo annunciato più volte perché il progetto ha il merito di sollevare le musiche popolari a un livello senza dubbio più alto rispetto a quello tradizionale. Ma soprattutto perché ha portato all’attenzione del grande pubblico il lavoro e le intenzioni programmatiche di tanti soggetti che operano in un ambito tradizionalmente di nicchia. Si tratta di “iWorld. Rassegna di musiche attuali”, una due giorni di incontri e concerti organizzata – secondo la formula dell’intrattenimento e dell’approfondimento – all’Auditorium Parco della Musica e al MUSA, il museo degli strumenti musicali dell’Accademia di Santa Cecilia. Come è evidente, i luoghi che hanno accolto la manifestazione sono i luoghi più importanti per la musica nel nostro paese. Il primo perché è da anni la cornice per artisti di livello internazionale, che si esibiscono negli splendidi spazi progettati da Renzo Piano, nel quadro di una programmazione serrata, e di altissimo profilo qualitativo, orientata dalla Fondazione Musica per Roma. Il secondo perché rappresenta il punto di convergenza degli studi sulle musiche di tradizione orale delle regioni italiane, nel quale hanno trovato sistemazione gli archivi e, finalmente, hanno trovato uno spazio, configurato come luogo di confronto, i soggetti che lavorano nel settore. Gli organizzatori della rassegna hanno (tra le altre cose) voluto promuovere anche questa forma di comunicazione, questa necessaria connessione tra la ricerca e lo spettacolo, tra la promozione e lo studio, l’economia musicale, il mercato discografico e l’interpretazione e la riproposta dei repertori di tradizione orale. Il capofila di questo progetto è iCompany, una giovane società (che con “iWorld” ha festeggiato il primo anno di attività) che si occupa di discografia, concerti, organizzazione di eventi e che, tra le attività più lusinghiere che può vantare, cura dall’anno scorso la programmazione del concerto del primo maggio di Piazza San Giovanni a Roma. Gli artisti che si sono esibiti alla Sala Petrassi nelle serate di venerdì 5 e sabato 6 febbraio sono stati selezionati con cura tra quelli in grado di rappresentare alcune delle migliori musiche popolari del nostro paese, da un lato, e che hanno maturato una visione coerente di elaborazione e trasformazione dei codici più riconoscibili delle tradizioni espressive delle loro aree di provenienza. La serata di venerdì – presentata e condotta da Valerio Corzani, voce storica di Radio Tre e musicista con alcune tra le formazioni più interessanti della nostra recente storia musicale indipendente, come Mau Mau e Mazapegul – è stata inaugurata da Giuliano Gabriele, vincitore del Premio Andrea Parodi 2015. Il musicista laziale ha proposto un set pieno di belle idee, orientato da brani popolari e originali, accompagnato da una band formata da batteria, violino e lira, chitarra, basso elettrico e percussioni tradizionali. Ha seguito lo spettacolo del Canzoniere Grecanico Salentino, band salentina tra le più conosciute all’estero, che ha ricevuto il premio  “Blogfoolk Choice/M.E.I.” come miglior disco dell’anno world music per l’album “Quaranta”, consegnato allo storico gruppo (fondato da Rina Durante nel 1975) direttamente da Salvatore Esposito e Ciro De Rosa, rispettivamente direttore editoriale e direttore responsabile di Blogfoolk. La parte conclusiva del set è stata affidata alla roboante performance dei Tarantolati di Tricarico. La serata di sabato ha invece visto alternarsi sul palco della Petrassi la cantante italo-greca Marina Mulopulos, Mimmo Cavallaro e l’Orchestra di Piazza Vittorio. Quest’ultima, in particolare, è riuscita a sintetizzare una buona parte dello spirito della manifestazione, che può essere riflesso, senza forzature, nell’incontro e nella sperimentazione extra culturale di espressioni musicali di diverse provenienze. Come detto, lo spettacolo è stato integrato con l’approfondimento. Di questa integrazione si sono occupati Blogfoolk – la testata giornalistica più coerente e strutturata in Italia nell’ambito della musica world – e Squilibri, l’editore delle musiche popolari e degli studi sia storici che contemporanei su di esse. Gli incontri si sono svolti al MUSA (nella sala alla quale si accede dopo lo splendido museo degli strumenti) sulla base di un principio efficacissimo, che può essere così schematizzato: guardiamo alle musiche popolari di ieri e analizziamo, studiamo, registriamo, diffondiamo, trasformiamo le musiche popolari di oggi. D’altronde attraverso la scelta dell’aggettivo “attuali” inserito nel titolo della rassegna si è voluto dare anche un segno definitivo sull’orientamento di tanti studi e intenzioni interpretative. Vale a dire, innanzitutto, la volontà di superare un dualismo, non solo formale, che irrigidisce gli stessi repertori: quello cioè tra tradizione e innovazione. E poi la necessità di percepire queste forme musicali come contemporanee e alla stregua delle espressioni più diffuse. Le quali, a ben vedere, rispondono spesso, se non agli stessi, a molte dinamiche che interessano le musiche popolari. Questo è uno dei dati emersi più nettamente dagli incontri pomeridiani di venerdì e sabato. Da un lato attraverso la compresenza, attorno allo stesso tavolo, di studiosi, giornalisti e musicisti. Dall’altro attraverso le performance di artisti straordinari, come la cantante e ricercatrice francese Sylvie Genovese che ha presentato il suo nuovo album “Corde Migranti”, e del polistrumentista e cantautore molisano Giuseppe “Spedino” Moffa, accompagnato da Alessandro D’Alessandro all’organetto e da Gian Michele Montanaro al tamburo a cornice. Dall’altro lato attraverso due incontri. Il primo incentrato sulla presentazione del volume, edito da Squilibri,  “Musiche Tradizionali dell’Umbria. Le registrazioni di Diego Carpitella e Tullio Seppilli (1956)”, alla quale hanno partecipato Piero G. Arcangeli – autore insieme a Valentino Paparelli –, Lucilla Galeazzi, Sandro Portelli e Maurizio Agamennone. Il secondo incontro si è svolto nel pomeriggio di sabato sul tema “Dalle registrazioni storiche alle musiche attuali”. Ne hanno discusso Vincenzo Santoro, Maurizio Agamennone, Valerio Corzani, Ciro De Rosa e Salvatore Esposito.

Autore: Daniele Cestellini

Daniele Cestellini ha scritto 752 articoli.

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