Le recensioni di S&M: EVANSIANA – McCandless – Taylor – Balducci – Rabbia

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EVANSIANA

McCandless – Taylor – Balducci – Rabbia

Etichetta discografica: Dodicilune Edizioni Musicali e Discografiche

Anno produzione: 2017

di Stefano Dentice

 

Evansiana30 anni di carriera stellare, terminata purtroppo prematuramente a causa di una morte dovuta a una vita sregolata, piena di eccessi. In questo arco temporale, una pletora di intramontabili perle compositive che hanno segnato un’epoca. Evansiana è la nuova realizzazione discografica firmata da Paul McCandless (sax soprano, oboe e clarinetto basso), John Taylor (pianoforte), Pierluigi Balducci (basso) e Michele Rabbia (batteria e percussioni) dedicata con amore viscerale a Bill Evans, uno tra i più rappresentativi pianisti jazz e compositore mai esistiti, preclaro esempio di espressività poetica tradotta sugli ottantotto tasti del piano.  I dieci brani che formano la tracklist sono opera di Evans, eccezion fatta per Some Other Time (Leonard Bernstein, Betty Comden e Adolph Green), Sweet Dulcinea Blue (Kenny Wheeler) e Blue In Green (Miles Davis). Il caracollante andamento ternario di Very Early sortisce un effetto medicamentoso per l’anima. L’eloquio di McCandless è luminoso, snocciolato con naturalezza comunicativa. Taylor dà vita a un discorso improvvisativo adamantino, gioioso. Il solo cesellato da Balducci è intenso, adornato da una sopraffina cantabilità. Il climax di B Winor Waltz (For Ellaine) è romantico e toccante. Qui John Taylor si esprime con una carica emotiva estasiante, impreziosita da una lodevole leggiadria nel tocco. L’incedere del bassista è denso di pathos narrativo. Children Play Song è una composizione solare. Il playing del pianista è accattivante, imperlato da un velato bluesy mood. Evansiana è un album che non presenta nemmeno lontanamente i connotati del semplice tributo, bensì è un pregevole lavoro nel quale i quattro valenti musicisti scavano a fondo nei meandri della musica di Bill Evans per evocare, in modo del tutto personale, l’illuminante sensibilità artistica del compianto jazzista statunitense.

 

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