Fisarmonica
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L’esperienza e la passione. Intervista al fisarmonicista Kimmo Mattila

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Kimmo Marcel EtcKimmo Mattila è un personaggio chiave nello scenario internazionale della fisarmonica. Si è diplomato alla Sibelius Academy di Helsinki – l’unica università musicale in Finlandia e una delle più importanti in Europa – per poi intraprendere una prolifica carriera come musicista, arrangiatore, insegnante, editore, direttore di festival internazionali. In quest’ultimo ambito ricordiamo il suo impegno come direttore del festival Sata-Häme Soi di Ikaalinen, ruolo che ha ricoperto per ventisette anni. Ha assunto anche cariche importanti nelle organizzazioni internazionali che promuovono la fisarmonica in tutto il mondo: segretario generale della Confédération Internationale des Accordéonistes (CIA), presidente della Finnish Accordion Association e direttore del Finnish Accordion Institute. Alcuni anni fa ha pubblicato “Accordion ABC”, un manuale in quattro volumi rivolto ai principianti, mentre sul piano concertistico è attualmente impegnato in duo con la violista Aino Ojakoski, con la quale ha pubblicato un CD dove sono confluiti molti brani della tradizione musicale finlandese.

Quando hai iniziato a suonare il tuo strumento e perché?

Quando ho iniziato a studiare la fisarmonica avevo otto anni, ma prima avevo fatto alcuni tentativi a casa per conto mio. A casa avevamo una piccola fisarmonica a piano e i miei fratelli più grandi la suonavano spesso. Non avevano competenze musicali, ma si applicavano e ci dedicavano molto tempo. La musica era presente in famiglia e, soprattutto, i miei genitori erano ben disposti e pronti a comprare nuovi strumenti e a supportare questa passione. Questo fa loro onore, perché la situazione economica non era facile. Vivevamo in una piccola cittadina (che era più un paese) di nome Eura, dove la maggior parte degli abitanti lavoravano presso una grande cartiera. Per questo nella mia infanzia non ho avuto grandi possibilità di formarmi musicalmente, ma l’entusiasmo non mi ha mai lasciato ed ha sempre rappresentato una grande forza. Da bambino ho suonato anche flauto diritto e corno inglese, ma la fisarmonica ha infine vinto su tutti.

Ci puoi parlare del tuo periodo di formazione e delle tue esperienze nel campo della didattica musicale?

Ricordo chiaramente quanto fosse difficile, negli anni della mia adolescenza, ricevere un’educazione qualificata. Vivevamo lontani da Helsinki e, insieme a mio padre, ogni due settimane raggiungevo la scuola privata di fisarmonica di Lasse Pihlajamaa.

Pihlajamaa (1916-2007) è stato uno dei fisarmonicisti più importanti in Finlandia. Compositore, insegnante e artista, la sua influenza era molto forte e nella sua scuola ho incontrato molti altri studenti, che ora – a distanza di molti anni – sono miei colleghi.

Dopo il diploma di scuola superiore e il servizio militare (che in Finlandia è obbligatorio) ho proseguito gli studi e nel 1979 mi sono iscritto all’Accademia Sibelius, che è l’università della musica di Helsinki. La fisarmonica classica era stata appena accettata all’Accademia e io sono stato uno dei primi studenti iscritti al corso. Il professor Matti Rantanen ha creato una delle classi di fisarmonica più famose dell’Accademia e io ho avuto il privilegio di farne parte. Da un punto di vista musicale, le nuove relazioni che si sono create all’Accademia sono state per me una rivoluzione: improvvisamente è stato possibile ascoltare musica classica e contemporanea, andare ai concerti ogni sera, incontrare musicisti famosi, ascoltare orchestre sinfoniche, musica da camera, e anche incontrare compositori famosi nella caffetteria dell’Accademia. Ai miei occhi si era finalmente aperto il mondo musicale e per me è stata un’esperienza indimenticabile.

Credo che sia molto importante studiare e praticare, ma credo che lo sia altrettanto far parte di un circuito sociale dove si possono incontrare persone, parlare con loro e valutare le possibili influenze che si possono ricevere. Oggi lo chiamiamo “networking”, ma quella parola non era in uso nel 1980. I contatti internazionali non erano molto comuni in quel periodo, ma siamo andati a Copenhagen per Mogens Ellegaard, abbiamo invitato artisti russi come Friedrich Lips e Viatcheslav Semionov in Finlandia, siamo riusciti ad organizzare diversi viaggi nell’ex DDR, e abbiamo incontrato a Klingenthal tutto il mondo della fisarmonica internazionale.

Dopo diversi anni mi sono laureato e ho lasciato l’Academy. La mia “educazione” era stata approvata ed ero, quindi, pronto a iniziare, da solo, la mia carriera professionale.

Dopo gli studi ho svolto attività di insegnamento in varie scuole di musica, a Turku, Hyvinkää e Kankaanpää, ma ben presto mi sono sistemato nella mia città natale Ikaalinen.

A tuo parere la fisarmonica è più uno strumento classico o contemporaneo?

A mio parere la fisarmonica ha una posizione eccezionale nel mondo musicale. Ha una storia molto interessante, una caratterizzazione nazionale molto forte in alcuni stili musicali, e da almeno cinquanta anni una posizione importante nella musica contemporanea. In qualità di direttore artistico di festival ho avuto la possibilità di lavorare con varie “facce” della fisarmonica, sia tradizionali che contemporanee. Devo dire che il potere della fisarmonica è nella sua tradizione e nella storia variegata che la interessa, perché senza la “roba vecchia”, i vecchi repertori ma anche i vecchi ruoli che le sono stati assegnati, la fisarmonica non avrebbe mai potuto svilupparsi come uno strumento moderno, che oggi offre nuove possibilità musicali ai compositori e agli artisti. Le nuove generazioni non devono mai dimenticare le loro radici o trascurare il loro passato. Per il bene futuro della fisarmonica è assolutamente necessario mantenere fresche e vive tutte quelle “facce musicali”. Sappiamo bene che le sezioni classiche/contemporanee spesso odiano la musica da ballo tradizionale o la musica folk e – viceversa – gli amanti del folk non sempre apprezzano la musica moderna o non comprendono alcune forme di evoluzione musicale. Ma la fisarmonica come strumento musicale ha bisogno di tutti questi riferimenti!

Cosa ne pensi della versione elettronica della fisarmonica? Può in qualche modo comunicare con l’acustica oppure rimane uno strumento del tutto indipendente?

In qualità di membro delle giurie di molti concorsi ho ascoltato molto spesso la fisarmonica digitale e mi è capitato anche di seguire diversi concerti eseguiti con questo strumento. Ricordo, in particolare, il primo concorso internazionale Roland di qualche anno fa. Facevo parte della giuria, i suonatori non sapevano cosa fare con questo nuovo strumento, ma negli anni successivi i programmi musicali si sono sviluppati rapidamente e hanno fatto dei passi in avanti importanti. I musicisti di talento hanno creato qualcosa di completamente nuovo utilizzando la tecnologia moderna e inventando nuovi modi e nuove applicazioni. Ma alla fine i migliori “fisarmonicisti digitali” hanno un background di alta formazione musicale, conoscono il repertorio classico e posseggono un’ottima tecnica senza alcun limite. Credo che questo sia molto importante quando si scrive musica nuova con la fisarmonica digitale. Senza conoscenze musicali e buon gusto è impossibile creare qualcosa di sensato con la fisarmonica digitale. Ammiro sinceramente, per esempio, Ludovic Beyer, che è in assoluto uno dei migliori fisarmonicisti jazz del mondo. Indipendentemente che suoni uno strumento acustico o uno elettrico, è sempre a un livello superiore!

A mio parere la fisarmonica digitale non è solo un nuovo formato della fisarmonica, è piuttosto uno strumento completamente nuovo, che richiede un nuovo repertorio originale, appositamente composto o arrangiato. Sappiamo che nel 1900 la musica elettronica si è sviluppata fortemente e molti famosi compositori si sono dedicati a questa avanguardia creando pezzi celebri. Possiamo solo immaginare cosa avrebbe composto Karlheinz Stockhausen se avesse avuto per le mani una fisarmonica digitale moderna…

Puoi parlarci dei progetti a cui stai lavorando?

Sono stato direttore artistico del Sata-Häme Soi festival di Ikaalinen per ventisette anni continuativi. Mi sono occupato della pianificazione dei programmi, di invitare gli artisti, di organizzare il passaggio dei vari eventi in trasmissioni in diretta TV, ecc. Poi, nel 2013, ho deciso di prendermi due anni di pausa da questo impegno. Per il 2015 ho due opzioni: tornare a lavorare per il festival, oppure consegnare le dimissioni definitivamente. Vediamo…

Tuttavia, il festival è stata solo una parte delle mie occupazioni, perché il Finnish Accordion Institute e la Finnish Accordion Association sono ancora il mio lavoro principale. L’Istituto vanta una grande collezione musicale, un museo della fisarmonica e molte pubblicazioni. Il suo scopo è quello di raccogliere e promuovere la cultura fisarmonicistica finlandese in generale. Sono stato il presidente della Finnish Accordion Association per 17 anni e continuerò con questo mandato fino alla fine del 2016. L’Associazione è composta da circa 4000 membri in tutto il paese, tra cui 60 associazioni, ed è quindi una grande struttura che necessita di grande impegno e lavoro. Pubblichiamo una rivista, Hanuri, ogni 3 mesi per tutti i membri.

Il centro di fisarmonica di Ikaalinen (una piccola città di solo 7500 persone) è il luogo ideale per lavorare. Siamo cinque persone che lavorano a tempo pieno per le attività legate alla fisarmonica: uno per l’ufficio, uno per l’informazione, la rivista e la grafica, due per il festival estivo e uno per gli affari musicali e la gestione generale.

Alcuni anni fa ho pubblicato un metodo, Accordion ABC, che consta di quattro libri. È scritto in lingua finlandese ed è stato pubblicato soprattutto per i principianti di qualsiasi età. Può essere utilizzato almeno per 2-3 anni. Ora sto pensando di compilare un’integrazione.

Le attività e i progetti internazionali sono stati una parte molto importante del mio lavoro. Dal 2006 sono stato il Segretario Generale della Confédération Internationale des Accordéonistes (CIA), che è una organizzazione a livello mondiale. Abbiamo iniziato alcuni anni fa a organizzare gli archivi per la CIA, e quel materiale si trova nel centro di fisarmonica di Ikaalinen. A mio parere la CIA si è sviluppata molto negli ultimi anni, ma dobbiamo ancora riuscire a far entrare molti paesi come membri. Vedo chiaramente che questo tipo di organizzazione può aiutare i giovani musicisti a creare una vasta rete di professionisti in tutto il mondo, e questo può aiutare la loro carriera. Vincere una competizione – come la Coupe Mondiale – è un meraviglioso successo, ma alla fine non è essenziale. Più che vincere il primo premio è importante incontrare persone, creare contatti, ascoltare nuova musica e ottenere nuove influenze culturali provenienti da diverse parti del mondo. Penso che questo sia l’aspetto più importante di qualsiasi organizzazione internazionale.

Il concorso internazionale Coupe Mondiale si volgerà il prossimo anno (2015) a Turku, in Finlandia. La Finnish Accordion Association sarà il soggetto ospitante e questo mi terrà occupato per i prossimi 18 mesi. E ancora una volta, è così interessante organizzare questo famoso concorso, perché allo stesso tempo possiamo mostrare agli ospiti l’atmosfera finlandese, il nostro modo di vivere, la natura bellissima e parte del nostro “esotismo settentrionale”.

Puoi parlarci della tua attività dell’ambito concertistico e compositivo?

La mia formazione musicale presso la Music Academy è stata di tipo classico e contemporaneo, ma ho anche suonato molti stili folk e musica tradizionale finlandese. Credo che questo tipo di formazione sia stato molto utile nel mio lavoro di direttore di festival, soprattutto perché mi ha dato gli strumenti per avere una visione più ampia della musica e dei vari generi. Non ho mai fatto una grande carriera concertistica, ma ho suonato in molti paesi. Anche a L’Avana, Cuba, che è uno dei luoghi più affascinanti che abbia mai visto! La musica può aprire delle porte in modi inaspettati!

Alcuni anni fa ho iniziato a suonare in duo con la violista Aino Ojakoski. Questo duo è stato una combinazione musicalmente eccellente. La viola e la fisarmonica creano insieme un nuovo suono, nuovi colori, e aprono buone possibilità anche sul piano degli arrangiamenti. È più comune suonare con il violino, ma la viola è musicalmente molto più interessante. Abbiamo realizzato un CD con musica prevalentemente finlandese, come tanghi tradizionali e moderni e brani dell’epoca romantica.

Mi chiedi anche di parlare delle mie composizioni, ma devo dire che non ho mai scritto qualcosa di particolarmente notevole, solo alcuni piccoli pezzi. Penso che sia meglio lasciare tutto quel lavoro ai compositori professionisti. Tuttavia ho scritto molti arrangiamenti per fisarmoniche, per piccole orchestre e diverse formazioni, e recentemente soprattutto per fisarmonica e viola.

Autore: Daniele Cestellini

Daniele Cestellini ha scritto 752 articoli.

Questo post è disponibile anche in: Inglese



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