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Nikola Pekovic e la grande tradizione della fisarmonica in Serbia

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Nikola PekovicNikola Pekovic nasce il 23 Dicembre del 1991 a Kraljevo in Serbia. Durante i primi due anni di scuola superiore frequenta la “Stevan Mokranjac” di Kraljevo nella classe del Prof. Marija Vukicevic e, nello stesso istituto, è stato eletto miglior studente dell’anno scolastico 2005/2006. Nel terzo e quarto anno della scuola secondaria di musica (“Dr Miloje Milojevic” a Kragujevac), così come durante gli studi universitari frequenta  la FU a Nis, Dipartimento dello Spettacolo-Fisarmonica nella classe del Maestro Miljan Bjeletic, mettendo in evidenza tutto il suo talento e laureandosi con una media totale di 9,50.

Nel Giugno del 2008 si è esibito durante l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, tenutasi a Strasburgo, in qualità di rappresentante della Gioventù Musicale serba. L’evento comprendeva una mostra organizzata dalla Missione Permanente della Repubblica di Serbia in occasione dell’adozione della Convenzione Europea per la salvaguardia dei mestieri antichi e delle tradizioni.

Ha iniziato a insegnare fisarmonica presso la FU di Nis come assistente nel Febbraio del 2014.

Nell’ultimo decennio è stato particolarmente attivo sulla scena concertistica come solista e musicista da camera in Serbia, Montenegro, Slovacchia, Italia, Germania, Ucraina, Lituania, Lettonia, Grecia, Francia, Portogallo, Spagna, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Canada, Bulgaria, Slovenia, Cina, Belgio e Russia.

 

 

Tra i migliori fisarmonicisti di tutta la Serbia, Nikola Pekovic può già vantare la carica di Professore presso la Facoltà di Arti di Nis (Serbia). Com’è stato il tuo percorso di studi? Come ti senti a essere un docente, anche se sei molto giovane?

Ho avuto la fortuna di studiare con la professoressa Marija Vukicevic da ragazzo, un insegnante che anche nel suo tempo libero si prodigava per migliorare le mie competenze. Successivamente mi sono trasferito a Kragujevac e ho continuato le lezioni con il Professor Miljan Bjeletic. Il Maestro ha influito notevolmente sulla mia maturazione artistica portandomi a conseguire risultati importanti anche in ambito internazionale. Lo sforzo è stato molto grande per arrivare a essere il musicista che sono e ora provo a trasmettere alle nuove leve le conoscenze che ho acquisito. Oltre che alla mia famiglia e a me stesso, a questi insegnanti devo una gran parte del mio successo.

Un’altra figura determinante per la mia “consacrazione internazionale” è stato il Preside della Facoltà di Arti in Nis, Suzana Kostic. Il supporto che il Maestro Suzana mi ha dato fin dall’inizio è stato grandissimo. La sua energia e la sua dedizione hanno contribuito alla crescita della Facoltà come  istituzione e alla maturazione degli studenti, che lavorano ogni giorno duramente per migliorare le loro perfomances. Sono fiero di poter rappresentare al meglio la Serbia, l’Istituto e me stesso in giro per il mondo.

Io sono il Docente più giovane in Facoltà e questo comporta una grande responsabilità. Mi piace lavorare con gli studenti che si applicano e sono sempre disponibile a fare qualche ora di lezione in più se loro lo desiderano. I ragazzi studiano per avere più conoscenze possibili, per poi trasmetterle di generazione in generazione. Questo tipo di lavoro richiede, inoltre, molta pazienza perché non tutti gli allievi hanno la stessa predisposizione a mettere in pratica quello che vogliono, pertanto è necessario spiegargli come utilizzare al meglio le loro emozioni per interpretare ciò che i compositori hanno scritto.

Com’è vista la fisarmonica in Serbia? Hai trovato differenze con gli altri Paesi che hai visitato?

In Serbia la fisarmonica è molto conosciuta grazie soprattutto alla musica folk e da qui nasce la difficoltà, per noi professionisti, di accettare il fatto che non sia molto considerata come strumento classico. Nonostante ciò, le persone che ascoltano brani di musica classica eseguiti con la fisarmonica, e mi riferisco principalmente agli altri artisti, restano affascinati dalle sue molteplici possibilità espressive. Si tratta, indubbiamente, di uno strumento pressoché unico, perché ti dà la possibilità di eseguire qualsiasi trascrizione o brano originale e il pubblico che presenzia i concerti rimane spesso stupito dalla sua grande verstilità.

In Serbia gli abitanti hanno molti problemi nella vita quotidiana, ed è per loro molto meno impegnativo distrarsi con la musica folk piuttosto che con i grandi successi di musica classica. Spero ardentemente che il futuro sarà diverso e che fin quando continuerò a studiare e a suonare, il pubblico potrà apprezzare la musica che sta nascendo oggi e che saremo ricordati anche dalle generazioni successive. Ho partecipato a moltissimi concorsi, ho tenuto numerosi concerti e credo che ora mi debba impegnare considerevolmente per promuovere i brani che i compositori serbi stanno scrivendo per fisarmonica, dando così un significativo contributo allo sviluppo della musica classica nel mio Paese. Allo stato attuale non ce ne sono molti, ma farò del mio meglio per avere più collaborazioni possibili.

Ci sono differenze sostanziali tra la Serbia e gli altri stati. Come ho già detto le abitudini musicali sono notevolmente influenzate dalle condizioni e dallo stile di vita di un Paese. Militanza e sopravvivenza sono le prerogative fondamentali della mia terra di origine in virtù delle gravi ingiustizie subite, e questo ci rende diversi dalle altre popolazioni.

Quale repertorio hai studiato principalmente e quale/i vorresti scoprire?

Ad essere sinceri non ho un compositore che prediligo rispetto agli altri e l’ho dimostrato anche nella realizzazione del mio CD dove ho eseguito brani di vario genere e stile.

Bach, Rameau, Scarlatti, Sibelius, Olsen, Bonakov, Vlasov, Kusjakov, Semionov. Questi sono i compositori delle tracce pubblicate dalla Facoltà di Arti e che si possono ascoltare sul mio disco. Ho voluto che questo CD contenesse tutte le più importanti ere musicali. L’accento è posto sui lavori originali, perché esigo che la fisarmonica trovi la sua collocazione di diritto in mezzo agli altri strumenti accademici ed è interessante constatare che la musica di diversi periodi possa essere eseguita agevolmente senza preclusione alcuna. Valse Triste di Sibelius ne è un esempio, la quale trascrizione è stata scritta dal Prof. Bjeletic. A proposito del M° Bjeletic… La realizzazione di questo CD sarebbe stata impossibile senza il suo fondamentale supporto e proprio questa pubblicazione può considerarsi il coronamento del nostro duro lavoro, pensate  che  questo CD è stato il primo CD di fisarmonica dopo 10 anni. Non avrei mai potuto vincere concorsi importanti come “Trofeo Mondiale” e la “Coupe Mondiale” senza l’aiuto del M°Bjeletic.

Innumerevoli sono le tue vittorie in vari concorsi. Come pensi ti abbiano influenzato? Credi sia importante farne molti?

Nikola PekovicHo partecipato a circa 50 concorsi e per ognuno di essi c’è un posto speciale nel mio cuore. “I got Talent” è il TV show che ha cambiato la mia vita in molti aspetti, ma oltre a questo reality vorrei menzionare il Trofeo Mondiale, la Coupe Mondiale, il Concorso Internazionale di Klingenthal e quello di Castelfidardo. Per poter partecipare a questi appuntamenti e per esseri al pari degli altri partecipanti è richiesto un lungo percorso di studio giornaliero per molti mesi.

I concorsi mi hanno aiutato ad affermarmi nel mondo della musica e a crearmi una solida base per i miei progetti futuri. Non credo che un concorso ti renda il migliore nel mondo musicale, è solamente un test pubblico della tua conoscenza, un modo per comparare le tue competenze con quelle di altri artisti e di interagire con gli altri ragazzi, un’esperienza che ti consente di capire il loro modo di suonare e di fare musica. In qualche concorso che vinci hai poi l’opportunità di esibirti in concerti da solista e questo può generare nuove opportunità.

La Serbia è la “casa” di molti grandi fisarmonicisti e musicisti come abbiamo potuto vedere negli ultimi 20 anni. Qual è la caratteristica fondamentale della vostra didattica?

La scuola fisarmonicistica serba alla quale appartengo è un mix di quella dell’est e quella europea. All’inizio c’era solamente la scuola russa che fu portata in Serbia dal Professor Radomir Tomic, ma oggi la didattica è cambiata e si muove in diverse direzioni. Credo che i fisarmonicisti non possano ancora essere paragonati agli altri strumentisti perché non abbiamo istituzioni secolari come i pianisti o i violinisti, ma ci sono solo da pochi anni.

I metodi basilari in Serbia sono perseveranza e dedizione. Abbiamo molti talenti che a causa di mancanza di fondi non studiano più musica classica. Tantissimi laureati nel nostro paese non suonano la fisarmonica, il che è sconvolgente. Negli ultimi anni, però, le cose stanno cambiando perché i giovani hanno capito che si può fare di più… insieme!

Quali sono i tuoi piani per il futuro?

Lavorare con gli studenti, pubblicare altre registrazioni, promuovere il mio CD e quello registrato con mia sorella per la TV Nazionale serba e suonare brani scritti per me. Se riuscirò a trovare i fondi per The Royal Academy of London, dove ho già passato l’esame d’ammissione, promuoverò la fisarmonica attraverso studi scientifici. Lavorare con Owen Murray (insegnante presso tale istituto) aiuterà il mio sviluppo, che è indubbiamente la mia priorità.

Per finire, una mia solita domanda. Perché la musica/fisarmonica per Nikola Pekovic?

Provengo da una famiglia di musicisti. Mia mamma suonava la fisarmonica nella scuola primaria e mio nonno  aveva due fisarmoniche con cui di tanto in tanto si dilettava. Arrivato alla scuola di musica con l’intenzione di intraprendere un percorso di studi vidi, camminando lungo il corridoio dell’istituto, un ragazzo suonare la fisarmonica in un modo strano per me… Quella sensazione, al pari di tante altre piccole situazioni, mi ha “acceso la passione”!

Non mi è mai piaciuto “standardizzarmi” sui repertori e sui generi comuni alla gran parte dei miei colleghi, ma ho ripetutamente provato a dimostrare che la musica non ha limiti, sperimentando e cercando continuamente nuove possibilità. Ho sempre posto la fisarmonica al di sopra di tutti i miei interessi pur avendo in casa una zia, Tatjana Jakovljevic, Docente di pianoforte la quale, già all’età di due anni, mi aveva insegnato le basi e l’approccio a quello strumento. I miei genitori mi raccontano che c’era un modo infallibile per farmi smettere di piangere, avere la zia pronta a suonare musica classica; probabilmente, ha contribuito ad influenzare le mie scelte future…

 

Per info

E-mail: pekovic.nikola@yahoo.com

Web: www.pekovicnikola.com

Autore: Samuele Telari

Samuele Telari ha scritto 30 articoli.

Questo post è disponibile anche in: Inglese



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  • 24 settembre 201871° Coupe Mondiale (CIA)
  • 21 novembre 2018Strumenti&Musica Festival
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