Videoclip n. 3 sulla tecnica della Fisarmonica Diatonica

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Integrazioni al Metodo di base per FISARMONICA DIATONICA a 8 bassi

di Edgardo e Alessandro MUGNOZ

– Articoli/Videoclips per “Strumenti&Musica” a cura di Alessandro Mugnoz –

 

Alessandro MugnozIII Video (3° articolo)

In questo terzo videoclip sulla tecnica della fisarmonica diatonica – a integrazione del Metodo di base per fisarmonica diatonica di Edgardo e Alessandro Mugnoz, edito da ARS Spoletium – presentiamo, come semplice esempio, un utile esercizio per l’articolazione del mantice.

Il mantice rappresenta sicuramente la caratteristica principale delle fisarmoniche; e se questo è vero per tutte le tipologie lo è ancor di più per le diatoniche (o bitoniche)!

Produttore e selezionatore dei suoni, il mantice si può anche considerare il “modellatore” del sound espresso per mezzo delle ance libere.

La breve esercitazione contenuta nel video illustra come la semplice articolazione delle dita, impiegata normalmente quando si suona, possa essere sostituita da una articolazione del mantice, per ottenere le stesse note ma con un effetto differente, sia nell’attacco della singola nota e sia nella sua cesura… L’esempio, riferito al n. 5.9 di pag. 139 del suddetto metodo, mostra una semplicissima “frase” di due note, nella quale i suoni e i silenzi (le pause) sono realizzati dapprima impiegando normalmente le dita (oltre al mantice naturalmente), poi usando invece il mantice, in modo prevalente, per ottenere le stesse note. Ovvero il dito si mantiene abbassato sul medesimo bottone per tutto l’esercizio; sarà l’azione del mantice a produrre note e pause, esattamente come nella prima versione.

Metodo di base per fisarmonica diatonica a 8 bassiLa differenza fondamentale tra la prima esecuzione – ottenuta con l’articolazione delle dita – e la seconda variante – con l’articolazione del mantice – consiste nella maggior “nettezza” dei suoni nel primo caso, rispetto ad una maggior “morbidezza” o plasticità nel secondo; e questo sia nell’attacco  che nella estinzione dei suoni.

Ovviamente, una volta acquisita tale particolare tecnica del mantice, si potrà poi impiegare l’una o l’altra articolazione a seconda del brano che si dovrà eseguire, ossia in base al carattere del pezzo e al tipo di espressione che si vorrà esprimere.

Per cui chiaramente questo è un argomento che si dovrà sviluppare gradualmente lungo il corso dei propri studi e, soprattutto, successivamente… quando si dovrà ricercare una propria tecnica, sempre più personale e coinvolgente.

Quindi, anche in questo caso, sarà importantissimo non accontentarsi certo di questo breve e semplice esempio, ma esercitarsi in varie posizioni, anche con note doppie e accordi, in entrambi i manuali (destro e sinistro). Si raccomanda poi di inventare varie frasi, con diverse ritmiche, improvvisandole e successivamente magari anche scrivendole.

Insomma, sviluppate il più possibile la vostra creatività e sensibilità musicale!

 

Alessandro Mugnoz

 

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