Dalle aule del Conservatorio al digitale

L'opera per fisarmonica di Gianfelice Fugazza è in rete

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Gianfelice Fugazza (copertina CD)A dieci anni dalla storica Rassegna Nazionale dedicata a Gianfelice Fugazza (conosciuto ai più come Felice), figura poliedrica e pionieristica, l’omaggio al Maestro pavese compie il passo definitivo verso la memoria collettiva. Il 23 gennaio, è uscito sulle principali piattaforme di streaming (tra cui Spotify) il CD Gianfelice Fugazza che raccoglie sedici brani per fisarmonica, con l’esclusione di Introduzione e Fuga, un’antologia che rappresenta buona parte dell’eredità lasciata dall’artista a questo strumento. Gianfelice Fugazza non è stato solo un didatta e un compositore, ma un vero “architetto del suono”. Se per molti il suo nome è legato alla musica elettronica – è infatti ricordato per essere stato tra i primi in Italia a insegnare e divulgare tale materia (mitico il suo corso al “Martini” di Bologna e celebre il suo testo Il sintetizzatore del 1970) – il musicista, ancor prima di esplorare i circuiti integrati, aveva saputo nobilitare lo strumento popolare per eccellenza dotandolo di un repertorio colto e didattico mai banale, per traghettarlo poi – come tecnico/ideatore – verso le nuove frontiere tecnologiche dell’elettronica e della sintesi sonora.

Il riconoscimento del valore di Fugazza ha trovato recentemente un suggello istituzionale di grande prestigio: l’inaugurazione della “Sala Fugazza” presso il Conservatorio di Bologna (anno accademico 2024/2025). È proprio in quel prestigioso istituto che il Maestro seminò i germi dell’innovazione elettronica; oggi, quella sala non è solo un tributo alla memoria, ma un luogo pulsante dove le nuove generazioni di musicisti possono trarre ispirazione dalla sua instancabile ricerca sonora. Un tributo, che, insieme all’uscita di questa raccolta digitale, conferma Gianfelice Fugazza come una figura imprescindibile della cultura musicale italiana.

UNA SCUOLA, UN’EREDITÀ: IL TOCCO DI SERGIO SCAPPINI

Sergio ScappiniL’album non è solo una registrazione, ma il culmine di un percorso di studio e ricerca nato nel 2015 sotto l’egida e la spinta dell’associazione Nuovo CDMI (Centro Didattico Musicale Italiano) in collaborazione con una Scuola di fisarmonica di assoluto rilievo. Protagonisti, infatti, sono gli allora allievi della classe di fisarmonica del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, guidati da una figura di prestigio: il Professor Sergio Scappini.

Scappini, storicamente il primo docente in Italia (fin dal 1983/84) a ricoprire la cattedra di fisarmonica, ha coordinato questo progetto garantendo una coerenza stilistica rara. Ascoltare questi giovani talenti (alcuni di loro oggi professionisti affermati) significa ascoltare la “linea diretta” della scuola italiana che, proprio Fugazza, ha contribuito a fondare e nobilitare. Non si deve dimenticare infatti che Scappini (anche pianista e compositore) fu allievo, tra gli altri, di Emanuele Spantaconi – noto didatta di Stresa e dintorni – a sua volta allievo di quell’Emilio Cambieri, uno dei pionieri della fisarmonica italiana il quale, assieme a Vittorio Melocchi e proprio a Fugazza, formò un trio leggendario che ebbe il merito di creare il noto Metodo Farfisa (poi Metodo Bèrben) e tutta una serie di trascrizioni, brani pedagogici e concertistici che costituiscono, ancora oggi, l’ossatura della letteratura italiana per fisarmonica.

16 TRACCE DI STORIA

Il programma del CD ricalca in gran parte quello proposto durante l’indimenticabile concerto, svoltosi presso il Teatro Sociale di Stradella, a conclusione della rassegna del 2015. I 16 pezzi, coprendo un arco temporale che va dagli anni Quaranta (con Preludio e fuga, eseguito alla “fisarmonica liturgica” Dallapè nel 1942, davanti all’allora pontefice Pio XII) ai primi anni Sessanta, offrono una panoramica completa del compositore, il quale si muoveva con naturalezza ed equilibrio fra tradizione e modernità. In effetti, si può apprezzare la precisione formale di Fugazza, che, spesso, trattava la fisarmonica con il rigore tecnico e armonico di un organista, ma anche con l’estro e la sensibilità melodica del concertista. Quindi, in particolare, si va dai classici Preludio e fuga e Sonatina, ai pezzi di genere e caratteristici come Mosaico español, Danza di fantasmi o Danza di gnomi, passando per le vere e proprie danze, come i sei pezzi di Atlante musicale: piccole perle compositive, che rivelano una precisione di scrittura e anche una certa profondità armonica. Scorrendo le varie tracce, spesso emerge la sua capacità di tessere interessanti trame contrappuntistiche, unite a una conoscenza profonda delle possibilità timbriche dello strumento. Infine, una caratteristica, quasi un “marchio di fabbrica” dell’autore: una chiara vena umoristica, riconoscibile in molti di questi brani.
Dal punto di vista delle esecuzioni, considerando che si tratta di studenti, da apprezzare la resa tecnica/interpretativa (a volte veramente impegnativa) e, soprattutto, l’attenta direzione di Sergio Scappini che, attraverso i mantici dei propri allievi, valorizza la chiarezza delle parti e il variegato controllo dinamico e timbrico.

In un’epoca di sovrapproduzione digitale, il ritorno di Fugazza sulle scene virtuali è quasi un atto di giustizia poetica. È un invito a riscoprire una musica “pensata”, dove il rigore accademico incontra l’emozione pura. Che siate appassionati di prog. rock, studenti di conservatorio o semplici curiosi, questo CD offre una chiave di lettura fondamentale, non solo per i fisarmonicisti, ma anche per capire dove affondano le radici della musica moderna italiana.

Quindi, in conclusione, un sincero ringraziamento al Nuovo CDMI, l’associazione che ha voluto proporre e valorizzare questo repertorio, alla casa editrice/discografica di allora – la Physa, del compianto M° Francesco Visentin – che lo ha concretamente tradotto in CD, all’attuale casa discografica Ars Spoletium, che lo ha preservato, trasformandolo in una testimonianza digitale accessibile a tutti; soprattutto, un grande ringraziamento va al Maestro Scappini e ai suoi ragazzi, veri artefici del progetto: accettando la “sfida” di dieci anni fa (furono gli unici ad accoglierla), hanno garantito a queste storiche e preziose pagine musicali di varcare la soglia del tempo, per farle giungere, come “fresche di stampa”, alle nuove e future generazioni.