Indagini interiori per fisarmonica “Sola”

Raffaele Conti – “Fly My Soul” (Soul Landscapes for Solo Accordion)

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Fly my Soul - Raffaele ContiCome si dice in questi casi, abbandonare la propria comfort zone, per qualsiasi musicista, è sempre un atto di coraggio artistico. Un modo di mettersi in gioco, in discussione, affrontando situazioni stilistiche altre, differenti, spesso impervie ma, allo stesso tempo, a dir poco stimolanti. Ed ecco che, proprio così, prende vita Fly My Soul (Soul Landscapes for Solo Accordion), nuova creatura discografica rigorosamente in “Solo” del fisarmonicista jazz, compositore e arrangiatore Raffaele Conti. La tracklist del CD contiene nove brani, di cui cinque interamente scaturiti dalla vivida vena compositiva dell’autore dell’album, ovvero Into My Self, Fly My Soul, 1-4 Bobia, Retro Marcia e La Danza di Merlino. Mentre Jovano Jovanke (tradizionale macedone), Silviana (Vasile Pandelescu), Our Spanish Love Song (Charlie Haden) e Russian Caravan (Raffaele Conti – Juan Tizol – Duke Ellington) completano la scaletta. Spontaneamente portato alla sperimentazione, animato da uno spirito innovativo, da vero e proprio esploratore della musica, Raffaele Conti è un fisarmonicista jazz assai talentuoso. Formatosi grazie all’incontro, probabilmente quello più importante, con uno fra i più grandi fisarmonicisti jazz italiani degli ultimi venticinque anni, vale a dire Simone Zanchini, il musicista marchigiano si è distinto nell’arco del suo brillante cammino artistico grazie a svariate esperienze molto significative, come ad esempio i due secondi posti al concorso internazionale “La Fenice”, la presenza come artista ospite al “Jazz Accordion Festival” di Castelfidardo e alla partecipazione al VII Festival Internacional da Sanfona in Brasile. Inoltre, ciò che caratterizza il suo stile e la sua visione fisarmonicistica è un suo metodo didattico concepito come una “filosofia della musica”, incardinato su una singolare miscellanea comprendente studio interiore, osservazione, disciplina e presenza. Invece, per quel che concerne la sua produzione dal punto di vista discografico, Fly My Soul (Soul Landscapes for Solo Accordion) è la sua nuova opera fresca di pubblicazione. Un album attraverso cui, anima e corpo, entra amorevolmente in simbiosi con la sua fisarmonica. Into My Self, fin dalle primissime note, colpisce subito per la “stortezza” armonica e per l’illuminante immaginazione di Raffaele Conti, con cui dà vita a tele sonore ipnotiche e dense di fascino. Le dita del fisarmonicista si trasformano in pennelli, mentre il mantice diventa l’ampia e screziata tavolozza timbrica per creare suggestioni e linee melodiche che lasciano con il fiato sospeso. Il mood di Fly My Soul, composizione eponima, è interessante. Anche qui, le soluzioni armoniche concepite e cesellate da Conti sono di ottima fattura, mai oleografiche. Bensì funzionali al clima del brano, seguendo una logica sempre definita e ben precisa, secondo una visione “aperta” e decisamente incline a una sperimentazione intrigante e coinvolgente. L’andamento ritmico di 1-4 Bobia, già sin dalle prime misure, è incalzante, trascinante. Qui, in maniera ancora più marcata, il fisarmonicista si esprime con una certa vivacità, disegnando traiettorie melodiche speziate, dalle colorazioni tipicamente arabeggianti, oltre a snocciolare alcune inflessioni bluesy quasi velatamente celate. In Retro Marcia Raffaele Conti “blueseggia” in chiave latin jazz con solarità, mettendo in risalto la sua musicalità sorgiva, gioiosa, sempre supportato da una buonissima padronanza strumentale, pur senza mai eccedere in pleonastici virtuosismi. Se in Retro Marciablueseggia”, in La Danza di Merlino il fisarmonicista “latineggia” con spigliatezza, spontaneità comunicativa e generosità interpretativa, ma sempre con stile ed eleganza. Il CD si chiude con Russian Caravan, brano che richiama e rievoca fortemente Caravan, famosissimo standard jazz autografato da Juan Tizol e Duke Ellington. Qui, in realtà due composizioni in una, Conti dà libero sfogo soprattutto alla sua inventiva armonica, fra cluster e altri preziosismi degni di nota. Il tutto, fondamentalmente, costruito su un incalzante tempo binario (2/4) che trasmette un senso di vitalità abbinato a una giocosità tipica del divertissement. Fly My Soul (Soul Landscapes for solo Accordion) non è per niente un disco jazz nell’accezione “integralista” del termine. Ma quello che emerge davvero è lo spirito jazzistico che alberga nei cromosomi artistici di Raffaele Conti. Un fisarmonicista amante del rischio, mosso da un’arditezza che lo contraddistingue, ispirato da una sensibilità melodica e armonica non comune che lo rende protagonista di un lavoro in cui lui, convintamente, scegli di percorrere strade alternative proprio rispetto a quella comfort zone abbandonata. Questo per sentirsi totalmente libero di esprimersi senza freni inibitori, affrancato da gabbie coercitive che, per un musicista come lui, nuocciono gravemente alla salute artistica.

 

Raffaele Conti, Fly My Soul (Soul Landscapes for Solo Accordion)

Etichetta discografica: Ars Spoletium

Anno produzione: 2025

 

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