Ars Spoletium e “Strumenti&Musica” al PIF

Una collaborazione che si rinnova negli anni

96

Poco più di una settimana alla giornata inaugurale della 51^ edizione del PIF (Premio Internazionale della Fisarmonica di Castelfidardo), un evento che, agli amanti dello strumento a mantice, non passa certo inosservato sia per la proposta artistica che da sempre lo caratterizza, sia per il fascino della location che lo ospita. Una 51^ edizione che segna il debutto di Cesare Chiacchiaretta nella stanza dei bottoni, un musicista che il Festival lo conosce bene e che, nel 1993, lo ha visto primeggiare nella categoria più prestigiosa, quella dei concertisti; un docente e fisarmonicista, che, nel corso degli anni, ha presenziato le varie giurie e calcato ripetutamente i palchi cittadini; un artista di chiara fama internazionale, che saprà dare seguito al buon lavoro svolto dalle passate gestioni, comunque capaci di regalare alla manifestazione uno status di prim’ordine.

Cinque giorni di grandi eventi, a partire dal 9 settembre e tantissimi concerti con i big della fisarmonica; un inizio “scoppiettante”, quello del Direttore Artistico abruzzese che ha voluto, sin dalla prima annualità, lasciare un’impronta forte del suo operato. I nomi? Richard Galliano, Renato Borghetti, Ivano Battiston, Simone Zanchini, Giorgio Dellarole e Mirco Patarini con L’Astrée, Gruppo Barocco di Torino, Oleksandr Hrustevich, Roberto Palermo, il Trio Tempestoso e quello più “tecnologico” costituito da Pietro Adragna, Valentino Lorenzetti e Volodymyr Vasylenko, poi Aldo Taborda, il duo Lôro Malandro con Antonino De Luca e Leonardo Rosselli, Éric Bouvelle e Matthieu Chaussalet, Luca Bello & Emanuele Viti, Julien Beautemps, Yuri Shishkin, l’Orchestra Orma di Maceratala, la Advahov family, l’Ensemble di Fisarmoniche della Civica Scuola di Musica, Daniele Falasca, la Jazz Accordion Orchestra di Renzo Ruggieri, il Sirius Accordion Trio, Sara Calvanelli, Romeo Cooperfisa, Gary Blair, Tiziano Chiappelli e, per chiudere in bellezza, l’Orchestra del Conservatorio “Gioachino Rossini” di Pesaro. Un parterre di artisti, quindi, di diversa estrazione musicale, ma di valore assoluto, quello che farà da cornice all’evento clou, il Concorso Internazionale, al quale hanno aderito, a oggi, poco meno di cento concorrenti e che “Strumenti&Musica” seguirà con la redazione in loco.

Tanti anche i musicisti legati alle Edizioni Ars Spoletium protagonisti di una serie di iniziative di rilievo. Si inizia il 10 settembre con Roberto Palermo, fisarmonicista calabrese residente a Oslo che eseguirà, tra gli altri, i brani compresi nell’album Mediterranima, un mix di armonie jazz e world, tra Mediterraneo e sonorità internazionali, di recente produzione. Nello stesso giorno, si terrà la presentazione del libro Fondamenti di Metodologia della Didattica Fisarmonicistica – Dalla pratica artistica musicale alla funzionalità dei processi di apprendimento, un approfondimento in tempo reale sui criteri adottati in merito alla didattica fisarmonicistica, tra pratica artistica e metodologia dell’apprendimento, con l’autrice, Patrizia Angeloni. Sabato 12, invece, un triplo appuntamento: alle 15.30 Ivano Battiston ci parlerà del suo percorso formativo decennale con gli studenti del Conservatorio Cherubini di Firenze. Un incontro/dibattito dal titolo Fisarmonica a Firenze: i primi trent’anni, nell’ambito del quale sarà ripresentato il CD 30X30 con le composizioni originali a lui dedicate da alcuni tra i più celebri compositori contemporanei e la relativa raccolta di partiture originali. A seguire si terrà il battesimo ufficiale del nuovo CD in solo di Simone Zanchini dal titolo No Cage. Dodici brani, di cui nove originali, frutto della sua fervida immaginazione e tre cover tratte dal repertorio di autori celebri. Un incontro/concerto particolarmente suggestivo, vuoi per la ricerca timbrica e la verve improvvisativa dell’artista romagnolo, vuoi per la tipologia dell’esecuzione caratterizzata da sovraincisioni e da un utilizzo particolarmente accattivante dell’elettronica. Alle 17.00 sarà la volta di Daniele Falasca con il suo progetto in accordion solo The best of my albums, comprendente una selezione di brani estrapolati dai sedici dischi incisi dal compositore rosetano. Dal latin jazz al tango moderno e, come sottolineato da Fabrizio Bosso, uno stile, quello di Falasca, che già a un primo ascolto rimane nella testa, con melodie accattivanti, mai scontate e ripetitive. L’ultimo artista della scuderia è un personaggio che del PIF ne sa una più del diavolo, quel Paolo Picchio storico direttore artistico della manifestazione, che, per l’occasione, veste i panni del musicologo e presenta ufficialmente il suo ultimo libro Bandoneon e Bandoneonisti – con un saggio su Borges & Piazzolla e altri scritti sul tango. Un’opera letteraria, che si avvale della cura di Sergio Macedone, direttore di “Strumenti&Musica, e che parla dell’evoluzione del tango proprio attraverso le avvincenti vicende biografiche dei più importanti bandoneonisti, focalizzando anche l’attenzione sulla situazione odierna del bandoneon attraverso le interviste ad alcuni protagonisti del concertismo, della pedagogia e della produzione di strumenti.

Una collaborazione quindi, quella tra Ars Spoletium e il PIF, che si rinnova negli anni con l’obiettivo comune di focalizzare l’attenzione sui fisarmonicisti emergenti e su quelli che, negli anni, hanno contribuito a scrivere pagine di storia.