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Modern Accordion Perspetives. A Castelfidardo un incontro di studio

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Accordion ProspectiveSi è svolto a Castelfidardo Venerdì 20 Settembre – nell’ambito del Festival Internazionale di Fisarmonica e dei festeggiamenti del 150 Anniversario dell’Industria Fisarmonicistica Italiana – un importante incontro internazionale tra i più rinomati concertisti, docenti accademici e giovani promesse del concertismo internazionale.

La recente collaborazione tra i membri dell’expert-panel coordinato da Claudio Jacomucci, ha dato luce ad un’interessantissima pubblicazione intitolata “Modern Accordion Perspectives”: una serie di articoli ed interviste su diverse problematiche dell’attuale situazione della fisarmonica classica che fornisce una panoramica delle prospettive professionali ed artistiche e mette in evidenza le strategie di emancipazione dei giovani musicisti nel mondo “reale” della musica, ponendo in discussione il ruolo delle concorsi, dei festival e delle organizzazioni prettamente fisarmonicistiche.

Questi gli articoli della pubblicazione:

FRODE HALTLI The accordionist in the 21st century / VINCENT LHERMET European Cooperation / PASCAL CONTET Choosing the accordion in 2013 / VELI KUJALA Quarter tone accordion / GEIR DRAUGSVOLL Perspectives on accordion pedagogics on academic level / MILOS MILIVOJEVIC Development of the classical accordion in United Kingdom / CLAUDIO JACOMUCCI Developing awareness, improving the cultural condition / SERGEJ TCHIRKOV Discovering traditions: integrating the contemporary accordion education in the world of New Music / KLAUDIUSZ BARANThe position of the accordion in Polish musical culture “yesterday and today” / LUCA PIOVESAN One possible way for accordion / XIAOQUING CAO Classical Accordion in China / PAULO FERREIRA Connection between accordion and the real music scene / GORKA HERMOSA Rediscovering the 19th Century repertoire for free reeds keyboard instruments /BJARKE MOGENSEN – RASMUS KJOLLER Mythos Accordion Duo / MACIEJ FRACKIEWICZ New Polish literature for accordion and cello / PAOLO PICCHIO My ideal competition: the accordion surrounded by arts / MASSIMILIANO PITOCCO Pedagogics, competitions and perspectives / RAIMONDAS SIACKEVICIUS Lithuanian Accordion Developments / KRASSIMIR STEREV The instrument that does not age / HARALD OELER At Viera Janárceková’s / MARKO KASSL Duo Mares / INAKI ALBERDI Composing for accordion

Dai punti salienti emersi dalla pubblicazione è nata una lunga discussione, animata da spirito critico ma soprattutto costruttivo.

Si è discusso a lungo sull’importanza dell’attualizzazione del catalogo di musiche originali.

La letteratura originale per fisarmonica è letteralmente esplosa: centinaia di brani di compositori affermati (brani solistici, da camera, concerti etc.) sono programmati ogni anno in importanti festival e stagioni concertistiche dando vita a progetti innovativi ed originali. La collaborazione tra compositori e interpreti è ciò che più di tutto ha contribuito all’emancipazione della fisarmonica classica ed al suo riconoscimento in ambito concertistico e accademico.

Tuttavia i repertori di molti fisarmonicisti, i programmi di studio dei conservatori e delle accademie, nonché quelli dei concorsi di fisarmonica, non tengono molto conto degli attuali sviluppi, sono anacronistici e limitati. Ciò è dovuto senz’altro alla mancanza di una documentazione attualizzata (assai difficile da realizzare, ma alla quale sta lavorando Vincent Lehrmet, dottorando al Conservatorio Superiore di Parigi), ed è anche e soprattutto dovuto all’incapacità di studenti ed insegnanti di individuare e selezionare le opere più significative e quelle che bene utilizzano il potenziale dello strumento.

Le scelte di repertori virtuosistici, di facile effetto e di scarsissimo interesse musicale ed artistico, contribuiscono ad isolare ed a allontanare i fisarmonicisti dalla scena professionale, dal mondo “reale” della musica e li confina in un piccolo universo fatto di associazioni e confederazioni a circuito chiuso, club di fanatici o dilettanti che nulla hanno a che fare con l’arte, la musica e la cultura.

Questo pericolo è quindi racchiuso nelle organizzazioni tradizionalmente riconosciute come “fisarmonicistiche” che hanno una visione dello strumento molto datata, sono distanti dalle altre organizzazioni musicali e dalla realtà, non sostengono nè promuovono la carriera professionale degli studenti.

I premi internazionali sono inconsistenti: coppe, trofei e premi in denaro non sono di molto aiuto al futuro dei giovani.

A questo proposito si è parlato della sempre più crescente partecipazione dei fisarmonicisti in concorsi “aperti” a tutti gli strumenti, di musica da camera, di musica contemporanea o a selezioni di giovani musicisti presso le agenzie concertistiche, alle domande di finanziamenti di progetto, borse di studio.

I concorsi di fisarmonica offrono una coesione sociale importante ma, per sopravvivere, devono aggiornarsi, migliorare e rinnovarsi.

Molto attenzione va posta sulla competenza delle giurie, i partecipanti ai concorsi (specie quelli internazionali) meritano di essere giudicati da musicisti altamente qualificati, con una solida esperienza concertistica e didattica. Inoltre le commissioni giudicatrici giurie dovrebbero essere formate non solo da fisarmonicisti ma anche da una minoranza di compositori, altri musicisti, musicologi e critici. Ci dovrebbe essere più spazio alla musica d’insieme e a diversi stili oltre ai tradizionali “classico” e “varieté”. I premi dovrebbero consistere in touneé di concerti (ma non nelle sedi delle associazioni fisarmonicistiche!), produzioni CD, borse di studio per master, recensioni su riviste (non solo quelle fisarmonicistiche!), ect.

Per realizzare questi cambiamenti, non basta cambiare il regolamento di un concorso.

E’ di fondamentale importanza il fattore educativo.

Ora che la fisarmonica è materia di insegnamento nella maggior parte dei conservatori, accademie è importante la preparazione pedagogica degli insegnanti.

E’ necessaria un maggiore responsabilità, non basta saper suonare uno strumento ma occorre avere le conoscenze degli strumenti didattici e l’esperienza adeguata.

Inoltre si è detto che detto che i Conservatori, proprio per il loro anacronismo, non preparano affatto gli studenti alle possibilità professionali esistenti sul mercato.

Sarebbe necessaria una maggiore conoscenza e la pratica di linguaggi musicali diversificati sin dall’infanzia (musica classica, contemporanea, jazz, etnica, improvvisazione, etc.). Vi è anche l’urgenza di integrare metodologie innovative (come Suzuki, Alexander Technique, etc). e di dare più spazio allo scambio tra le “scuole”, non solo proponendo masterclass di pochi giorni ma di stabilire dei contatti per uno scambio duraturo e costante tra le scuole. Geir Draugsvoll ha descritto le possibilità del “Distant Learning” un sistema di insegnamento a distanza che utilizza una tecnologia avanzata, già presente in molte accademie (come Copenhagen, Helsinki, Vilnius, Pechino) le cui qualità e finalità sono ben diverse dalle iniziative popolari sul web o su Skype.

Più di ogni iniziativa istituzionale, per creare nuove prospettive è necessaria una maggiore consapevolezza, per elevare la condizione culturale e favorire la creatività dei fisarmonicisti.

La capacità di osservare il proprio ambiente, il senso autocritico, la curiosità di conoscere ogni forma d’arte è ciò che ci stimola e ci fa crescere come artisti. Non ci si può più basare sui modelli passati, la figura romantica del musicista solista e virtuoso è – anche per la fisarmonica – un fenomeno giunto al suo termine.

Dobbiamo guardare oltre, essere più creativi, sapere creare progetti, collaborazioni sia come interpreti che come creatori, con altri musicisti, artisti e nuovi media.

Questo, in sintesi, è quanto è emerso durante il Meeting Internazionale della Fisarmonica a Castelfidardo che avuto come relatori:

Iñaki Alberdi [SPAGNA, Musikene, Higher School of Music of the Basque Country in SS / Higher School of Music of Catalonia in Barcelona]

Klaudiusz Baran [POLAND, Fryderyk Chopin University, Warsaw]

Xiaoqing Cao [CHINA, Central Conservatory of Music, Beijing]

Pascal Contet [FRANCE, Académie Supérieure de Musique, Strasbourg]

Geir Draugsvoll [DENMARK, Royal Danish Academy of Music, Copenhagen]

Paulo Jorge Ferreira [PORTUGAL, Applied Arts Superior School, Castelo Branco / Lisbon Conservatory]

Maciej Frackiewicz [POLAND]

Gorka Hermosa [SPAIN, Santander Conservatory]

Claudio Jacomucci [ITALY, Pescara Conservatory / Italian Accordion Academy]

Rasmus Kjoller [DENMARK, Royal Danish Academy of Music, Copenhagen]

Bjarke Mogensen [DENMARK, Royal Danish Academy of Music, Copenhagen]

Paolo Picchio [ITALY, Art Director of Castelfidardo Award]

Luca Piovesan [ITALY]

Massimiliano Pitocco [ITALY, Rome Conservatory]

Raimondas Sviackevicius [LITHUANIA, Lithuanian Academy of Music, Vilnius]

Il clima di cooperazione tra i membri del panel ha permesso di individuare un’importante iniziativa che sarà promossa e realizzata nei prossimi mesi:

una selezione critica di brani del repertorio concertistico e pedagogico dal 1990 ad oggi, un progetto che attualizzerà e valorizzerà la letteratura originale di uno strumento che ha avuto e sta avendo un periodo tra i più floridi della storia degli strumenti musicali moderni.

 

Autore: Daniele Cestellini

Daniele Cestellini ha scritto 752 articoli.

Questo post è disponibile anche in: Inglese



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