Forte Forte, il nuovo singolo di Simone Pescari che parla del rapporto tra genitori e figli

Dal 26 febbraio sugli store digitali

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Forte ForteFiglio d’arte, Simone Pescari, è un polistrumentista nato a Città di Castello nel 1985. Dotato di una voce fuori dal comune, ha maturato una significativa esperienza sui palchi di tutto il centro Italia cimentandosi in vari generi musicali. Strumenti&Musica lo ha intervistato dopo la pubblicazione del suo ultimo singolo.

Buona lettura!

Dal 26 febbraio 2026 è disponibile, sulle più importanti piattaforme digitali, il tuo ultimo singolo Forte Forte. Che brano è e cosa rappresenta per te?

Forte Forte è il mio primo brano pensato in stile Pop. Dopo anni di esperienze nel mondo della musica da ballo, sentivo il bisogno di confrontarmi in uno spettro nuovo e ho fatto questa scelta per divulgare il messaggio oltre i miei soliti confini musicali. Forte Forte esterna esplicitamente l’amore per la mia famiglia, al di là del soggetto descritto nel testo.

Il tema centrale è il rapporto tra genitori e figli nel periodo adolescenziale. Di certo un argomento scottante e non privo di ostacoli… Perché hai scelto di affrontarlo?

Gli ostacoli che quotidianamente i nostri ragazzi devono affrontare sono sempre più ostici e, a volte, il ruolo dei genitori viene meno per colpa di tanti fattori. Il mio è un tentativo che vorrei non passasse inosservato ai miei figli, un modo come un altro per dirgli che noi, per loro, ci saremo sempre, incondizionatamente.

Nel brano si percepisce un messaggio specifico, ma universalmente condivisibile. Quanto c’è della tua/vostra esperienza personale?

Tutto! Le mie canzoni parlano di me in tutto e per tutto. Forte Forte nasce da una discussione che, in età adolescenziale, è all’ordine del giorno.

Forte Forte parla anche di pressione sociale e bisogno di appartenenza. È un tema che senti particolarmente attuale? Quali sono le ansie di un padre che si spende per tutelare il futuro dei propri figli?

Le pressioni ci sono sempre state, anche in passato quando andavo a scuola io, oggi però le percepisci in maniera esponenziale. Tra i fattori che fanno la differenza, permettetemi di citare la “Social-dipendenza” e il “Social-Bullismo”. Siamo vittime di un sistema apparentemente silenzioso e siamo noi genitori i primi intossicati. Con questo brano mi limito a lanciare un messaggio che spero possa essere recepito.

Il brano è totalmente autoprodotto e ci risulti essere, oltre che un bravissimo performer, anche un ottimo arrangiatore. Come hai lavorato dal punto di vista musicale e sonoro?

Ora mi devo contraddire… purtroppo! Perché? Perché Forte Forte ha preso vita embrionale nel mio iPhone mentre stavo assistendo mia nonna in ospedale. Lei dormiva e in quel silenzio, avendo già in mente la struttura, la melodia e una bozza del testo, ho sperimentato le potenzialità del dispositivo mobile. Ho constatato che suonano da paura ed è tutto molto intuitivo, inoltre, il valore aggiunto è che ce l’hai sempre in mano, in ogni circostanza. Poi in studio ho aperto il progetto vero e proprio, ho registrato le batterie, le chitarre e le ho mixate con suoni elettronici e virtual instrument per ottenere un sound che caratterizza il genere Pop dei nostri tempi, applicando anche delle compressioni di dinamica ed Eq disegnate a mio gusto personale. Già che ci sono, apro una parentesi per ringraziare due grandi amici in primis, ma anche due musicisti di altissimo livello: Marco Piccoli alla chitarra e Filippo Barcaiolo alla batteria.

Il 26 febbraio è stata la data di uscita del singolo, ma anche un momento importante per il tuo percorso artistico. Nel tuo personalissimo calendario questo giorno è evidenziato in rosso… Vuoi spiegarci perché?

Si, ho inviato il provino, ancora prima di finalizzarlo, al contest “Sanremo New Talent”. La mia era solo una curiosità e, inaspettatamente, mi hanno risposto positivamente, quindi, a seguito di un casting territoriale, giovedì 26 febbraio mi sono esibito presso il “Salotto delle celebrità” a Sanremo proprio in concomitanza del Festival della musica italiana.

Quali sono le tue origini musicali e come giudichi questo particolare momento della tua carriera?

Sono felice di affacciarmi in questo nuovo universo consapevole del fatto che, credo, sia già saturo di musica. Non ho aspettative, quindi andrò avanti per la stessa strada che ho percorso finora e… del doman non v’è certezza! (Forse questa citazione l’ho già sentita…).

C’è qualcuno che ha influenzato il tuo modo di fare musica, di stare sul palco, di interagire con il pubblico? Io credo di saperlo, magari però hai avuto anche altri mentori…

Ho avuto la fortuna di crescere ed essere stato educato a suon di musica. Ho ascoltato di tutto, senza mai soffermarmi solo su un genere specifico. Il groove e la musica funky, in particolare, mi piacciono molto, ma tutto ciò che vibra armonicamente non mi rimane mai indifferente.

Che messaggio vuoi lasciare a chi ascolterà Forte Forte e cosa dobbiamo aspettarci dalle prossime pubblicazioni?

Sarebbe fantastico se il ritornello di Forte Forte fosse cantato con il cuore in mano da ogni persona che, con difficoltà, riesce ad esprimere il sentimento inequivocabile diretto ai propri cari figli.

Le prossime pubblicazioni? E chi lo sa? Sicuramente ci saranno delle novità…