Il mantice come volano di libertà
Simone Zanchini “Solo” – No Cage
Essere e sentirsi liberi, anche artisticamente, è sempre un’impresa ardua. La libertà, infatti, comporta rischi, azzardi, implica il fatto di avere una spiccata personalità attraverso cui esprimersi senza troppi freni inibitori. A rappresentare fulgidamente questo concetto è il fisarmonicista jazz e compositore Simone Zanchini, fra i più accreditati sulla scena internazionale, che con la sua nuova creatura discografica intitolata No Cage antepone proprio il senso di libertà, nella sua interezza, a qualsiasi altro aspetto. Questo album, impreziosito da un intelligente, sapiente e parsimonioso utilizzo dell’elettronica, è formato da dodici brani, di cui nove originali frutto della sua notevole creatività compositiva, mentre 26-2 (John Coltrane), Donna Lee (Charlie Parker) e Vicinanza/The Nearness of You (Hoagy Carmichael – Simone Zanchini) completano la tracklist. Fisarmonicista che fa della fervida immaginazione la sua maggiore peculiarità, sempre fucina di brillanti idee e guizzi spiazzanti, Simone Zanchini è un “Big” della fisarmonica nazionale e internazionale. Eclettico stilisticamente, in grado di adattarsi in qualsiasi situazione musicale, nell’arco della sua carriera stringe collaborazioni di assoluto prestigio con musicisti di levatura nazionale e mondiale come Bill Evans, John Patitucci, Art Van Damme, Frank Marocco, Jim Black, Thomas Clausen, Adam Nussbaum, Han Bennink, Gianluigi Trovesi, Marco Tamburini, Paolo Fresu, Antonello Salis, Gabriele Mirabassi, Javier Girotto, Bruno Tommaso, Giovanni Tommaso, Fabrizio Bosso. Dal vivo si esibisce in tutti i continenti, riscuotendo sempre grandi consensi di pubblico e critica. Dal 1996 ad oggi ha pubblicato più di venticinque dischi. E a proposito di nuove produzioni discografiche, No Cage è il suo ultimo “figlio” artistico arrivato. Choro Romagnolo, ça va sans dire, è uno spassoso chorinho arricchito da alcuni sorprendenti spunti armonici e ritmici. Poi, nello sviluppo del brano, l’eloquio di Simone Zanchini diventa sempre più speziato, dalle forti tinte arabeggianti, enfatizzato da incursioni nel fraseggio “in e out” e da vertiginosi cromatismi che alzano in modo esponenziale il livello di tensione armonica, segno della lodevole inventiva che caratterizza le linee melodiche improvvisate concepite dal fisarmonicista. Lina 99 è una composizione che colpisce di primo acchito soprattutto per la bellezza del tema, dai tratti struggenti, ma anche per degli intarsi armonici particolarmente interessanti. Il discorso improvvisativo di Zanchini è carezzevole, parco, denso di trasporto emotivo, intriso di sobria cantabilità. Il mood di Smile Please mette l’argento vivo addosso, brano concepito quasi come se fosse una sorta di divertissement. Qui l’incedere del fisarmonicista è gioioso, accattivante. Il clima in Morte accidentale di un anarchico è burrascoso specialmente sul piano melodico, armonico e ritmico. Simone Zanchini dà libero sfogo alla sua energia espressiva e interpretativa cesellando progressioni ipnotiche e sonorità cosmiche con l’ausilio dell’elettronica, creando uno stato di suspense. Il dondolante andamento ternario (3/4) di Armando’s Waltz è immediatamente contagioso. Il senso melodico e la finezza interpretativa del fisarmonicista, che sgorgano da questo brano, mettono in risalto le sue considerevoli qualità narrative e descrittive. Caffè finale, specie dal punto di vista ritmico, è un brano incalzante. L’elocuzione di Zanchini è adamantina, spigliata, corroborata da un’eccelsa padronanza strumentale. No Cage è l’ennesima sfida intrapresa e (stra)vinta da Simone Zanchini, in quanto il fisarmonicista abbraccia e stringe il suo strumento con l’unico e nobile intento di avventurarsi nell’esplorazione di lidi melodici, armonici, ritmici, timbrici e improvvisativi per mettersi in gioco e in discussione di continuo, suono dopo suono, nota dopo nota, proprio come un sopraffino artigiano della fisarmonica. La visione artistica di Zanchini è immaginativa, complessa, costantemente animata da un profondo spirito di ricerca volto all’innovazione, ma mai fine a sé stessa, mai autoreferenziale. Anche le sue proverbiali doti tecniche sono sempre messe al servizio della musica, con naturalezza e generosità. E No Cage, in questo e in tanto altro ancora, è un rutilante esempio del pensiero artistico di un fuoriclasse della fisarmonica.
Simone Zanchini “Solo”, No Cage
Etichetta discografica: Ars Spoletium
Anno produzione: 2026