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Coniugazioni del sublime III – per fisarmonica da concerto di Corrado Rojac

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Coniugazioni del sublime III – Le vesti di Giuda (per fisarmonica da concerto di Corrado Rojac)

Da oggi il brano, magistralmente eseguito da Samuele Telari, sulle più importanti piattaforme digitali

 

Coniugazioni del sublime III - Le vesti di GiudaIl brano è stato ispirato da un passaggio della Partita di Vladislav Zolotarëv. Un passaggio che mi è rimasto impresso e che definirei, semplicemente, sublime. Da ciò, appunto, il titolo Coniugazioni del sublime. Il frammento è sviluppato nei propri spettri armonici, opportunamente filtrati, e dà l’avvio a un periodare costruito su suoni che rappresentano gli armonici del frammento stesso. La costruzione è, parzialmente, di natura intuitiva, poiché deriva da un’improvvisazione sul materiale ottenuto; quest’ultima è poi opportunamente estesa. L’improvvisare libera sicuramente dell’energia psichica e in essa riaffiorano momenti del nostro vissuto; Le vesti di Giuda, locuzione che accompagna il titolo, si riferisce infatti ad un episodio occorsomi qualche anno fa e che trova nello sviluppo del brano una propria sotterranea collocazione, ne modella i contorni, trova un proprio crescendo, ad esempio, con una drammaturgia che si fa dapprima luminosa, poi più cupa, simile alla figura di Giuda, personaggio ambiguo (affabile, apparentemente, quanto meschino, in verità); il crescendo si articola in modo ondulatorio, con ondate che vanno poi spegnendosi verso la fine del brano. In due parole, la direzionalità della composizione ha avuto dunque un percorso inconscio, nel quale ritrovo atteggiamenti autobiografici. La composizione sfrutta principalmente una delle articolazioni sonore topiche della fisarmonica, dal punto di vista dello strumento, cioè l’oscillazione dell’intensità del suono, che il mantice può condurre con il carisma proprio della fisarmonica, appunto. L’intensità del suono può variare, prodursi più o meno velocemente, più o meno definita, frantumarsi nel vibrato pianissimo, ad esempio, o frastagliarsi nell’oscillazione ritmica del mantice, più corposa, il cosiddetto bellows shake. L’uso dei registri è affidato all’interprete, volutamente, in modo che diversi esecutori trovino in questo brano sonorità diverse, cioè il proprio suono, il proprio Giuda.

 

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Corrado RojacNato a Trieste, ha studiato fisarmonica nella sua città natale con Eliana Zajec, perfezionandosi poi con Mogens Ellegaard, Friedrich Lips, Joseph Macerollo, Hugo Noth e Vladimir Zubickij. Primo Italiano a diplomarsi in fisarmonica presso un Conservatorio di Stato, è anche uno dei primi docenti di tale strumento presso Istituzioni Statali, dapprima ai Conservatori Pergolesi di Fermo e Campiani di Mantova, attualmente al Tartini di Trieste. Ha suonato per le istituzioni musicali italiane più prestigiose, tra le quali il Teatro Regio di Torino, l’Arena di Verona, gli Amici della musica di Padova, La Fenice di Venezia, la Società dei concerti di Trieste, l’Accademia filarmonica di Bologna, l’Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma. Numerose anche le sue affermazioni all’estero (Aspekte Salisburgo, Biennale di Zagabria, The new music week Bucarest, Seconda rassegna di musica contemporanea italiana al Conservatorio di Pechino). Ha contribuito notevolmente allo sviluppo della letteratura contemporanea per fisarmonica, collaborando con numerosi compositori e presentando in prima esecuzione vari brani, spesso anche propri. Corrado Rojac si è diplomato in Composizione presso il Conservatorio Verdi di Milano sotto la guida del M° Alessandro Solbiati. Svolge anche un’intensa attività compositiva; alcuni suoi brani sono stati eseguiti in importanti festivals internazionali, tra i quali Nuova Consonanza (Roma) e Unicum (Lubiana). Pubblica per Bérben (Ancona), EDSS (Lubiana) e Strumenti&Musica Festival (Spoleto). Ha avvicinato la fisarmonica anche al mondo della musica elettronica: brani quali Drammatico III e Rifr-azioni sono stati composti in collaborazione con lo studio Agon di Milano e il Centro di sonologia computazionale di Padova. In tale ottica va vista anche la cooperazione con il compositore Giuseppe Giuliano per l’incisione del brano Rhapsody 21, per fisarmonica e live electronics. Nel 2003 è fisarmonicista in residence per il Laboratorio di Musica Contemporanea del M° Azio Corghi presso l’Accademia Chigiana di Siena. Nel 2010 e 2011 è invitato negli Stati Uniti, alla Harvard University di Boston, dove tiene una conferenza-concerto sulla musica contemporanea per fisarmonica e un concerto con musiche in prima esecuzione di studenti e docenti dello stesso ateneo. È fisarmonicista solista del Divertimento Ensemble di Milano; collabora anche con l’ensemble Risognanze di Milano e l’ensemble FontanaMix di Bologna, nonché con affermati musicisti quali il violoncellista Relja Lukić, il sassofonista Massimo Mazzoni ed il chitarrista Frédéric Zigante. Con il violoncellista Relja Lukić (che per l’occasione ha suonato il famoso “Cristiani” di Antonio Stradivari) si è esibito recentemente per la Fondazione Stradivari di Cremona. Nel 1992, al Mittelfest di Cividale, ha suonato in duo con Bruno Canino. Nel 2009 si è esibito al Teatro Giuseppe Verdi di Trieste, nella parte del Fisarmonicista, in occasione della prima esecuzione dell’opera Il carro e i canti di Alessandro Solbiati. È diplomato anche in pianoforte e violoncello, nonché laureato in Storia della musica presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Trieste. La sua tesi di laurea sul Metodo per armonica a mantice di Giuseppe Greggiati apre alla fisarmonica una prospettiva storico-filologica sinora sconosciuta. Le musiche contenute nel metodo citato, precedute da un sunto della tesi stessa, sono pubblicate dalla società editrice Ars Spoletium nel volume “1839: la fisarmonica di Giuseppe Greggiati”. Il libro è recensito con plauso da numerosi musicologi, tra i quali Quirino Principe. Ha registrato per varie emittenti radiofoniche e televisive, tra le quali l’austriaca ORF, la RAI, SKYclassica, Limen tv. Nel 2001 incide un proprio CD antologico per la Real Sound di Udine, ottenendo un vivissimo successo di pubblico e critica. Ha inciso anche per Rugginenti e Puncta. Il suo ultimo CD, Variazioni, uscito recentemente per Limen, è stato trasmesso più volte da RadioTre ed è stato recensito con elogio da numerosi esperti, tra cui Angelo Foletto.

Autore: Gianluca Bibiani

Gianluca Bibiani ha scritto 1213 articoli.



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