Felice Fugazza (1922 – 2007) – ottava parte

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Pierino si diverte / I successi di Pierino (1952/1956, Ancona, Farfisa)

Negli anni Quaranta e Cinquanta si pongono le basi per la letteratura fisarmonicistica da concerto, ma anche per una letteratura didattica che inizia ad essere sempre più specifica per lo strumento: Gianfelice Fugazza ne è tra i principali artefici. Oltre al metodo Farfisa, poi edito della Bèrben, realizza una serie di altre opere pedagogiche che costituiscono un vero e proprio programma didattico caratterizzato in buona parte da opere originali pensate appositamente per la fisarmonica, a differenza di altre opere e programmi didattici, tipo quello di poco precedente di Luigi Oreste Anzaghi (1942) formato quasi esclusivamente da trascrizioni, soprattutto pianistiche.

Tra le opere pedagogiche più significative di Fugazza assumono un certo rilievo due raccolte di piccoli brani destinati ai giovani principianti: “Pierino si diverte” del 1952 e “I successi di Pierino“, pubblicati nel 1956, che in realtà in origine si intitolavano “Farfisino si diverte” e “I successi di Farfisino”.

Per la precisione, Fugazza negli anni 50 scrisse varie altre opere pedagogiche, pure destinate all’infanzia, tra cui “7 note al vento” (Edizioni Ricordi), “Sei ballabili facili” con Vittorio Melocchi (edizioni Bèrben) e addirittura un Metodo per bambini:Il piccolo fisarmonicista”. Non solo, ma in tarda età, per le edizioni Physa, pubblicò altri brani didattici per fisarmonica, sia a bassi standard che a bassi sciolti. Reputiamo però che le due opere in questione rappresentino l’apice, non solo della produzione didattica del loro autore, ma probabilmente dell’intera produzione pedagogica italiana novecentesca dedicata al popolare strumento ad ance libere.

Alcuni di questi piccoli brani, che poi saranno trascritti dallo stesso autore per pianoforte, possono essere paragonati ai celebri pezzi per l’infanzia di autori come Schumann (vedi Album per la gioventù op. 68) oppure di musicisti russi, o dell’est europeo, come Kabalevsky e Šostakovič, o per certi aspetti anche Bartók.

– Brevi analisi

Le due raccolte sono formate ciascuna da 6 piccoli pezzi, miniature musicali che esplorano non solo varie possibilità tecniche dello strumento, ma anche differenti forme e diversi stati d’animo, ovviamente a misura di bambino. Si va dal brano derivato dalla tradizione popolare pastorale (Zampognata) a ritmi di danza come L’altalena; da ispirate melodie romanticheggianti (come Barcarola) a sonorità evocanti atmosfere religiose (Quando l’organo suona); da brani descrittivi come ad esempio Il gatto e il gomitolo di lana, a veri e propri brani evocativi come Proverbio cinese oppure Il mago burlone

Entrando un po’ più nei dettagli, scopriamo alcune caratteristiche di questi brani, definiti da Vittorio Melocchi (“Fisarmonica”, 1962) “piccoli gioielli musicali”[1].

Pierino si diverte - coverLa raccolta “Pierino si diverte”, destinata ai principianti, è costituita dai seguenti piccoli pezzi: Zampognata, che presenta il tradizionale motivo seguito da quattro semplici variazioni, il tutto incorniciato da una introduzione e una coda aventi la stessa idea tematica; Girotondo, nella tradizionale forma “rondò” A-B-A-C-A; la dolcissima Ninna nanna delle bambole, in una semplice “forma lied” A-B-A; l’evocativo e caratteristico valzerino L’altalena, nella forma A-A’-B-A, apparentemente semplice ma che esige un buon fraseggio e controllo del mantice. Il gatto ed il topolino - GianFelice Fugazza - estrattoIl divertente Il gatto e il topolino, una sorta di colonna sonora di un breve cartone animato, in cui i salti melodici, l’estensione (Si2-Re5) e gli “effetti onomatopeici” richiedono già un buon livello tecnico ed espressivo; infine l’esotico e ancor più impegnativo Proverbio cinese che, come scrisse il Melocchi, «è già un pezzettino di colore. Proverbio cinese - GianFelice Fugazza - estrattoLe prime misure creeranno l’atmosfera… orientale, poi una danza ritmata che si sviluppa in un tema nostalgico più lento, ed infine una “coda” che alterna il tema iniziale con il ritmo di danza»[2]. Tutti i brani sono in Do maggiore, tranne l’ultimo che è in La minore e basato principalmente sulla scala pentatonica. Dai primi pezzi, che utilizzano 5-6 note, l’estensione si allarga progressivamente, così come dall’iniziale semplice armonia, basata su tonica e dominante, si arriva a impiegare sempre più accordi (IV, poi VI e II) fino a giungere a “tonicizzazioni” della dominante e piccole modulazioni.

I successi di Pierino - coverLa suite “I successi di Pierino”, che ovviamente rappresenta un “seguito” ed è pensata per allievi dei corsi un po’ più avanzati, è formata dai brani: Quando l’organo suona, La gavotta del burattino, L’allegro cow-boy, Il gatto e il gomitolo di lana, Barcarola, Il mago burlone.
Con il primo brano il piccolo fisarmonicista inizia a prendere contatto con lo stile polifonico, quindi suono tenuto, il legato, note doppie, in una semplice forma A (Do M) B (La m) A (Do M); la seguente scherzosa gavotta presenta degli articolati fraseggi, con interessanti dialoghi tra le due tastiere; L’allegro cow boy invece è un brioso pezzo in Fa magg. costituito da due temi molto orecchiabili. Quando l'organo suona - GianFelice Fugazza - estrattoSuccessivamente, come nella prima raccolta, c’è ancora un gattino protagonista che, in un’ambientazione tonale in Re min. si diverte con un gomitolo di lana; poi con la dolce Barcarola, in Mi magg., si entra nelle sognanti e tranquille atmosfere di un cullante 6/8. Infine il conclusivo Mago burlone, attraverso varie dissonanze, cromatismi, accordi particolari, frammentazioni tematiche e spostamenti metrici, offre la possibilità di sperimentare nuove e “misteriose” situazioni musicali.

La gavotta del burattino - GianFelice Fugazza - estrattoComplessivamente si può affermare che le due opere offrono un vero e proprio caleidoscopio di vari aspetti tecnico/musicali, comprendendo una dinamica molto varia e ricercata, dal ppp al ff, nonché un calibrato e differenziato uso dei registri dello strumento fin dall’inizio.

Come giustamente scritto da Melocchi, «in questi piccoli pezzi lo studioso troverà il modo di saggiare le proprie qualità interpretative, valendosi dei consigli dell’insegnante, ma soprattutto affidandosi al proprio istinto naturale» che questi piccoli brani sapranno sicuramente stimolare.

– Conclusioni

Le due raccolte di Fugazza riscossero da subito gradimento e successo, sia nei concorsi e nei saggi entrando autorevolmente nei programmi didattici di molte scuole, sia a livello editoriale, tanto che Bio Boccosi (titolare della Bèrben) negli anni Sessanta lo incaricò di redigere una versione pianistica dei 12 brani. Lo stesso Boccosi negli anni Settanta si rivolse poi alla didatta triestina Eliana Zajec per elaborare opportunamente una selezione di tali brani arrangiati per ensemble didattici, contribuendo così ad una diffusione ancor più capillare.

Fino agli anni Cinquanta, furono veramente pochi gli autori che nel settore fisarmonicistico si dedicarono con impegno e maestria a significative opere didattiche per l’infanzia. Tra questi possiamo citare Adamo Volpi (Italia), Hermann Zilcher (Germania), Nikolaj Ҫaikin (Russia).
Ma anche in seguito – pur avendo assistito certamente ad un incremento della letteratura pure pedagogica – crediamo che pochi compositori abbiano saputo come Fugazza comporre opere pedagogiche unendo ad una proprietà di scrittura, capace di garantire solidi progressi tecnici, una capacità immaginativa anche extra musicale in grado di favorire una vera e propria crescita e quindi una completa formazione musicale.

Tra questi ricordiamo il russo Vladislav Zolotarjov, anche se ad un livello tecnico più esigente, poi i francesi Alain Abbott, autore di molte raccolte didattiche nell’ambito di una copiosa produzione generale, e Ives Apparailly, il polacco Bogdan Precz e pochi altri.

Tali quadretti di genere usciti dalla penna di Fugazza, alcuni dei quali rappresentano tuttora delle vere e proprie perle che mantengono intatta freschezza e validità, dovrebbero ancora impreziosire la formazione musicale dei giovani fisarmonicisti, di oggi e del domani, così come già avvenuto ormai per varie generazioni.

 

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Boccosi Bio – Pancioni Attilio, La fisarmonica italiana, Ancona, Farfisa, 1963-64;

Melocchi Vittorio, Didattica e interpretazione, in periodico “Fisarmonica”, Ancona, Farfisa, 1962;

Mugnoz Alessandro, La letteratura didattica per fisarmonica, articoli nel periodico Musica & Scuola, Sannicandro garganico (FG), 1999;

Mugnoz Alessandro, Ricordo di GianFelice Fugazza, articolo nei periodici Fisarmoniae, Osimo (AN), Brillarelli, 2007 e in Strumenti&Musica, Spoleto (PG), ArsSpoletium, 2007;

Strologo Sandro, a cura di, Gian Felice Fugazza. Il musicista poliedrico, Recoaro Terme (VI), P.A., 2017;

Jercog Aleksi, La fisarmonica. Organologia e Letteratura, Caselle di Altivole (Treviso), Physa, 1997.

Jercog Aleksi, Super VI Scandalli. Una fisarmonica nella storia, Caselle di Altivole (Treviso), Physa, 2004.

 

[1] Vittorio Melocchi, Didattica e interpretazione, in periodico “Fisarmonica”, Ancona, Farfisa, n.7 – 1962, p.14.

[2] Ibidem.