Le recensioni di S&M: ROAMING HEART – Dino Rubino

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ROAMING HEART

Dino Rubino

Etichetta discografica: Tuk Music/Bonsai Music

Anno produzione: 2015

di Stefano Dentice

 

Roaming heartTalvolta, gli acrobati dello strumento, tendono spocchiosamente a ostentare la propria abilità tecnica solo ed esclusivamente per ingraziarsi il consenso del pubblico, trascurando erroneamente una genuina essenza espressiva che dovrebbe pervadere l’anima dell’ascoltatore all’istante. Dino Rubino, poliedrico e luminescente polistrumentista e compositore jazz, attraverso la sua nuova opera discografica in “Piano Solo” intitolata Roaming Heart, intende manifestare caldamente la sua essenzialità comunicativa e interpretativa, totalmente scevra di pleonastici e tediosi orpelli. All’interno del CD vi sono tredici brani, di cui dieci sono frutto dell’ispirata vena compositiva dell’autore del progetto, mentre Smile (Charlie Chaplin, John Turner e Geoffrey Parsons), La Canzone di Marinella (struggente capolavoro siglato da Fabrizio De Andrè e inserita in un medley con una composizione di Rubino che si intitola Indiobruno) e la ghost track Stompin’ At The Savoy (Edgar Sampson, Benny Goodman e Chick Webb) completano la tracklist. Lontano evoca l’immagine di un uomo solitario che passeggia in una prateria, volgendo gli occhi al cielo, senza una meta prefissata. Qui il playing di Rubino è profondamente ispirato, velatamente elegiaco, dall’alto contenuto narrativo. Un Jour è un brano che fa sorridere il cuore, in cui il pianismo di Dino Rubino è permeato di adamantine e fugaci inflessioni bluesy. In Memorie, composizione particolarmente toccante, l’incedere pianistico è carezzevole e ricco di pathos. Roaming Heart è un album dal mood crepuscolare, un potente antidoto contro lo stress che infonde una grande pace interiore.

 

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