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Markku Lepisto: dalla musica folk a quella contemporanea

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Markku LepistoMarkku Lepisto è un fisarmonicista estremamente eclettico, con un background che affonda le radici nel linguaggio legato alla tradizione popolare, ma, al contempo, incline anche all’innovazione musicale. Con questa ricca intervista, racconta le tappe più rappresentative del suo percorso artistico.

Sei un fisarmonicista particolarmente legato alla tradizione musicale del tuo Paese: la Finlandia. Quali sono le caratteristiche principali del folk finnico?

«Da un punto di vista storico, la Finlandia è stata nel mezzo fra la tradizione orientale e quella occidentale. Nella zona est del Paese, chiamata Carelia (Karjala), abbiamo avuto una tradizione molto specifica, sia per il canto che per l’esecuzione strumentale. In quest’ultima c’erano molte influenze provenienti anche dalle tradizioni russe. La storia della fisarmonica era anch’essa collegata a queste ultime. Il repertorio dei fisarmonicisti consisteva in musica da ballo popolare di quell’area: quadriglie, contraddanza e improvvisazioni libere connesse all’esecuzione di musicisti specializzati nel suonare uno strumento chiamato kantele. L’area occidentale della Finlandia fu musicalmente parte della tradizione occidentale. Lo stilema musicale proveniva dall’Europa Centrale e consisteva in tutte le danze popolari quali walzer, ballate scozzesi, polke, minuetti, ballate polacche, mazurke e via discorrendo. Le mie radici affondano completamente in quest’ultima tradizione, e sto crescendo attraverso questa cultura. Dagli anni ’70, un nuovo movimento di musica folk iniziò anche in Finlandia e anche i più giovani si interessarono alla musica folk tradizionale. Più tardi, negli anni ’80, ci fu un grande cambiamento, quando l’Accademia Sibelius, l’unica università musicale finnica, avviò dei corsi di musica popolare (e anche di musica jazz). Sin dal primo momento ci furono due scuole di pensiero principali su come procedere con l’insegnamento. In primo luogo, tutti gli studenti dovevano conoscere la storia musicale della propria nazione, non solo attraverso la lettura, ma anche suonandola. Però, è stato altrettanto importante, sin dai primordi, che gli studenti componessero anche nuova musica popolare. L’idea era che la creazione di una innovativa musica tradizionale avrebbe fatto rinascere nuovamente questo genere e, gli strumentisti, nonché i cantanti, non si sarebbero limitati a riproporre i brani dei tempi passati. Questa idea di scrivere nuova musica folk ha creato un genere totalmente nuovo chiamato contemporary folk music, che si è diffuso in ogni dove, sino ad includere il canto, la musica e la danza folk. La musica folk contemporanea per fisarmonica rientrava tra questi nuovi stilemi. Ho avuto un grande privilegio nell’essere tra i primi studenti di accordion istituiti a livello accademico nel mio Paese, ma le mie radici si trovano nella musica tradizionale per fisarmonica, e quando ero bambino sono cresciuto tra i vecchi suonatori del mio villaggio e del mio comune. Successivamente sono stato coinvolto attivamente sia con la musica folk tradizionale che con quella contemporanea».

A proposito di folk, insieme ad alcuni studenti del Dipartimento di Musica Popolare dell’accademia Sibelius, hai formato il gruppo Pirnales, importantissima band nell’ambito del nuovo movimento di musica popolare. Potresti raccontare le esperienze più significative vissute con questa formazione?

«Con il gruppo Pirnales siamo stati tra i primi studenti che hanno iniziato a comporre musica folk contemporanea finlandese e abbiamo anche iniziato ad esibirci in Finlandia e all’estero. Con questa band è stato possibile suonare non solo il proprio strumento principale, ma anche sfruttare le proprie abilità con altri strumenti. Per esempio, con questa formazione, mi sono cimentato non soltanto con la fisarmonica, ma ho avuto modo di esibirmi pure con il kantele, il mandolino, il contrabbasso, il violino, sino a cantare».

Insieme ai Pirnales hai calcato i palchi di tutto il mondo con il primo ensemble di danza folk finlandese”Katrilli”. Come è nata questa interessante commistione tra musica e danza?

«Il gruppo di Danza Folk Katrilli è stato il primo a livello professionale in Finlandia. Era già attivo nel 1975. Pirnales si è unito al gruppo nel 1985 e abbiamo suonato in diversi tour sia in Europa che in America, esibendoci in danze tradizionali folk finniche, nonchè in coreografie contemporanee basate su temi e passi tradizionali. Il profilo di base per entrambi le band era simile, così è stato abbastanza naturale iniziare a lavorare insieme. Abbiamo collaborato continuativamente e intensamente dal 1985 al 1990».

Nel 1997 è nato un prolifico sodalizio artistico con il mandolinista Petri Hakala. Da questo incontro il duo ha esplorato e fuso il mondo tonale della fisarmonica e del mandolino. Qual è il repertorio che proponi con questo gruppo?

«Il duetto con il mandolinista Petri Hakala è stata una combinazione davvero entusiasmante. Sono sempre stato molto interessato al suono del mandolino e sono affascinato specialmente dalla mescolanza sonora tra la fisarmonica e questo strumento. Con Petri Hakala abbiamo suonato molta musica folk finnica tradizionale, ma abbiamo anche composto nostra musica contemporanea».

Markku LepistoSempre nello stesso hanno hai intrapreso una nuova collaborazione con i Doina Klezmer, prima band di questo genere musicale in Finlandia. Questa formazione è molto attiva in svariati campi artistici. Quali?

«Doina Klezmer è stata la prima band klezmer finlandese in assoluto a suonare sia questo genere musicale europeo tradizionale, ma anche a creare un nuovo stile conosciuto come Finn-Klezmer (Suomi-Klezmer). Nel corso degli anni ci siamo esibiti in tutti i principali festival classici finlandesi, oltre che all’estero, per esempio in Russia, Svezia e Olanda. È stato del tutto molto naturale lavorare con differenti artisti e anche in diversi ambiti dell’arte».

Sei un noto didatta in ambito internazionale. Hai elaborato un tuo personale metodo d’insegnamento?

«Ho avuto il privilegio di insegnare e tenere workshop in diverse parti d’Europa, USA e Canada. Il mio metodo principale consiste nel far sì che tutti gli studenti apprendano a suonare a orecchio. Ci sono molti vantaggi con questo sistema, sebbene ammetto che all’inizio lo studente possa sentirsi frustrato, specialmente quando si è abituati a suonare leggendo solo gli spartiti e le tablature. Prima di tutto puoi concentrarti e sentire anche i dettagli più minuti, quali gli abbellimenti. La seconda cosa importante è che gli allievi ricorderanno i toni molto meglio quando si impara a orecchio. La terza cosa, di fondamentale importanza, è che ci si può focalizzare sullo stile di esecuzione quando si aprono le orecchie a tutte le informazioni, viaggiando, appunto, attraverso l’udito anziché con gli occhi».

Suoni fisarmoniche Beltuna, rinomata azienda italiana del settore. Quale modello utilizzi?

«Penso che le fisarmoniche Beltuna si collochino in una fascia di livello molto alta per quanto riguarda l’output tecnico e la qualità del suono. Anche il livello della lavorazione del legno è qualcosa di veramente speciale. Il mio modello attuale, quello che uso di più, è il Samuel 3/18. Quindi tre file, tre voci e diciotto bassi. Il diagramma della tastiera, sia dei bassi che degli alti, è il mio. Ho anche il Beltuna a due file Sara con tre voci per la musica tradizionale e infine il modello a fila unica Cajun. Per la fisarmonica a fila singola ho una predilezione particolare. Normalmente la gente pensa che l’accordion a fila singola sia uno strumento molto semplice e solo per musica tradizionale, ma il mio obiettivo è stato creare della nuova musica popolare da camera e mostrare anche il lato lirico dello strumento, oltre a portarlo al livello superiore».

Il tuo nuovo progetto discografico si intitolata “Samurai Accordion”. Qual è il leitmotiv di questo album?

«L’idea del Samurai Accordion è quella di riunire i migliori esponenti della fisarmonica diatonica da diverse parti d’Europa e fare della musica che non sia mai stata suonata prima. Il nuovo album “Te” è il secondo disco del gruppo e ci sono 10 nuovi brani creati per il Samurai. Tutta la musica è stata arrangiata insieme a tutti i compositori che l’hanno scritta. Sullo sfondo di ogni composizione si possono ascoltare le influenze della cultura musicale di ogni strumentista, e ciò rende i brani davvero straordinari. Musica tradizionale e contemporanea allo stesso tempo».

Autore: Stefano Dentice

Stefano Dentice ha scritto 158 articoli.

Questo post è disponibile anche in: Inglese



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