Peter Soave: la ricerca del benessere psicologico attraverso pace e armonia

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Peter SoavePeter Soave è uno fra i più stimati bandoneonisti e fisarmonicisti sulla scena internazionale. Musicista dalla tecnica sopraffina, coniuga le sue formidabili qualità virtuosistiche con un ardore comunicativo che incanta il pubblico. Soave, in questa intervista, racconta alcune delle sue esperienze artistiche più gratificanti ed enuclea, in sintesi, la sua visione della musica.

Sei unanimemente riconosciuto, a livello mondiale, come un bandoneonista e fisarmonicista in grado di coniugare una straordinaria presenza scenica a un coinvolgente e travolgente virtuosismo. Che genere di percorso hai intrapreso per raggiungere questa maturità artistica?

«I miei primi ricordi sono legati a un ardente desiderio di suonare la fisarmonica. Ho iniziato a frequentare lezioni di musica all’età di cinque anni. E ancora oggi, cinquantuno anni dopo, continuo a imparare».

Già a soli 16 anni, in seno a svariate competizioni internazionali, hai conquistato ben quattro primi posti. Quali sono state le principali doti artistiche che hanno colpito e convinto coloro che ti hanno giudicato?

«Suonai con grande focosità ed enorme passione. Avevo voglia di mettermi in evidenza. La musica è sempre stata la mia vita, per cui ho pensato che il fatto di vincere molti concorsi avrebbe potuto aiutare a segnare la mia strada artistica».

A proposito di prestigiosissimi riconoscimenti, nel 1987 hai vinto il premio internazionale “Voce d’Oro”, assegnato a chi ha dato lustro alla fisarmonica nel mondo della musica odierna. Potresti raccontare i retroscena legati a questo eccezionale evento?

«Ricevere il premio “Voce d’Oro” è stato un onore, qualcosa che non avrei immaginato. All’improvviso il mio nome è stato pronunciato insieme ad alcune leggende come Art Van Damme, Yuri Kazakov, Astor Piazzolla e altri ancora. Lì ho capito che le persone credevano in me. La consegna di questo ambito premio mi ha responsabilizzato ancor di più nel rappresentare la fisarmonica e il mio talento».

La tua intensa attività concertistica ti impegna sia da solista che con alcune fra le più note orchestre del mondo. Ti senti artisticamente soddisfatto in egual misura sia quando ti esibisci in contesti solistici che in quelli orchestrali?

«Come solista sono il capo, ma non solo! Suonare con un’orchestra, invece, richiede un incontro delle menti, per condividere la stessa lingua e lo stesso desiderio. Solo i migliori musicisti sono in grado di provare magici sentimenti di coesione. Quando si raggiunge questa armonia di gruppo le soddisfazioni possono essere sorprendenti. Quindi fare musica diventa semplice».

Aldemaro Romero, uno fra i musicisti più rappresentativi e influenti di sempre del Venezuela, ha scritto per te numerosi brani originali. Qual è il mood e quali sono le peculiarità di queste composizioni?

«La musica di Aldemaro Romero è ritmicamente stimolante, con un’armonia rigogliosa e amorevole. Lui era un musicista completo: cantautore, pianista, compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra jazz, classica e folk. La sua musica classica contiene più elementi dal suo ricco e policromatico background. Come per i brani di Astor Piazzolla, le composizioni originali di Romero sono piuttosto difficili da suonare per come andrebbero realmente suonate. Ènecessaria una particolare sezione ritmica, con alcune libertà interpretative che sono concesse. Non tutti i musicisti hanno una facile predisposizione nell’eseguire questo genere di repertorio».

Da grandissimo amante della natura e (ovviamente) della musica hai fondato, nel 2010, la “Peter Soave Music Academy”, sulle Dolomiti. In cosa consiste esattamente questo progetto?

«L’uomo prospera quando gli elementi di pace e armonia sono collegati. Ho sempre cercato tutto ciò per il mio benessere. È particolarmente gratificante quando condividi l’esperienza con altra gente dalla stessa tua mentalità. La mia accademia di Sauris ha trasformato questo in realtà. È un posto dove posso vivere semplicemente, pensando alla creazione di nuova musica e senza nessuna distrazione».

La tua inesauribile attività musicale cosa riserva a breve?

«Come ho detto all’inizio, mi sento ancora uno studente. In questo momento sto studiando repertori che volevo imparare molti anni fa, ma non potevo a causa dei miei numerosissimi impegni artistici per i quali giravo il mondo. Ora, però, lo sto facendo».