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Felice Fugazza (1922 – 2007) – terza parte

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Iniziamo con questo articolo ad esaminare brevemente le composizioni più significative per fisarmonica di GianFelice Fugazza, con alcuni commenti e magari qualche aneddoto che possano risultare utili ed interessare appassionati, cultori e studenti. Cominciamo con il primo brano ufficialmente scritto dall’autore e pubblicato per lo strumento ad ance libere.

 

Preludio e Fuga (1948, Ancona, Farfisa)

GianFelice Fugazza - Preludio e FugaCome abbiamo già appurato, nel 1948 – anno in cui vengono pubblicati diversi brani entrati poi stabilmente nel repertorio fisarmonicistico – il giovane Fugazza dà alle stampe la sua prima composizione per fisarmonica: il “Preludio e Fuga”. Brano di stampo accademico, reminescenza dei suoi studi musicali come organista, ma anche probabilmente una sorta di “saggio” delle possibilità polifoniche dello strumento ad ance, considerato parente stretto dell’harmonium e quindi degno e naturale erede degli storici strumenti a tastiera, primo fra tutti l’organo.

In effetti la composizione era stata ideata alcuni anni prima, e precisamente nel 1942, per un modello speciale: la cosiddetta “fisarmonica liturgica” – della Dallapè di Stradella – nata principalmente per sostituire i piccoli organi (e harmonium) distrutti o danneggiati durante il secondo conflitto mondiale. Una copia dello strumento venne donata all’allora pontefice Pio XII, davanti al quale Fugazza si esibì in un piccolo concerto comprendente, oltre al suddetto brano, delle personali trascrizioni dal repertorio organistico, tra cui brani di Frescobaldi e J.S. Bach[1].

E in effetti il nostro Preludio e Fuga si inserisce proprio nel solco di quella mirabile tradizione, a partire da Buxtehude, Pachelbel e il sommo Bach – con la sua ineguagliabile produzione, che dalle fughette didattiche giunge sino alla monumentale Arte della Fuga, passando per i capolavori del “Clavicembalo ben temperato”. E non è certamente un caso che – come vedremo – molti altri compositori hanno poi scritto opere nello stile “severo” della fuga, o comunque in stile polifonico/fugato, così come moltissimi fisarmonicisti hanno suonato e suonano tuttora brani del genere, trascritti od originali che siano …

Fugazza con questa composizione giovanile vinse il “I Concorso per composizioni originali fisarmonicistiche” indetto dalla FARFISA proprio nel 1948. Importante iniziativa, che poi risultò fondamentale per la creazione di un nuovo repertorio, pensato e creato appositamente per il nostro strumento, in cui risultarono vincitori negli anni successivi Maestri come Volpi, Melocchi, Bernini, Fancelli, Boccosi.

In seguito, oltre 10 anni dopo, l’autore ritornò su questa forma musicale contrappuntistica pubblicando Introduzione e Fuga (1959), composizione di aumentate difficoltà tecnico-musicali, in stile atonale, nella quale Fugazza si avvicinò alle tecniche seriali/dodecafoniche. Anche in questa occasione fu un antesignano: sia per la testura ed il contenuto musicale e sia perché il brano risulta essere uno dei primi pezzi originali – in Italia probabilmente il capofila – in cui la parte della mano sinistra è scritta in suoni reali «auspicando l’impiego di strumenti a bassi sciolti», ovvero con note singole al manuale sinistro[2].

 

– Breve commento tecnico-musicale e analisi

Come scrisse Vittorio Melocchi, illustre collega e per vari anni collaboratore di Fugazza, nella rivista “Fisarmonica”, all’interno della rubrica Didattica e interpretazione: «In Preludio e Fuga i virtuosi della fisarmonica ebbero finalmente il “loro” primo pezzo originale. Pezzo creato, ma soprattutto “pensato”, per la fisarmonica da un profondo conoscitore dell’istrumento»[3]. E qui occorre ribadire che Fugazza è stato veramente uno dei pochissimi autori della prima letteratura storica italiana a pensare e scrivere proprio per lo strumento, a differenza di tanti altri compositori anche blasonati che non essendo fisarmonicisti scrivevano sul pianoforte… Lo stesso musicista pavese scrisse: «Ho sempre eseguito le mie composizioni in fase di finitura, posso dunque ritenere di aver composto “per la fisarmonica”»[4].

Continua Melocchi: «Il problema fonico, oltre che tecnico, è risolto da Fugazza in modo perfetto con i mezzi più semplici e la bella composizione scorre via fluida con effetti “organistici” brillanti: ciò ne spiega il grande successo»[5].

Il dittico è in Fa# minore, mentre l’andamento, comune tanto al Preludio quanto alla Fuga, è un Allegro sostenuto.GianFelice Fugazza - Preludio e Fuga (estratto 1)

Il Preludio è un breve brano (37 battute) a tre voci, in stile imitativo, che funge da introduzione alla seguente fuga. È basato su un tema tanto semplice quanto efficace e scorrevole, la cui cellula iniziale di quattro crome costituisce l’ossatura di tutto il pezzo, che termina solennemente su un pedale di tonica, sul quale subentrano degli accordi (precostituiti) sul manuale sinistro: ovvero la “settima secondaria” della sottodominante che risolve sul suddetto accordo in maggiore (Si M) che poi muta in minore (Si m) per terminare quindi, con “cadenza plagale” sull’accordo tonale maggiore.

GianFelice Fugazza - Preludio e Fuga (estratto 2)La Fuga, sempre a tre voci, presenta una esposizione con “risposta tonale”. Il soggetto, molto cantabile, è inperniato sull’intervallo di 5^ discendente “dominante – tonica” (do#4 – fa#3) e su un movimento melodico ascendente, caratterizzato da intervalli di 3^, che arrivando alla tonica superiore (fa#4) ridiscende cromaticamente alla dominante (batt. 5, 3° mov.) per poi giungere alla modale, a batt. 6, dove subentra la “risposta tonale” (fa#2 – do#2) al basso.

Dopo un breve episodio, dove appare il “controsoggetto” per moto contrario, ritorna il soggetto al “soprano” nel tono di La maggiore, poi al “basso” in Si minore, per poi giungere dopo un breve passaggio accordale alla m. d. ad un pedale di dominante. Dopo la riesposizione del soggetto, in pp, la “risposta” al basso viene stavolta presentata per moto contrario e, dopo una sezione giocata contrappuntisticamente su incisi tematici, il brano termina in modo grandioso su un ulteriore pedale di tonica, attraverso sonori accordi di 3-4 note, a destra e a sinistra, con andamento largo e ben marcato e con la stessa cadenza “piccarda” del Preludio.

 
(continua)

 

[1] In quell’occasione Fugazza eseguì di Frescobaldi alcuni brani dai “Fiori musicali” e di J.S. Bach la Toccata e Fuga in re min. – composizione poi nel repertorio di moltissimi fisarmonicisti concertisti delle successive generazioni. Molto probabilmente la personale trascrizione dell’epoca è una delle prime, se non la prima in assoluto (almeno in Italia), del celebre brano organistico.
[2] L’Introduzione e Fuga di Fugazza è stato registrato, dall’americano Louis Fanucchi, sul CD “Back to the future”.
[3] Cfr. Vittorio Melocchi, Le composizioni di Felice Fugazza, in “Fisarmonica”, 1963, anno XVI, n.6 – p.14, Ancona.
[4] Cfr. Aleksi Jercog, Super VI Scandalli. Una fisarmonica nella storia, 2004, Caselle di Altivole (TV), Physa.
[5] Cfr. Vittorio Melocchi, op. cit.

Autore: Alessandro Mugnoz

Alessandro Mugnoz ha scritto 48 articoli.



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