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Jazz, blues, swing e non solo alla nuova edizione di Umbria Jazz

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Paolo Conte

Paolo Conte

È vero che in questo periodo i festival e le rassegne sulle musiche popolari non mancano. Anzi, la programmazione è ricca e si possono ascoltare artisti di alto livello in tutto il nostro paese: dalla Sicilia al Friuli. È anche vero, però, che è importante guardarsi intorno e non tralasciare di informare. Soprattutto quando gli eventi sono importanti e, anche se in modo meno diretto, riguardano le questioni che generalmente si affrontano in questa rubrica. Dico questo perché credo sia importante non segnalare (ci mancherebbe) ma accennare a Umbria Jazz, il festival in corso a Perugia, che si protrarrà fino a domenica 19 luglio. Come detto, non è necessario che si faccia qui pubblicità. Però vivere nella città in cui si svolge significa attraversare la musica jazz, e non solo, per almeno due settimane. Attraversarla anche fisicamente, perché è ovunque: nelle strade, nei vicoli, nei bar, nei locali, ecc. E questa è senza dubbio un’esperienza che gli appassionati di musica vorrebbero vivere. Nelle strade prende forma sempre la versione più popolare della cultura jazz. Quest’anno i gruppi che si esibiscono liberamente in Corso Vannucci e nelle aree circostanti, sono numerosi. E la qualità delle musiche che propongono raggiunge spesso livelli molto alti (primo fra tutti il trio Accordi Disaccordi, che si esibisce anche ogni sera al restaurante Stage dell’Arena Santa Giuliana). C’è il root jazz, c’è molto blues, ci sono alcune declinazioni più spettacolari della tradizione jazz. Ma in generale le formazioni variano e l’approccio è quello estemporaneo, che determina anche le performance di alcune delle stelle, come ad esempio Herbie Hancock e Chick Corea, che si sono esibiti in duo all’Arena Santa Giuliana nella serata del 14 luglio, oppure Stefano Bollani, che ha presentato “Sheik Yer Zappa”, il suo ultimo album dedicato a Frank Zappa, domenica 12. Come è noto, il festival cerca di percorrere le due prospettive che ne hanno determinato la fortuna internazionale. Vale a dire un cartellone fatto di grandi nomi (a quelli già citati si può aggiungere Paolo Conte, Tony Bennet e Lady Gaga, Caetano Veloso e Gilberto Gil, Subsonica, ecc.), puntellato però da proposte raffinate. In quest’ultimo quadro trovano posto artisti straordinari, come il Charles Lloyd Quartet, il Brad Mehldau Trio, Antonio Farao’ Quartet, Miguel Zenon Quartet, Ramin Bahrami eDanilo Rea.

Il programma si può consultare qui.

Autore: Daniele Cestellini

Daniele Cestellini ha scritto 752 articoli.

Questo post è disponibile anche in: Inglese



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