Digital Accordion Lab e la nuova rubrica di “Strumenti&Musica”

Sergio Scappini presenta il nuovo pool di ricerca digitale

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“Ho sempre avuto un buon rapporto con la musica, di qualsiasi genere, stile e specie: elegante, aggressiva, di tendenza, tradizionale o banale, ricercata e improvvisata. Mio papà fu un musicista mancato; dotato di orecchio e memoria musicale eccezionali, non aveva potuto studiare, ma la sua grande passione ne faceva un ascoltatore attento e uno scrupoloso osservatore di tutto ciò che i media dei suoi tempi (radio e quinto canale della filodiffusione) trasmettevano in quegli anni Sessanta: musica classica, jazz, i grandi arrangiamenti americani, musica leggera e musica sperimentale. Casa nostra era costantemente inondata di musica: da Bach ai Beatles, da Strawinsky a Edmund Ros, da Tchaikovsky a Lucio Battisti. Ricordo le numerosissime storie che la sera papà ci raccontava – ho un fratello poco più grande – su Una notte sul Monte Calvo, La sagra della primavera, L’apprendista stregone, La Moldava, Romeo e Giulietta… e noi, vivaci frugoletti, ascoltavamo divertiti e, soprattutto, inconsciamente assorbivamo. Questo bagaglio di note ha sicuramente caratterizzato la mia vita e, forse, l’ha stabilita.

Amo la musica interpretata, dove l’esecutore possa e debba mettersi in discussione. Ci si diverte di più!

Non ho mai avuto preferenze per le specificità, il suono o l’estetica di uno strumento – mi piacciono tutti – e soprattutto non ho mai avuto pregiudizi verso strumenti poco considerati per storia, fama, cultura… non avrei suonato la fisarmonica!

Considerando i miei trascorsi didattici, ho la presunzione di conoscere la “tastiera” e di avere un rapporto quasi spontaneo con la fisarmonica; avrei anche desiderato fare il direttore d’orchestra… ma un’orchestra vera non mi fu mai regalata, così il sogno se n’è rimasto nel cassetto. Forse anche per questo, un giorno di tanti anni fa, rimasi piacevolmente incuriosito da un Transivox suonato da Gervasio Marcosignori; decisi allora di dedicarmi allo studio della fisarmonica munita di elettronica e salutai come un successo la realizzazione della fisarmonica digitale da parte di Roland: era un po’ come se l’orchestra stesse uscendo dal cassetto per appoggiarsi sulle mie spalle.

Il primo modello, la mitica FR7, era un concentrato di difficoltà esecutorie, ma aveva già possibilità di sviluppo e perfezionamento inimmaginabili. Durante le sessioni di prova e di confronto, poi, l’entusiasmo degli ideatori e di tutto il reparto di produzione diede il via a un lavoro di rinnovamento, evoluzione e crescita, che, concretizzatosi nella FR8, ancora oggi ne fa un modello di riferimento.

Stefano AratoUn importante avvicinamento al mondo fisarmonicistico si è in seguito verificato con la nascita del settore elettronico in seno alla Bugari, con gli sviluppi di Proxima e con il recente interesse al “nostro” mondo da parte di Korg.

La situazione attuale, finalmente, pur con i pregiudizi che caratterizzano le novità, ci consente di dedicarci alla fisarmonica digitale come a uno strumento emancipato, che, con i suoi pregi e i suoi difetti, sta entrando nei diversi settori del mondo musicale con freschezza e originalità inaspettate.

Marco Cinaglia è stato artefice della divulgazione e dello sviluppo della fisarmonica digitale. Già dai tempi di Roland aveva dimostrato una particolare passione per il “nostro” strumento, che peraltro aveva già seppur brevemente studiato come allievo, sapendo poi entrare nell’originale mondo fisarmonicistico fino a diventarne un punto di riferimento. Generoso, simpatico, estroverso e sempre sorridente, ha saputo ascoltare e capire i desiderata degli esecutori, trasferendo il suo inguaribile ottimismo nei rapporti personali e nello sviluppo strumentale: la Bugari-Evo è stata una nostra idea, la Proxima una creatura sua.

La prematura scomparsa dell’amico Marco mi ha, infine, spinto a portare avanti quello che fu l’oggetto del nostro sodalizio, passione condivisa e portante della nostra amicizia: la fisarmonica digitale. La scelta è stata quella di una creatura istituzionalmente solida, musicalmente preparata, culturalmente motivata e attrezzata per agire su più fronti, dalla didattica al concertismo, dall’editoria allo sviluppo degli strumenti. In seno agli Amici della Musica di Torino, è nato, quindi, DAL – Digital Accordion Lab, consesso di appassionati “fisarmonicisti digitali”, tutti con importante formazione e attività musicale, per non dimenticare, indagare e promuovere questo strumento così uguale e così diverso dalla fisarmonica, ma come essa così capace di dare profonde emozioni e stimolare piacevoli ricordi… come quando alla sera ci raccontavano le storie”.

 

Con queste parole, Sergio Scappini, titolare della prima cattedra di fisarmonica presso il Conservatorio “Gioachino Rossini” di Pesaro e successivamente anima dell’apertura della cattedra di Fisarmonica digitale presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, ha fondato e, successivamente, in un evento calendarizzato all’Expo&Festival CremonaMusica26, ha dato investitura pubblica e ufficiale a DAL – Digital Accordion Lab.

Digital Accordion 1Durante i lavori di CremonaMusica26, DAL ha presentato Digital Accordion 1, raccolta di brani facili per fisarmonica digitale (Edizioni Ars Spoletium), una piccola antologia di trascrizioni, da preghiere e danze antiche fino a pagine famose di musica classica, rivolta ai principianti che vogliano iniziare lo studio dello strumento digitale, potendo usufruire di brani già settati per godere da subito un’esecuzione ricca ed espressiva. L’evento è stato condotto dal M° Stefano Arato, curatore del volume, che ha anche suonato alcune pagine dell’opera, e introdotto dal M° Patrizio Castelli che, dopo un breve focus sul libro in presentazione, ha illustrato con più ampiezza i vari campi di studio e di attività di DAL – Digital Accordion Lab.

Il sodalizio DAL nasce dalla comunanza di intenti artistici dei più promettenti e affermati fisarmonicisti del panorama musicale italiano per la valorizzazione e la divulgazione della fisarmonica digitale, e unisce docenti e allievi con l’obiettivo di offrire al pubblico uno studio e un repertorio dello strumento sempre più aggiornati, con la certezza che l’evoluzione tecnologica debba essere al servizio della musica. I percorsi di lavoro vanno dalla trascrizione all’esecuzione di brani di ogni periodo e stile di composizione, dalla pubblicazione di manualistica ad hoc alla divulgazione di articoli e saggi sulle principali riviste di settore. Una vera e propria filiera che spiega che cos’è una fisarmonica digitale e come la si può sfruttare.

Patrizio Castelli e Sergio ScappiniDAL – Digital Accordion Lab collabora con enti, fondazioni, teatri, scuole, associazioni, social media, laboratori artistici e costruttori di strumenti per portare al grande pubblico i risultati della propria ricerca estetica, che, nata sulle spalle della tradizione, usa la potenza e la versatilità della fisarmonica digitale per promuovere la bellezza della musica.

Questo scritto concretizza la condivisione di intenti del Team DAL con “Strumenti&Musica Magazine” per la realizzazione della rubrica – nomen omen – Digital Accordion Lab, che, mensilmente, focalizzerà l’attenzione sul mondo della fisarmonica digitale, ripercorrendone la storia, analizzando le caratteristiche tecniche degli strumenti, recensendo e presentando le pubblicazioni dedicate al mondo digit.

 

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