“Storytone” è il titolo del nuovo album orchestrale di Neil Young

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Neil YoungNeil Young è senza dubbio uno degli artisti più prolifici della scena musicale contemporanea. Prolifico e poliedrico, si dovrebbe anzi dire. Risale infatti a pochi mesi fa l’uscita di “A letter home”, l’album low-fi nel quale Young interpreta alcuni brani non suoi, prodotti a Neshville, negli studi di Jack White e, per la precisione, in un “Voice-o-graph”, cioè una cabina di 2 metri quadri per la registrazione in diretta. Questo interessante esperimento – che ci ha convinti soprattutto per il risultato sonoro (il sound è antico, ruvido, rough) – aveva fatto seguito ad altre due opere, che potremmo definire sperimentali e, in parte, complementari: “Americana” e “Psychedelic Pill”. Entrambi gli album sono usciti nel 2012 e sono suonati con i Crazy Horse, la storica band con la quale Young non lavorava dall’inizio degli anni Duemila. Il primo è una raccolta di brani della tradizione musicale americana. Il secondo, invece, è un doppio album nato dalle session di registrazione di “Americana” e si presenta come un disco estemporaneo, improvvisato, denso e, in generale, psichedelico. Nel 2013 Young ha pubblicato la sua autobiografia, intitolata “Il sogno di un hippie” e uscita in Italia per Feltrinelli, nella quale ripercorre gli anni roboanti che ha attraversato come una scheggia, infilzando tutti i generi musicali: dal country al blues, dal grunge al folk, ecc. Ora esce, per la Reprise Records, “Storytone”, un nuovo album di inediti, scritti da Young ed eseguiti con orchestra. Si tratta del trentacinquesimo album per il cantautore di origini canadesi e, allo stesso tempo, di un nuovo corso della sua ispirazione. L’album è composto di dieci brani suonati con un’orchestra di novantadue elementi e un coro. Sarà disponibile anche in versione deluxe, nella quale sarà possibile ascoltare gli stessi brani suonati solo da Young e qualche altro strumento (chitarra, piano, dulcimmer).