“The Monsanto years” è il titolo del nuovo album di Neil Young

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The Monsanto YearsIl grande Neil Young torna con un nuovo album, nel quale ha racchiuso una serie di brani legati alla sua ben nota prospettiva e politica ambientalista. “The Monsanto years”, questo il titolo, uscirà il 29 giugno e si propone – secondo lo spirito del concept e la regola dentro cui Young forza tutti i nove brani che ne compongono la scaletta – di denunciare la politica dell’omg legata all’agricoltura industriale, di cui la Monsanto (ma anche altre aziende come Starbucks, Chevron e Walmart) è una delle più rappresentative. Young, che come è noto ai più non è nuovo a progetti di questo tipo (nel 2006 ha pubblicato, ad esempio, il bellissimo “Living with war”), va diritto per la sua strada. E, come è stato scritto da alcuni critici, pone la sua posizione di vecchia star dello scenario rock’n’roll come filtro, come barriera, come marchio di veridicità alle critiche che lancia attraverso le canzoni. Il concept è probabilmente la forma in cui si sente più a suo agio. E questo specie quando il tema che gli ronza in testa è spigoloso e deve essere tradotto in musica. Alcuni hanno criticato a Young una sorta di divergenza fastidiosa tra la forma canzone e i temi dell’album. Una divergenza che andrebbe a scapito della piacevolezza dei brani e, in generale, dell’andamento di tutto l’album. Io credo che la tensione che si percepisce ascoltando l’album sia, invece, uno degli elementi più interessanti di “The Monsanto years”. Perché riflette non solo la complessità di un fenomeno che, attraverso le riflessioni di alcuni soggetti più sensibili, può arrivare a interessare un pubblico vasto ed eterogeneo. Ma anche la possibilità di forzare le canzoni, di stirarle e trasformarle dentro quella stessa tensione che può renderle formalmente meno piacevoli, per arrivare a comprenderle e considerare delle vere e proprie forme di rappresentazione, di riflessione. Che per essere sufficientemente efficaci devono necessariamente prendere forma intorno al tema che trattano. Detto questo, non vi aspettate un album inascoltabile. Al contrario, “The Monsanto years” è pieno di rock alla Young: denso, forte, melodico, acido e folk.

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